First Man

Da ragazzino guardavo la Luna (di L. Mandalis)

DA RAGAZZINO GUARDAVO LA LUNA
ovvero una recensione su First man

di Lorenzo Mandalis

Da ragazzino guardavo la luna. ‘Ecco un posto lontano in cui non potrò mai andare’ pensavo ‘esiste! È reale! Lo vedo. C’è della terra bianca, potrei camminarci sopra. Eppure non potrò mai andarci!’. Provavo una profonda malinconia. La luna prometteva una vita migliore, mi trasmetteva immagini che scatenavano la mia inquietudine, scavavano ombre e facevano leva sulle mie insoddisfazioni, perché pensavo che la vita dell’altrove fosse migliore della mia, anche se in realtà non sapevo niente di quell’altrove. Allora non potevo saperlo, ma era una forma di innamoramento. Ero e sono terribilmente attratto dalla lontananza, dall’impossibilità e da tutto ciò che – leopardianamente – si intravede. La malinconia, dicevo, è una forma d’innamoramento. Un’infatuazione. Sono gli immaginari o le fantasie che ci facciamo su un qualcosa che ci appare in un modo e magari è tutt’altro. Che cos’è in realtà la luna?
È a questo scarto tra apparenza e realtà che ho pensato guardando First man, il nuovo film di Damien Chazelle. Il regista, autore dell’acclamatissimo Whiplash e di La La Land, ha deciso di cambiare rotta e distaccarsi dalla tematica musicale che aveva caratterizzato i suoi primi due film.
First man è un biopic su un breve periodo della vita di Neil Armstrong, dall’anno della morte della piccola figlia Karen di soli due anni (1962) allo sbarco sulla luna (1969). (altro…)