gratta e vinci

in-side stories #9 – Pezzi di carta

berlin 2011 - gm

in-side stories #9 – Pezzi di carta

La seconda volta che lo vide, l’uomo stava seduto su una panchina al parco. Esattamente al centro della panchina. Indossava un K-way piuttosto mal ridotto. Della prima volta che l’aveva visto non ricordava nulla se non il fatto stesso d’averlo notato, lì al parco. Come si nota un albero, cosa che sta lì. Pensò che prima della prima volta dovevano esserci state delle altre volte, perché le storie non cominciano mai quando ce ne accorgiamo. Cominciano prima. Questa seconda volta l’uomo teneva sulla panchina due grossi sacchetti per la spesa. Uno a sinistra, uno a destra. Teneva la testa dentro il cappuccio, rivolta verso il basso, sembrava si guardasse le ginocchia. Portava dei piccoli occhialini da vista. Aprì il sacchetto alla sua sinistra e ne tirò fuori un mucchietto di qualcosa, dalla posizione da cui lo osservava sembravano dei foglietti di carta. Si chiese se fosse il caso di mettersi lì a esaminare dei foglietti di carta sotto la pioggia. La faccenda lo incuriosiva e da sotto l’ombrello, a distanza di sicurezza, continuò a osservare. L’uomo esaminava i foglietti di carta, li separava, alcuni li metteva alla sua sinistra, altri a destra. Uno o forse due li infilò in tasca. Gli vennero in mente i suoi nonni, per quella particolare fissazione degli anziani di conservare ogni cosa. Suo nonno, ad esempio, conservava le confezioni di plastica trasparente dei tovaglioli di carta, per farne un possibile secondo utilizzo. Pensò che a suo nonno sarebbe sembrato quasi normale vedere un tizio che stava lì a separare la carta dalla carta. L’uomo andava avanti abbastanza velocemente ma sembrava molto attento. Sapeva cosa stava facendo. Doveva essere una pratica quotidiana, era professionale. Una specie di lavoro. Sua nonna, sua mamma e le sue zie, quando d’estate pulivano i fagioli, avevano la stessa velocità e attenzione. Dopo quel giorno lo vide ancora diverse volte, ma per non invadere non si avvicinò abbastanza per vedere cosa fossero e cosa ci fosse scritto su quei pezzi di carta, ammesso che qualcosa ci fosse scritto. Solo una volta sulla panchina c’era un secondo  uomo, lo stava aiutando. Aveva l’aria di chi stesse facendo un favore, non ci metteva la stessa cura. Perdeva tempo e basta. Una sera finì di lavorare più tardi, uscì dalla metropolitana a passo veloce e si diresse verso il parco, gli sarebbe dispiaciuto non vedere il tizio all’opera. Incrociò i soliti due o tre rompicoglioni che si vantavano dell’eccezionalità del proprio cane. Valutò che quando sarebbe uscito con il suo quelli sarebbero già tornati a casa. Sorrise. Da lontano scorse l’uomo alzarsi dalla panchina, con i due sacchetti, e dirigersi verso l’altra uscita del parco. Accelerò il passo maledicendo il lavoro, si stava perdendo il rituale della sera. Non ci aveva mai riflettuto ma quell’uomo lo incuriosiva e, allo stesso tempo, guardarlo lo rilassava. Rallentò quando si accorse che uno dei due sacchetti era bucato e dei pezzi di carta stavano cadendo per terra. Ne raccolse qualcuno e chiamò l’uomo ad alta voce, ma questi era già troppo lontano o non si diede pena di voltarsi. Scosse la testa e finalmente guardò cosa aveva tra le mani. Numeri grattati via, simbolini colorati, birillini disegnati. Scoppiò a ridere, erano dei fottutissimi gratta e vinci. Esisteva una sottosperanza dopo la speranza di altri. Qualcuno ogni giorno cercava sotto il già grattato e la distrazione altrui la propria salvezza.

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© Gianni Montieri

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Daniele Silvestri – Pozzo dei desideri (Album Sig. Dapatas 1999)
Io vendo promesse di ogni sorta
qualcuna la mantengo di tutte le altre invece non mi importa
io smisto monetine da gettare in fondo a un pozzo
o da grattare sulla patina dorata di un concorso
a premi multimiliardari, diffidate dei falsari
e non incolpate me se ci gettate dei denari
non ho colpa se siete schiavi di una tombola
stracolma di tesori che distribuisce a vanvera
e vi coccola l’idea di impadronirvi della vincita
vivere di rendita capita ogni domenica
e se non hai mai vinto fino ad ora
sei stato sfortunato, amico tenta ancora…
tenta ancora…
Io vendo scommesse sul futuro
qualcuna vince molto, di tutte le altre invece non mi curo
e non ci sono meriti non c’è una gerarchia
ma solo il cieco meccanismo di una…lotteria
e non posso che adeguarmi non posso lamentarmi
se usate queste mie monete al posto delle armi
se tutti i vostri sogni li puntate in questo gioco
io vendo un’illusione in più e non è poco

Una monetina a te una a te una monetina pure a te così fanno 3
una monetina per questa serata che non può finire
una per trovarti e l’altra per sparire
una monetina a te una a te un’altra monetina pure a lei così fanno 6
una monetina per sapere che non ho sbagliato mondo
fiumi di monete tutte in fondo al
Pozzo dei desideri
mille monete se indovini i miei pensieri
pozzo dei desideri
rivoglio indietro quello che ti ho dato ieri

Io sono imparziale e non mi impiccio
se vinci prendi tutto, se perdi in fondo è solo qualche spiccio
il rischio è minimo, la posta in gioco alta
prendi una moneta, amico e gratta
credici, provaci, potresti fare tredici
se cedi il turno adesso sei pazzo, riflettici
magari il tuo destino sta girando…ora!
… sei stato sfortunato amico, tenta ancora

Una monetina a te una a te una monetina pure a te così fanno 3
una monetina per questa serata che non può finire
una per trovarti e l’altra per sparire
una monetina a te una a te un’altra monetina pure a lei così fanno 6
una monetina per poterti dare quello che mi hai chiesto
una per un viaggio e ancora non è tutto
Una monetina per il Chiapas una per Filippo che è partito per Caracas
milioni di monete per il sogno di una terra dopo il mare
per chi malgrado tutto continua a navigare
una monetina per la Cina, una per il ponte sullo stretto di Messina
sperando che il calore della terra siciliana
possa sciogliere la nebbia fissa in Valpadana

Pozzo dei desideri
mille monete se indovini i miei pensieri
pozzo delle illusioni
ma non sarà che siamo tutti un po’ coglioni
pozzo io non ti credo,
io non mi fido quando il fondo non lo vedo
pozzo dei desideri
rivoglio indietro quello che ti ho dato ieri
pozzo non mi convinci,
me li ripaghi tu i 2000 gratta e vinci

Queste monetine sono sudamericane
guardate che colori e che forme strane
e poi ce ne ho moltissime venute dal Giappone
ci riesco a fare calcoli di estrema precisione
ecco qui monete d’Africa, di lega poverissima
perché li si discrimina perfino in numismatica
monete e monetine di ogni parte del mondo
tra queste c’è anche quella che stavate cercando
Una moneta soltanto una, una moneta per la mia sfortuna
una moneta, per cortesia, una moneta e dopo vado via
una moneta per continuare, per tutto quello che non posso fare
una moneta almeno una, una moneta contro la sfortuna

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