Tag: Guido Mazzoni

Incontro con Lello Voce (di Aldo Spano)

Ciao Lello. Partiamo dalle origini. Vivi a Treviso da parecchi anni, ma le tue radici, come le mie, sono meridionali, nel tuo caso partenopee. La prima domanda che vorrei farti è questa: quanto ha inciso la potenza creativa della cultura napoletana e la sua…

Diceria dei nomi: Onomastica e vergogna nella poesia di Bufalino

C’è nell’Amaro miele un nodo essenziale, che si potrebbe definire così: rapporto tra nomi propri e tempo, tra onomastica e memoria. In questa poesia sembra avvenire un continuo scontro con l’entropia, col disordine dell’esistenza, con il lutto e la perdita, e lo stesso titolo…

Guido Mazzoni, La pura superficie (recensione di Claudia Crocco)

La prima cosa che colpisce di La pura superficie (Donzelli, 2017) è che sembra non rientrare nelle categorie più diffuse per parlare della poesia contemporanea italiana: non è un libro di poesia lirica come buona parte degli altri pubblicati nella stessa collana di Donzelli,…

I poeti della domenica #221: Guido Mazzoni, Uscire

Uscire Esce di casa per una ragione, la dimentica, sale su un autobus, incontra le persone, le scherma col linguaggio, dice “studente fuorisede”, “tatuata”, “filippino” per non vedere il fuorisede, la donna tatuata, il filippino, poi viene travolto dalle frasi assurde, le mani colorate…

I poeti della domenica #148: Guido Mazzoni, Rogoredo

  Rogoredo Con una strana durezza, fra tutti quei colori, riguardavo le nuvole basse e il sole sempre sopra di me illuminare il finestrino e la sequenza dei palazzi usciti dal vapore azzurri fra muri di siepi e pochi colori tutt’intorno «questi sono corpi»,…

Come un cristallo o una scoria. La poesia, per Guido Mazzoni

A volte i libri “scappano”, non si leggono appena escono. Colpevolmente forse; così si cerca di recuperare, e basta un monito, un consiglio. Con I mondi di Guido Mazzoni è stato così: uscito nel 2010 da Donzelli, l’ho letto solo recentemente. E di lì…

I mondi di Guido Mazzoni

Tre punti: vedere se stessi come una cosa estranea, dimenticare quello che si vede, mantenere lo sguardo. Oppure soltanto due perché il terzo include il secondo. Kafka Vivere ed essere ingiusti sono una cosa sola. Nietzsche   La forma della costa dopo il temporale,/…

El Desdichado: l’eredità di Nerval

  . Je suis le Ténébreux, – le Veuf, – l’Inconsolé, Le Prince d’Aquitaine à la Tour abolie : Ma seule Étoile est morte, – et mon luth constellé Porte le Soleil noir de la Mélancolie. Dans la nuit du Tombeau, Toi qui m’as consolé, Rends-moi le Pausilippe…

I migliori letti nel 2013

Quella che segue non è una classifica, è soltanto la scelta di alcuni dei redattori che, fra critica e sentimento, hanno indicato nella maniera più sintetica possibile i 5 libri dai quali sono stati conquistati nel 2013. Quella che segue conterrà libri letti nel…

Il Sublime metropolitano: forma di un contenuto (prima parte)

Per cominciare, alcune premesse teoriche. Innanzitutto considererò la città moderna come una variazione sul tema del Sublime: il nuovo paesaggio urbano si rivela assolutamente grande (categoria kantiana), così come i paesaggi naturali senza confini visibili (il mare di nebbia in Friedrich). Ciò che è assolutamente grande risulta fuori…

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