Gianni Maroccolo

Irruzioni Festival 2018, il 4, 5, 6 e 7 aprile a Padova

 

Torna a Padova il 4, 5 , 6 e 7 aprile 2018 Irruzioni. Festival diffuso di peripezie urbane. Musica, poesia e arti performative invadono la città.
A cura di Associazione Voyager – Evento Facebook

*** Mercoledì 4 Aprile ***
16.00 – 17.30 Inaugurazione mostra itinerante “Opere in vetrina” – Via Belzoni
Mostra artistica diffusa di opere inedite a tecnica mista sul tema della distanza realizzate dagli studenti dell’Istituto Statale d’Arte Pietro Selvatico – Padova. Gli spazi espositivi saranno le vetrine, i muri, le colonne, i portici di via Belzoni. Partendo dal Liceo Selvatico, l’inaugurazione itinerante sarà una passeggiata esplorativa delle opere in mostra, alternata da letture multilingue a cura del collettivo Paris Lit Up.
Evento realizzato in collaborazione con Associazione Progetto Portello e Liceo Artistico Pietro Selvatico.

18.00 – 19.30 Incontro: La distanza immaginata – Centro Universitario di via Zabarella
Un primo momento di riflessione sulla distanza (fil rouge di #Irruzioni18) con i professori dell’Università di Padova Adone Brandalise e Luca Illetterati. A partire dalla definizione di “altro” e dalle separazioni e distanze che determina, si affronterà la necessità dialettica e creativa del vicino e del lontano, andando poi a confrontarsi sulla sovrapposizione di prossimità e distanza che colonizza la vita quotidiana delle società complesse, sulla stessa possibilità di un’immaginazione che trascenda le distanze fisiche, simboliche e culturali fra l’umano e gli umani.
Modera: Vincenzo Romania.

19.00 – 20.00 Limoni – Mostra di tavole originali e presentazione – Al Buscaglione
Il fumetto “Limoni- cronache di quotidiane resistenze sentimentali” di Emanuele Rosso (Coconino Press) dialoga con Alice Oceanicmood Neglia di Cipria. Racconta l’amore dei trentenni ai tempi di Tinder, quello di una generazione disorientata, tecnologizzata e precaria, in preda ai dubbi esistenziali tipici dell’età ma in un contesto attuale dove tutto è mutato. Passando in maniera acrobatica dallo smart phone a David Foster Wallace, Emanuele Rosso traccia con grande ironia il ritratto, divertito e amaro, delle dinamiche amorose dei ragazzi di oggi.
Al Buscaglione ospiterà la mostre di alcune tavole originali che verranno inaugurate con l’autore.
A seguire DJ set by Midori. Evento realizzato in collaborazione con Treviso Comic Book Festival e Clab Casale Lab

20.00 – 21.00 Spettacolo “Di lontano si confondono” – Auditorium Centro Culturale Altinate San Gaetano
Performance di musica, poesia e video arte ideata e realizzata dai partecipanti al bando “iniziative culturali e tempo libero proposte dagli studenti dell’Università di Padova”. Sul palco dell’auditorium le giovani voci si esibiranno accompagnate da sonorizzazioni improvvisate e immagini catturate e montate dagli stessi protagonisti.

21.30 – 23.30 Poetry Slam – Semifinale regionale LIPS – Fistomba Social Park
Una manciata di minuti e un microfono per i sei poeti in sfida. Se le daranno forte, a suon di versi, sul palco: Marthia Carrozzo, Nicolas Cunial, Eugenia Galli, Silvia Salvagnini, Luigi Socci, Julian Zhara.
A coordinare il tutto ci sarà un EmCee d’eccezione: Lello Voce.
Il vincitore della sfida di Irruzioni 2018 avrà accesso alle finali venete. (altro…)

Versi e vinili #1: Francesco Filia, Parole per la resa

Ci sono raccolte di poesia i cui versi accompagnano gesti, eventi, passi di una vita. Ci sono dischi che dispiegano la loro vocazione a farsi parte della colonna sonora di una vita. Due affermazioni, queste, talmente evidenti da apparire banali. Banale, tuttavia, non è la combinazione, seppure tutta soggettiva e rielaborata da chi riceve e recepisce, di una determinata raccolta di poesia e di un determinato album musicale, l’associazione – da qui il nome di questa rubrica – di “versi e vinili”. La prima puntata della nuova rubrica di Poetarum Silva è dedicata all’incontro tra Parole per la resa, la raccolta più recente di Francesco Filia, e Etica Epica Etnica Pathos, l’album che i CCCP-Fedeli alla linea pubblicarono nel 1990. (Anna Maria Curci)

Versi e vinili #1:
Francesco Filia, Parole per la resa ¦ CCCP, Epica Etica Etnica Pathos

