Gianluca Spitalieri

Gianluca Spitalieri, quattro poesie da Racconti di un’assenza (Transeuropa, 2016) e un testo inedito

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Assilli

I mille sguardi dei morti lasciano un paese a pezzi
e rimangono solitarie le strade di notte senza asfalto.
Hai forse trovato riposo in uno dei tanti letti presi in affitto
in quel luogo desolato?
Ho gettato semi nel water questa notte, raccolti in contenitori di cellulosa
serbo speranze nell’uomo.
Riuscirebbe a ritrovare un figlio perduto in quelle strade solo dallo sguardo.
Serbare speranze gettare seme e raccogliere sguardi
sembrano propositi alti per un paese di morti.

Ti ho lasciato anche questa notte con un abbraccio forte
e mi mancava il fiato per la presa. Così lascio i miei amanti
mentre stringo le palle alla luna illudendomi.

Avresti preferito un lavoro decente e mille prestiti in banca
invece di una notte passata con me. Posso capirlo.
Sono un precario anch’io. Ma di amori. Quelli che restano in gola
e che non vanno giù nemmeno a morire.

Questa notte quel letto lo paghi tu però.

 

Bolle di sapone

Non era altro che una bolla di sapone
che non si orienta nello spazio e che muove
monotoni i corpi in quella stessa direzione che non
lascia scelta.

Così lasciava giocare nel cortile senza panchine
e si rincorrevano le bolle.
La ripetizione è forma difficile della luce
come i giochi della mano lasciano nuda
la solitudine delle labbra.

E se conversassimo del più e del meno sarei soddisfatto lo stesso
perché in una una bolla di sapone è permesso consumarsi. (altro…)