Giuseppe Dessì

I poeti della domenica #168: Giuseppe Dessì, Penelope

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PENELOPE

Ho visto Penelope scolpita in un atto di noia.
Non canto di gallo
non sogno che squarci le notti
non urlo di cani.
Sono i sonni pieni e profondi.
Non voce mal nota al destarsi.
Non copre ella il petto cadente
nel solitario mattino.
Nel volto un’impronta di pace
come chi attende a lungo
in silenzio
e in un pensiero costante
arresta nel corso del tempo
il lento
sfiorir della carne.
Voci a basso nelle chiuse sale
s’attenuano all’aprir delle porte.
Rabbrividisce ben desta e sorge nel manto regale.
Vaga lontano l’eroe finché il cerchio si rompa,
risuonano ancora i nomi d’ignoti mari.

Villacidro 1931
da
Il Campano, maggio-giugno 1935 a. XIII

.

da Giuseppe Dessì, Poesie. A cura di Neria De Giovanni, Nemapress, 1995

I poeti della domenica #167: Giuseppe Dessì, “La ruvida scorza…”

A ADA E ANGELO ROMANO

La ruvida scorza
di questa esile rovere
dai frutti d’argento
la ruvida scorza grigio-rosa
sotto la mia mano invecchiata.
Struggente cielo
dietro le nuvole bianche.
Tutti i miei morti sono
nell’altra stanza,
in silenzio,
di là del monte, invisibile,
un aeroplano ronza
come una zanzara sulle agavi africane
della mia città
mentre la tromba solitaria
prova le note del silenzio
ed è un pomeriggio qualunque
di una settimana che aspetta la domenica piovosa
come il giorno della Resurrezione

Taino Agosto 1967, già in Atti, Cagliari 1986

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da Giuseppe Dessì, Poesie. A cura di Neria De Giovanni, Nemapress editrice, 1995

I libri che abbiamo preferito nel 2014 (non è una classifica)

Quella che segue non è una classifica, è soltanto la scelta di alcuni dei redattori che, fra critica e sentimento, hanno indicato nella maniera più sintetica possibile i 5 libri dai quali sono stati conquistati nel 2014. Quella che segue conterrà libri letti nel 2014 ma non necessariamente usciti nell’anno solare. Di alcuni di questi abbiamo parlato sul blog, di altri lo faremo. Quella che segue è una non – classifica molto varia, che non tiene conto delle vendite ma di un po’ di bellezza. Tutto questo per augurarvi Buon anno e per ringraziarvi di averci letto. Vi aspettiamo tutti i giorni anche nel 2015 (gm)

parigi - foto gm

parigi – foto gm

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Giovanna Amato

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, C. E. Gadda, ed. Garzanti 2000 – Fosse anche solo la pagina sugli alluci. La pagina sugli alluci, diamine. Fa miracolo a sé.

Ovunque, proteggici, E. Ruotolo, Nottetempo 2014 – “La narrazione, al giorno d’oggi, quanto mordente ha perso, non ci sono più quei libri che ti fanno saltare sulla sedia a ogni pagina, non trovi cara?”, “No.”

Novantatré, V. Hugo, ed. Mondadori 1993, trad. F. Saba Sardi – Nella terna di capolavori di quel capolavoro di uomo che era Victor Hugo.

Almanacco del giorno prima, C. Valerio, Einaudi 2014 – Di Elena Invitti ci si innamora, punto. Tanto per complicarmi le cose, obbedisco in pieno. E con orgoglio: lei è più vera del vero.

Solaris, S. Lem, ed. Sellerio 2014, trad. V. Verdiani – (se del perché non sono venuti a capo a bordo, non vedo come potrei farlo io qui.)

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