Flavia Tomassini

Flavia Tomassini, La vita sul pianeta (inediti)

Finestre, di ©Luciana Riommi

Flavia Tomassini
La vita sul pianeta

 

POLITICA

La vita in appartamento
mi preoccupa.
Mi preoccupano
le piogge
e le stanze,
la mancanza di cielo.
Mi preoccupa la città,
le pozze di foglie
che otturano le fogne.
D’improvviso mi preoccupa
il governo delle Nazioni.

Le difficoltà congenite.
Le malattie.
La fame,
i crampi e la sete.
Il pianeta che brucia si vede dallo spazio.
Mi preoccupa l’angoscia.

Questa nostra coscienza sociale.

L’angoscia chimica, sovversiva, territoriale.

Domina i corpi e le vite.

 

ROAD TO HAPPINESS

Percorro la stradina buia,
Johnny canta del perché
indossa il nero per gli emarginati
e l’ingiustizia
di non essere rappresentati.
Questa strada corre via
per un cavalcavia bucato dai binari.
Quando arriva il treno,
arrivano i fanali
prima di venire risucchiati
dalla voce bassa delle rotaie,
dall’uomo in nero
che predica alla radio
la strada per la felicità.
Passato il pensiero di morte,
è la morte delle avversità.
L’avvenire è luminoso.

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Flavia Tomassini, Gennaio (inedito)

foto di Flavia Tomassini

GENNAIO

La Chiesa di Roma ci omaggia
spezza la sera le fredde campane.
Aumenta lo spazio.
Tra i tuoi e i miei passi sui ciottoli crudi.
Palazzi spioventi. La rete cinge il cavedio,
impiglia i capelli morti della vite.
Mi guasta le labbra. Acquiescenza balena fugace,
corroborante l’abbaglio.
I filamenti di luce stringono i muri,
oscillano le luci, il diserbo colto delle aurore
e odio la terra per un infinito istante.
Vino ossidato mi guasta la bocca.
Il nettare posa lungo il lago d’estate
preme l’aria e la mano lo zelo immediato
di prendere la tua.

 

© Flavia Tomassini

Flavia Tomassini, inediti da “off line”

Foto di ©Flavia Tomassini

 

VEDUTA

Ho visitato un luogo;
era l’indifferenza simile ai preludi
nei film di guerra,
l’austerità spoglia degli affreschi
sciupati, serpeggiante valle
terrena, dall’addome
si dispiega una regione natale,
che conviene, dati i tempi,
ai bottegai
il chiasso cieco dei loro affari.

 

PIACERE

Ci è venuto tutto addosso
tutto a mancare
nel medesimo luogo
in cui pienezza aveva colto
piacere.
Sul letto del nostro amore
dal quale non sapevamo uscire
quando le giornate terminavano
in ritardo sulla cena, cominciavano
a tarda notte
ci alzavamo a parlare insonni
dopo aver troppo agonizzato
il giorno, strette l’una all’altra.

 

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