federica de paolis

Pensiero madre

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Federica De Paolis chiede allora a diciassette scrittrici, diciassette donne, di parlare della maternità “nella zona del preludio”.
Dai risultati è chiaro come quel preludio sia non solo l’attesa e la scelta tra due opzioni naturali – riprodursi, non riprodursi – ma un groviglio, una scacchiera di intenzioni, aspettative, a volte pressioni, scelte forzate e tempi che mettono sgambetto alla naturalità con cui quelle due opzioni dovrebbero essere ponderate.
Scrive allora Carla D’Alessio:

Che poi è la tenerezza che fa scattare l’ansia riproduttiva. Ma è il senso di protezione con cui la si ricambia che fa prendere la rincorsa all’orologio. L’ho capito un venerdì pomeriggio, nel parcheggio di un cinema. Con Massimo stavamo discutendo perché, come al solito, avevo frainteso una sua battuta, intanto l’umidità era scesa e i pini avevano cominciato a mandare sciami di moscerini. E mentre lui parlava e parlava (è prolisso nelle spiegazioni), non badava per niente agli insetti che viaggiavano nella sua direzione, era troppo impegnato a cercare di scacciare quelli che infestavano la mia.

Del groviglio e della scacchiera vediamo i tempi, soprattutto. Quasi ognuna delle diciassette donne “narrativamente intervistate” (sia il loro uno stralcio di autobiografia o pura invenzione, le diciassette donne mettono in gioco una percezione genuina della maternità) quasi ognuna delle diciassette donne, dicevo, parla del tempo come del più feroce degli avversari. Che desiderino un figlio o no, il loro orologio biologico le insegue e le mette in condizione di affrettare una scelta, affrontare la possibilità di un rimpianto, andare in cerca di provvedimenti. (altro…)