Tag: Giovanni Catalano

La funzione narrativa nell’era della serialità

If we wish to know about a man, we ask “what is his story, his real, inmost story?” – for each of us is a biography, a story. Each of us is a singular narrative, which is constructed, continually, unconsciously, by, through, and in us – through our perceptions, our feelings, our thoughts, our actions; and, not least, our discourse, our spoken narrations. Biologically, physiologically, we are not so different from each other; historically, as narratives we are each of us unique (Oliver Sachs).

June Jordan – Poem in Memory of Alan Schindler, 22 Years Old

Una poesia di June Jordan.

Mark Doty – At the Gym

Una poesia di Mark Doty.

Giovanni Catalano – Non vedo l’ora di farla finita

Un inedito.

Giovanni Catalano – La fine della Grecia

Inediti, 2012.

Stephen Dobyns – Missed Chances

Una traduzione di “Missed Chances” di Stephen Dobyns.

Billy Collins – The Next Poem

Traduzione di Giovanni Catalano da The Next Poem di Billy Collins.

Lost in quotation (6) – Last in quotation

Lost in quotation (6) – Ultima puntata

“Il libro è uno specchio: se a riflettersi è un asino, non puoi aspettarti l’immagine di un santo.” (Georg L. Lichtemberg)

Si dice che Benjamin nutrisse il sogno di comporre un libro di sole citazioni, un’opera compiuta in cui le unità fondamentali del linguaggio non fossero le singole parole ma frasi intere o frammenti di frasi che altri autori, più o meno noti, hanno in precedenza utilizzato. Un sistema di segni più sofisticato perché aggiunge ulteriori vincoli al gioco letterario ma che allo stesso tempo introduce la possibilità di sovrapporre nuovi strati di significato, dal momento che opera ad un più alto livello di astrazione.

Flavio Almerighi, Qui è Lontano

Spesso la poesia sceglie la forma del diario di bordo. E anche questo nuovo libro di Almerighi sembra inserirsi nel solco di una tradizione che ha da sempre inteso la poesia come espressione di un mondo interiore che è praticabile soltanto attraverso un’esplorazione del mondo esteriore. Così lo scrittore testimonia l’altro da sé per scoprire qualcosa di sé e lo fa anche attraversando altri scrittori e altre scritture, forzando le parole perché aderiscano meglio ad un pensiero provvisorio e parziale, ad un’idea impossibile da spiegare. L’autore si guarda allo specchio del mondo e affida l’espressione di sentimenti contrastanti a quella che potremmo chiamare la “voce degli occhi”. E dopo tutto prevale la speranza che, per dirla alla Eliot, la fine di tutto il nostro esplorare possa essere “arrivare dove siamo partiti e conoscere quel luogo per la prima volta”.

Billy Collins – Osso Buco

Osso Buco, una traduzione della poesia di Billy Collins.

Charles Simić – Paradise Motel

Una traduzione di “Paradise Motel” di Charles Simić.

Stephen Dobyns – Spider Web/The Invitation

Due traduzioni da “Spider Web” e “The Invitation” lette da Stephen Dobyns al1st Annual Margaret T. and Harry C. Bourne, Jr. Poetry Reading (October 28, 2002).

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