festival dell’inedito

Per una Firenze delle Letterature – Parola scritta, cultura e politiche culturali

Qualcuno di voi ricorderà come questa primavera, dal cilindro del rottamatore sindaco di Firenze M. Renzi, uscì la mirabile trovata di proporre uno stravagante “Festival dell’inedito“; una sorta di carrozzone dove i giovani scrittori avrebbero potuto mettere in mostra, dopo una preselezione a (elevato) pagamento, la loro creatura. Tralascio gli avvilenti e retorici particolari del caso, già evidenziati e discussi anche su questo Blog. Ciò che è invece importante e che va assolutamente evidenziato è il fatto che contro quella stravagante e umiliante proposta, un folto, eterogeneo, appassionato e agguerrito gruppo di persone legate al mondo della scrittura per passione o per professione, abbia deciso di esercitare una forma di dissenso su tutto il web, che a poco a poco ha smontato a pezzetti il carrozzone fino a svelarne così la pochezza, le contraddizioni e le “furbizie”. Non posso, in questo caso, non citare (e ringraziare) Carolina Cutolo (Scrittori in causa) e il suo mettersi in gioco fino ad essere minacciata di querela da parte dell’organizzatore.
Il festival ha trovato la fine che si meritava; non stessa sorte ha avuto invece chi ha fatto in modo che ciò accadesse.
Ciò che mi preme infatti  segnalare qui è il fatto che proprio “grazie” al Festival dell’inedito si è via via definita una rete volutamente chiamata “Firenze delle letterature” che attraverso incontri, riunioni, dibattiti pubblici è arrivata a definire un documento di intenti che adesso è accessibile online a questo indirizzo. http://firenzedelleletterature.wordpress.com/2012/09/19/per-una-firenze-delle-letterature-parola-scritta-cultura-e-politiche-culturali/

Quando scrissi l’articolo dove denunciavo il malo-evento, evidenziavo in parallelo la problematica di un festival di poesia che per mancanza di interesse e quindi di fondi da parte del comune, rischiava invece di scomparire . Voci Lontane, voci sorelle 2012, si è invece svolto e grazie ad una campagna di autofinanziamento e al contributo di un editore come Sossella, che ha scelto di aiutare un evento dove la letteratura non appare come un fenomeno da baraccone, ma come il respiro della vita culturale di una comunità. Firenze delle letterature è nata anche per questo, perchè la cultura a Firenze non finisca nel pacchetto da offrire al turista, ma sia il sintomo di una città che sceglie di vivere di vita propria e non di sopravvivere solo grazie ai fasti di un passato che è sempre più lontano

Solo 1500 n. 41 – Firenze lo sai (o-scurantesimo)

Solo 1500 n. 41  – Firenze, lo sai (O-scurantesimo)

Ammettiamo che tu abbia comprato una piccola casa, accollandoti un cospicuo mutuo, ammettiamo che questo mutuo sia composto da rate mensili, oscillanti tra i 450 e i 600 euro, ammettiamo, in alternativa, che tu sia in affitto, stesso esborso mensile più o meno. Aggiungiamo, naturalmente, che tu abbia delle bollette da pagare, abbonamento ai mezzi pubblici, treni ecc.; mettiamo il caso che tu abbia bisogno di mangiare. Facciamo (per ipotesi) che tu sia un precario oppure un lavoratore a tempo determinato, e che il tuo stipendio mensile sia di poco più di mille euro. Ci sei fin qui? Bene. Diciamo che tu sia uno scrittore o aspirante tale, e che abbia un romanzo o  una raccolta di racconti pronta. Tu pensi che sia il momento di pubblicarla, che il tuo lavoro valga ma non sai come fare, non sai a chi rivolgerti, oppure l’hai fatto ma senza risultati. Mi segui? Perfetto! Stai tranquillo, da oggi, i tuoi problemini da piccolo scrittore saranno risolti dal Festival dell’inedito. Come? Molto semplicemente, tu ci mandi il tuo manoscritto e noi lo esaminiamo, lo valutiamo, ti consigliamo, ti abbracciamo, ti diamo uno stand, una penna bic, un paio di quaderni, un panino con la salamella e qualche gadget. Fico, vero? Ti chiediamo, soltanto, un piccolo sacrificio  da fare in nome della cultura, se preferisci chiamalo: investimento per il futuro; per un mese dovresti non pagare l’affitto, o non mangiare, o farti prestare dei soldi (avrai un amico no?) perché noi costiamo più o meno 500 euro. Molto poco non trovi? Che ne dici? Ma che fai, canti? “Per questo canto una canzone triste, triste, triste, triste, triste come me”.

Gianni Montieri

qui un articolo di Jacopo Ninni sull’argomento

qui la lettera aperta degli scrittori fiorentini (e non)