foto d’arte

Necessita

 

@ Maria Grazia Galatà

                                         necessita essenza d’assenzio

                                         o semplici tratte suffangate

                                         orlate e punti di sutura

                                         capo di brace

                                         pietas

                                         a tratti

                                         su traumi

                                         fratture

                                         incensi

                                         e perdipiù

                                —   (meno)

                               —   (meno)

                               —   (meno)

                                     di quanto sia

Maria Grazia Galatà                    8.2010

Lungo la strada

 

@MG Galatà

lungo la strada

distorta

a tratti obliqua distrutta

poi chiodi di ruggine

chiudono

cose case casse

nel fluire svilito

subito subito

prima del dopo

dopotutto

prima che sia goccia

che ghiaccia

sull’osso sunto

all’untore

e notte di tutte le notti

né respiro

SI TACCIA

Maria Grazia Galatà      8.2010

Lama

 

@Maria Grazia Galatà

lama

con nodi doppiati

d’amaro

s’incunea iniqua todiante

in opposto limite

subitanea mentis

se pure il dito incide

violando

su crampi pungenti

                    [senti la voce china

                      chiassosa col pianto sul sasso]

                    pur sapendo oltre limite

                    ambiguo

                    lama lama e saccarosio

                    saccarosio su lama

                    limitando il sanguinamento

                    sia dolce l’amaro

                    non torno

                    punto

Maria Grazia Galatà                                                             8.2010

Il ritorno nell’utero – racconto di Giovanni Chiappisi

 

@Giusy Calia

Quando capì che la sua ora stava per arrivare, per prima cosa esorcizzò la paura dell’ignoto facendo un po’ di conti. I medici gli avevano dato due mesi di vita, al massimo tre.

Giorgio, 60 anni ancora da compiere, aprì un cassetto e tirò fuori un’agenda, una di quelle in finta pelle che regalano per Natale. La aprì e la sfogliò fino ad arrivare alla data di quel giorno, domenica 30 maggio, che sottolineò col pennarello rosso. “Se i medici hanno ragione – pensò – al massimo arrivo a Ferragosto. Togliendo gli ultimi dieci giorni in cui le mie condizioni non mi permetteranno altro che di respirare e pensare, con un po’ di ottimismo organizziamoci fino al 31 di luglio”.

Lasciò l’agenda aperta sul tavolo, si alzò e prese dal frigo una bottiglia di vino bianco, un Chiarandà del 2008 che aveva messo da parte per le grandi occasioni. Lo aprì, annusò il tappo e lascio che il vino decantasse per qualche minuto. Poi prese un bicchiere di quelli buoni e lo riempì. Guardò il vino controluce e ne apprezzò il colore, poi cominciò a sorseggiarlo piano piano.

Il sole stava tramontando e lui accese la lampada da tavolo. Davanti, aperta, la sua agenda. E cominciò a scrivere:

1) Non far sapere niente a nessuno e, se qualcuno intuisce, smentire, smentire, smentire
2) Andare a trovare i figli con una scusa qualunque: nemmeno loro devono sapere, altrimenti cominciano a preoccuparsi (forse) e ad essere asfissianti (sicuramente)
3) Uscire ogni sera, con o senza amici, e girare per tutti i pub della città. Vedere i giovani vivere fa bene alla salute e allunga la vita
4) Evitare di incontrare persone con le quali avresti voluto vivere assieme per i prossimi vent’anni: farlo vorrebbe dire provare rabbia e delusione. E poi non sarebbe nemmeno un bel regalo per quelle persone. Quindi EVITARE
5) Rifiutare ogni ulteriore terapia. Che i medici imparassero con altre cavie
6) Studiare un viaggio per la Norvegia del nord e bearsi nel sole di mezzanotte
7) Sottoscrivere una nuova polizza di assicurazione per la barca
8) Guardarsi spesso allo specchio e sorridersi

L’indomani, di buon mattino, andò in azienda. Salutò il portiere che, come sempre, era intento a tentare di risolvere un solitario e salì al terzo piano, in amministrazione. Al capo del personale, attempato playboy in piena attività, disse che aveva incontrato una donna e che gli serviva urgentemente un mese di aspettativa e un mese di ferie. Quello fece un po’ di resistenza, ma alla fine cedette. “A partire da quando?”. “Da subito”. (altro…)

Sembrava – di Maria Grazia Galatà

 

@ MG Galatà

sembrava leggera

la mano schiusa

socchiudendo la porta

appena appena

isolata isolanti

e trambusti di voto

tra poco è sera

saremo lontani

manto montato

al calante di tuoni

miei e tu

che m’abbracci il

silenzio giurato

al freddo d’abito

                        dubbioso

salino silente

e quel miracolo istante

apparente aderenza

sincronica distonia

[I never gave one of my pictures]

Maria Grazia Galatà 8.2010

Assolata – inedito – Maria Grazia Galatà

foto di Costantino Spatafora

assolata
e solamente
                             (nessuno lo sa)
veicolo turbato
turbato ed erba marcia
battuta e buttata
voci all’etere
qui e là
essere e non sono
non sono che ostaggio
urticato-orticaria
da capo a capo
forestando fogliami
rami ramati-ramarri
rimorchiando poco a poco
osceno-scemato
inoppugnabile affabulare
oh mon dieu ne va pas
                          ne va pas
solamente
detto.

                    (nessuno lo sa)

Maria Grazia Galatà 8.2010

Se di timore – di Maria Grazia Galatà

foto di MG Galatà

se di timore si ottengono
i pregi dell’onta
un conto tende
a liquefarsi pudore
subcosciente
e vestigia
riflessi d’ottone
sovrimpressioni
al gòcciolo dell’ossuto
torquato e riflesso

oltrefalso

Maria Grazia Galatà

nell’affetto

@ Fulvio Roiter

nell’affetto a torto

si ricompongono

oltraggi

sovente posti

scrostati al lume

dal lume d’osservazione

nel ritardato oblioso

parola-co(n)stata

 .

foce

 .

Maria Grazia Galatà                               9 giugno 2010

La solitudine del poeta

 
Foto di Paola Pluchino

La solitudine del poeta
l’estrema faccia si staglia contro
sanguina la bocca e la lingua si rivolta
voi dite di sapere lo scritto e il vero
la parola maiuscolata e il verso
io mi indigno stasera
conto gli amici perduti e quelli mai avuti
il falso sciocco, il riso caduco, il soccombente.

inedito – antonella pizzo

Impasse – di Maria Grazia Galatà

Alterego - di Marco Circhirillo

impasse
di corse
appuntati all’apice
di undire

soltanto la gabbia

ti dislochi il fiato
inafferrato
marcendo in nebbie
di risentimento

e cadi
sulla soglia
doglia

di te

Maria Grazia Galatà                                                      gennaio 2010-01-26