La storia dell’incontro tra Parole per la resa di Francesco Filia e Etica Epica Etnica Pathos nasce da una prima intuizione, che si è manifestata con urgenza, perfino con incontrollata irruenza, e che ha trovato successivamente conferma in letture e ascolti rinnovati. Una prima intuizione che si è imposta come colonna sonora fin dalla prima lettura, una sera, allorché mi sono arresa alla bellezza dolorosa di un libro che aspettavo da tempo, da quando, per la precisione, avevo visto quasi delinearsi lo sviluppo “del cammino e della resa” nella precedente raccolta di Francesco Filia, La zona rossa e nei testi della plaquette L’inizio rimasto, poi divenuti la V sezione di questo volume.
Epica, etica, etnica, pathos, mi sono detta quella sera, con «il canto oltre il destino», dolente eppure tenace, che faceva battere le tempie e premeva sulle corde vocali. Proprio all’album del 1990 che i CCCP-Fedeli alla linea firmarono con Gianni Maroccolo, proprio nelle tracce del vinile che si proponeva di riportare «tutto lo sporco degli anni ’90 con la tecnologia degli anni ’70», proprio in quelle canzoni, i cui autori, nella quasi totalità delle tracce, rispondono ai nomi di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, proprio in quella tappa musicale che fu una fine e fu un inizio e fu una resa e fu una ripartenza ho trovato il legame fortissimo con le singole parole e l’intera architettura di amore, di resa, di strazio e di resistenza della raccolta di Francesco Filia.
Provo allora a entrare nel vivo di questo incontro e a dare una risposta ad alcuni “perché”.
Perché “epica”? Perché il respiro delle «parole per la resa» di Francesco Filia è un respiro ampio, perché esso abbraccia più generazioni, non solo quella alla quale anagraficamente appartiene l’autore, ma anche quella di chi sta scrivendo qui e ora e, dunque, quella degli autori dell’album del 1990. È un respiro che si slancia solido e temerario dalla cosmogonia al minimo sussultare di minuscola vita, che fa i conti con «Lo sgomento per una primordiale cellula/ che duplica se stessa per intero in eterno».
Perché “etica”? Perché “dobbiamo”, sì, «Dobbiamo consegnare le parole per la resa», senza dimenticare amplessi e slanci della nostra adolescenza (penso a Baby blue dell’album) e tentando, appunto, «il canto oltre il destino», «il gesto oltre il destino» (e qui il legame con Campestre dell’album è, se possibile, ancora più evidente). In questo senso vanno esplicitamente i testi che compongono la prima sezione della raccolta, che ha il titolo della raccolta stessa: Parole per la resa.
Perché “etnica”? Perché la poesia di Parole per la resa è ‘satura’ della «gloria del disteso mezzogiorno” e rende quelle «tre del pomeriggio», la greve e gravida controra, la finta indolente, con gli accenti che giungono tanto più veri, quanto più legati da un lato a una tradizione poetica ben definita e vissuta (l’eredità montaliana è manifesta e dichiarata) e dall’altro a una parola poetica ricombinata, ricollocata e ricreata in un tessuto compositivo originale, come avveniva, per esempio, in Aghia Sophia dell’album dei CCCP (dove già quel “Tedio domenicale” dell’attacco lancia una cima alla poesia).
Perché “pathos”? Perché la raccolta è tutta attraversata dal rovello del domandare, del non fermarsi, da «un cavo disperato cercare»; eppure essa è anche, inequivocabilmente, nel segno dell’amore, dell’eros con Carmen – e se volessimo lanciarci, noi famelici e “ipocriti lettori” nell’esplorazione del nome, avremmo pane per i denti: carmen canto Carmelo mistica clausura. Perché, ancora, è poesia che narra di un abbandono sull’orlo dello strapiombo, del fondersi e del perdersi, nel duettare tra «l’azzurro cupo» e «l’immenso che travolge», come fanno, in alternanza, i trenta testi della II sezione, Diario di una vacanza. (altro…)

in-side stories #11- Benvenuti Filippo

biennale arte 2011 - gm

In-side stories #11 – Benvenuti Filippo


Si procede con una breve descrizione del soggetto:
Il soggetto si chiama Benvenuti Filippo, nato a Rovigo il 25/12/1963, residente a Milano in via Sardegna, civico 12. Il soggetto svolge lavoro di programmatore informatico presso la ditta Bookware srl di Cusano Milanino. Il soggetto lavora spesso da casa, non ha rapporti di amicizia con nessuno dei suoi colleghi. Vive solo. Il soggetto è laureato in Ingegneria. Il soggetto è di media statura. I capelli sono biondo cenere, radi sulla fronte. Segni particolari, nessuno. Il soggetto veste sempre con pantaloni  di taglio classico, di due colori soltanto: grigio scuro e beige. D’estate porta camicie a maniche corte, a righe, e la canottiera. D’inverno indossa camicie a righe, maglia cosiddetta della salute e giacche a due bottoni, leggermente fuori moda. I colori delle giacche sono beige e grigio scuro. Si segnala in un’occasione l’uso di un giacca blu. Il soggetto attualmente non ha relazioni sentimentali. Il soggetto gode di ottima salute.

