Giusy Calia

I Moleskine – taccuini d’autore – Soqquadri del pane vieto -2010-2011- di Marina Pizzi (post di Natàlia Castaldi)

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Soqquadri del pane vieto

2010-2011

di Marina Pizzi

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[Poetarum Silva ringrazia l’artista Giusy Calia

per averci donato la sua opera per la realizzazione

della seconda copertina all’interno di questo e-book]

EAUX D’ARTIFICE

 

Il ritorno nell’utero – racconto di Giovanni Chiappisi

 

@Giusy Calia

Quando capì che la sua ora stava per arrivare, per prima cosa esorcizzò la paura dell’ignoto facendo un po’ di conti. I medici gli avevano dato due mesi di vita, al massimo tre.

Giorgio, 60 anni ancora da compiere, aprì un cassetto e tirò fuori un’agenda, una di quelle in finta pelle che regalano per Natale. La aprì e la sfogliò fino ad arrivare alla data di quel giorno, domenica 30 maggio, che sottolineò col pennarello rosso. “Se i medici hanno ragione – pensò – al massimo arrivo a Ferragosto. Togliendo gli ultimi dieci giorni in cui le mie condizioni non mi permetteranno altro che di respirare e pensare, con un po’ di ottimismo organizziamoci fino al 31 di luglio”.

Lasciò l’agenda aperta sul tavolo, si alzò e prese dal frigo una bottiglia di vino bianco, un Chiarandà del 2008 che aveva messo da parte per le grandi occasioni. Lo aprì, annusò il tappo e lascio che il vino decantasse per qualche minuto. Poi prese un bicchiere di quelli buoni e lo riempì. Guardò il vino controluce e ne apprezzò il colore, poi cominciò a sorseggiarlo piano piano.

Il sole stava tramontando e lui accese la lampada da tavolo. Davanti, aperta, la sua agenda. E cominciò a scrivere:

1) Non far sapere niente a nessuno e, se qualcuno intuisce, smentire, smentire, smentire
2) Andare a trovare i figli con una scusa qualunque: nemmeno loro devono sapere, altrimenti cominciano a preoccuparsi (forse) e ad essere asfissianti (sicuramente)
3) Uscire ogni sera, con o senza amici, e girare per tutti i pub della città. Vedere i giovani vivere fa bene alla salute e allunga la vita
4) Evitare di incontrare persone con le quali avresti voluto vivere assieme per i prossimi vent’anni: farlo vorrebbe dire provare rabbia e delusione. E poi non sarebbe nemmeno un bel regalo per quelle persone. Quindi EVITARE
5) Rifiutare ogni ulteriore terapia. Che i medici imparassero con altre cavie
6) Studiare un viaggio per la Norvegia del nord e bearsi nel sole di mezzanotte
7) Sottoscrivere una nuova polizza di assicurazione per la barca
8) Guardarsi spesso allo specchio e sorridersi

L’indomani, di buon mattino, andò in azienda. Salutò il portiere che, come sempre, era intento a tentare di risolvere un solitario e salì al terzo piano, in amministrazione. Al capo del personale, attempato playboy in piena attività, disse che aveva incontrato una donna e che gli serviva urgentemente un mese di aspettativa e un mese di ferie. Quello fece un po’ di resistenza, ma alla fine cedette. “A partire da quando?”. “Da subito”. (altro…)