Franco Costantini

Franco Costantini, Cinque poesie da #Scorporare

 

L’occhiata bieca sotto
.                         le impalcature
incontra la mia immagine residua
in cerca di caffè
e gli operai afgani
.                             nel cortile.
La tua dolcezza è pure un imbarazzo
e certo
in qualche modo
turbine e gomitolo.
Lascia al gioco il tempo che si deve
e non si sfila.
Rimane un’accortezza
la mela nella gabbia
il mestolo nel freezer.

Per i topi anche
alternavamo le uccisioni
per spartire gli anni
e le domande che ci porranno
in Purgatorio.
É un chiasmo il tuo sorriso
e ai bordi l’essenziale:
ricaduta dei miei occhi sul tuo autunno
passato, prossimo
ma mai attuale.

 

 

Il sole ci ha disintegrato i giorni
non è più lo stesso, neanche lui.
Tutti i sogni mi sono
.                   equidistanti
e io sto in mezzo
.                       e vado avanti
e loro tutti insieme a me
senza alcuna familiarità.

Non credevo che il mio tempo
ti venisse incontro.

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