Si procede nell’elencare alcune frasi pronunciate dal soggetto: Quelle due non sanno educare il cane e lo fanno pisciare sul pianerottolo, per forza sono lesbiche. Conosco un sacco di donne dell’Est perché le vado a cercare nei loro bar. Non mi piacciono i balconi in comune, perché devo stendere i miei panni dove li stendono gli altri? Perché qualcuno dovrebbe usare le mie mollette? L’amministratore di condominio cerca costantemente di fregarmi. Irina l’ho lasciata perché aveva un figlio, non mi so affezionare ai figli degli altri. Aveva quindici anni meno di me, ucraina bellissima. Andrei anche alla lavanderia a gettoni ma mi fa schifo, lì lavano le loro cose i negri. Uso solo il doccia schiuma della Vidal, gli altri mi fanno schifo. La schiuma da barba vado a comprarla in Svizzera, qua costa troppo. Oggi al bar hanno servito quattro rumeni prima di me, l’ho fatto notare. Alla Conad il gelato costa molto meno, l’ho detto alla cassiera dello Sma. La prima volta che esci con una non puoi portarla in un museo, devi portarla a cena. La cena per due costa. Comunque mi piacciono quelle dell’Est perché sanno la differenza tra l’uomo e la donna. Ieri sono stato tre ore in un negozio di elettrodomestici perché hanno l’aria condizionata. Mi piace il tennis femminile, la negra anche ieri ha vinto. Il raptus per gelosia lo posso pure capire.

Si procede con la descrizione di alcune attività svolte dal soggetto: Il soggetto tiene in casa moltissimo materiale pornografico, si ritiene che il soggetto guardi film porno molto frequentemente. Il soggetto mangia quasi sempre in casa. Una volta al mese prende la pizza al trancio in un posto vicino all’abitazione. Il soggetto passa molto del suo tempo libero nei supermercati. Il soggetto non va mai al cinema. Il soggetto ascolta musica definita neomelodica napoletana. Il soggetto quando va al mare ci va da solo. Il soggetto mantiene una fitta rete di contatti con donne dell’est europeo. In particolare con: Russe, Ucraine, Polacche e Rumene. Il soggetto ama ballare il valzer. Il soggetto un paio di volte al mese si porta a casa una prostituta brasiliana. Il soggetto non entra nei bar gestiti da cinesi. Il soggetto non pratica alcuno sport. Il soggetto una volta alla settimana partecipa a letture collettive della Bibbia. L’oratore cambia tutte le settimane.

Si procede a una rapida descrizione dell’appartamento del soggetto: Piccolo ingresso, spoglio. Solo un attaccapanni di quelli che si usano in ufficio. A destra dell’ingresso una piccola cucina moderna, completa di elettrodomestici. Il colore dei pensili è viola. Il salotto è arredato da un solo mobile a parete, al centro del mobile un televisore a schermo piatto. Nessun libro. Nessun divano. Al centro della stanza una sola sedia di alluminio. Bagno lineare. La camera da letto è bianca. Il copriletto e le tende sono leopardate.

Si procede con la descrizione della maniera in cui è stato trovato il soggetto: Il soggetto è stato ritrovato il giorno 25/03/2008, all’interno del Supermercato Esselunga di Via delle Forze Armate in Milano, dai primi dipendenti arrivati per la riapertura. Il soggetto, in apparente stato confusionale, è stato ritrovato completamente nudo, seduto dentro il banco del pesce. Il soggetto aveva appoggiato sul pene un filetto di sgombro. Sul pavimento è stata rinvenuta una scatoletta di filetto di sgombro aperta e vuota. Provenienza del prodotto: russa. Il soggetto ripeteva le seguenti parole ad alta voce: «Non l’ho uccisa, non l’ho uccisa, sono stato bravo, anche questa non l’ho uccisa.»

Si procede al racconto dell’affidamento del soggetto alle cure dell’unità psichiatrica dell’Ospedale Maggiore di Milano: Il soggetto è stato prelevato dalle forze dell’ordine, coperto con una tuta ginnica, condotto all’Ospedale Maggiore ed affidato all’unità psichiatrica. Il soggetto non ha opposto alcuna resistenza. Il soggetto è in una camera definita protetta ed è sotto sorveglianza. Ha detto che al momento non intende parlare con nessuno e che deve riflettere. Ha chiesto che gli fossero portati degli abiti da casa sua, l’agenda telefonica, la schiuma da barba della marca prediletta, un rasoio, un docciaschiuma Vidal. Ha voluto che i medici e gli infermieri lo rassicurassero sul fatto che in quel letto non avessero mai dormito negri o cinesi.

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© Gianni Montieri

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CCCP – Curami (Album :1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età, 1985)

Curami curami
prendimi in cura da te
curami curami
che ti venga voglia di me
curami curami
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
verranno al contrattacco
ma intanto adesso curami
solo una terapia
solo una terapia
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
curami curami curami
curami curami curami

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