Frangliflutti

Davide Maria Quarracino: Frangiflutti (estratti)

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Davide Maria Quarracino, Frangiflutti, LietoColle, 2015

*

(da L’ultimo di ogni sole)

*

Perdere con la notte, qualche parte
d’ossa, fingere di stare bene, sapere
che da soli si ingoiano le proprie croci
pesanti sulle spalle, nello stomaco
tenerle lì, camminando curvi.

*

Anche la tua più ridicola caduta
è elegante per te anche chiedere
dov’è la toilette e il tuo viso
è bello anche quando
stanco pulisce dal piatto il pranzo
e al mio ti do una mano risponde disinvolto
no, aspetta, faccio io.

*

Avete incontrato il vecchio maestro delle elementari
la donna della vostra vita
colui che vi ha fatto scoprire il mondo
un caro parente che non c’è più,
lassù,
vi siete stupiti come non mai e, sorridendogli
affabili e cordiali, un caffè

avete detto, in questa poesia,
dimenticandovi l’uno
dell’altro – ancora
ancora e ancora.

*

(da Varcando tutte le porte)

*

Anche tu, un giorno, sarai vecchia.
Ti alzerai presto la mattina per accorgerti
che è tutto qui. Farai attenzione
a non cadere, stringerai le mani
alla ringhiera dell’androne.
Avrai tanto da cucire, e vestirai come vestono
i vecchi. A mangiare, le dita tremeranno
perché la leggerezza delle posate
sarà pesante. Avrai tanti volti
sul comò e pregherai come pregano
i vecchi. Le notti saranno lunghe sulla tua pelle
malata, e sarà difficile cancellare le luci,
stare al buio,
quando la vita, di nascosto,
ci avrà dimenticati.

*

Questo è il quando, il dove
sei venuto

e non c’è silenzio
in cui non sai
avere negli occhi
le ferite del cammino.

© Davide Maria Quarracino

Nota bio: Davide Maria Qaurracino (Santa Maria Capua Vetere, 1995), studia lettere moderne all’Università degli studi di Roma La Sapienza. Frangiflutti è la sua opera prima; alcuni suoi testi sono stati tradotti in arabo.