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a levante – foto e testo di MG Galatà
Continua a leggere: a levante – foto e testo di MG Galatàa levante scortando passi remoti rapidi e caini soggetti a termine tornano uno e poi uno in distonie disarmoniche * * * * ombrelunghe su cigli incendiari trite e ritrite sul pressappoco di passo in passo separando l’attimo attimo al diniego . o la perdita sunta dell’uno che sia . Maria Grazia Galatà 8.2010
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[eppure inediti] – ché non le so le stelle / ignorante di costellazioni – Trittico di Maria Iervolino (post di Natàlia Castaldi)
Continua a leggere: [eppure inediti] – ché non le so le stelle / ignorante di costellazioni – Trittico di Maria Iervolino (post di Natàlia Castaldi)Mi sono imbattuta fortuitamente nella scrittura di Maria Iervolino e ringrazio il caso per questo impatto dal cielo al suolo. La poesia di Maria è originale, meticcia, sconfinante, logica e sentimentale al punto da trascinare, da far precipitare nelle scene, nelle assenze, nella realtà quotidiana descritta attraverso le sensazioni che le azioni agiscono. Buona lettura nc…
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(canone a tre guglie) – di Daìta Martinez (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: (canone a tre guglie) – di Daìta Martinez (post di natàlia castaldi)”se non ci fosse questa venatura non mi troverei, se non ci fosse…” indagarla è come configgere il difetto dentro il goccio filato sul calice di te asciutto. ciclico sul cristallo bussa – a sud del primo seno – la gnomica algebra d’infinita retta. canto del ritratto più basso sospeso il passo sulla foglia…
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Clelia Pierangela Pieri – poesie scelte (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Clelia Pierangela Pieri – poesie scelte (post di natàlia castaldi)Missiva Il freddo qui stenta a farsi avanti, saranno gli argini del mio sorriso o i caustici dinieghi abbandonati. Vorrei dirti che la vita zoppica invece corre svelta e ostinata, esalta il punto che ben intendo. Non ridere se ballo d’improvviso o quando in solitudine ipotizzo. Quest’ora macina un risveglio per noi che divaghiamo esangui…
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nei mercati del tempo
Continua a leggere: nei mercati del tempo. dovevo arrampicarmi così in alto da perdere le gambe le braccia non solo il fiato e