fame

Tutto fu. Ieri non esiste più. – f.f.

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La storia è caduta.

Precipitata dalla rupe di questa primitività nuova: di zecca

le farse   studiate a tavolino per un ventunesimo secolo senza vergogna.

La parola

è morta.  Trucidata da avventori che hanno tradito

la sua semplicità

sta sul fondo della discarica sotto quintali di immondizia

e tossici     rifiuti sociali.

Il dialogo

è caduto in un attentato di terrore.

Si è trattato di un  assassinio (in) pubblico

e  nessuno può parlarne perché  ora

la parola è morta.

Quelle che uso le ho raccattate per strade di campagna

e da  pozzi d’acqua in disuso     da deserti luoghi

dai respiri risparmiati     tessuti come lenzuola di canapa ruvida e nodosa

dove i popoli   sfruttati

consumati come  miniere  da estrazione

nei campi da mietere e sotto le pietre delle loro storie

hanno lasciato sillabe di fame   hanno lasciato le braccia  e le gambe

hanno lasciato    una bocca che non tace.

La guerra è oggi

non è sulla linea di un fronte o alla frontiera.

Circola di casa in casa a far fronte all’ immortale immorale

barbarie del forte

cresciuta oltre ogni  misura: dissangua

chi di sangue non ne ha più e lavora lavora

sgravandosi del corpo

crepando di cancro

prima che il favore gli sia restituito.

Tutto fu: ieri

quando la storia dice  con chiarezza cosa

succede. In tutti i tempi del tempo succede.

In questi frangenti i salvagenti non sono i valori

commerciali

non sono i conti in banca

qui crolla l’uomo si uccide

la sua fragilissima sostanza

fatta

di un fiato di vento e qualche sogno alla rinfusa.

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f.f.- inedito – Il due giugno 2010 la RES non è più pubblica.

Manovra da due soldi per andare alla fine del secchio.

E’ di oggi l’affermazione di Letta, http://www.ilgiornale.it/interni/letta_sacrifici_tutti_lappello_napolitano/25-05-2010/articolo-id=447856-page=0-comments=1,  riguarda la manovra per produrre ulteriori sacrifici senza per questo innescare alcuna ripresa, perchè il problema non ha la minuscola ampiezza della visione limitata degli economisti,non si risolve con questo genere di tagli e taglieggiamenti, soprattuto all’educazione, ma ha proporzioni ben più vaste,richiede scelte ben più mirate. Non sarà certo aumentando la produzione di auto che vanno ancora a idrocarburi che si sanerà la situazione attuale. Non è il danaro il problema fondamentale ma la salute del pianeta, in questi tempi, devastato da inquinamenti che non si riesce a tenere sotto controllo e avranno pesanti ripercussioni . Non è solo l’inquinamento da petrolio ma l’ideologia connessa che si deve sanare, si deve cambiare direzione altrimenti sarà impossibile uscire dal vortice. Non quartieri, ma foreste, non acquarium, ma il risanamento degli oceani, ci sarà necessità di biologi più che di ingegneri ed economisti,si devono trovare sistemi per il risanamento della poverissime aree della terra,non si può continuare con l’assillo della fame da un lato e la dispersione delle risorse dall’altro.

f.f

io me ne invischio

Across the Universe

delle cose del mondo

di questo circolo di acrobati

di questo consesso di disarmanti santi  inf(r)anti

di quello che mi sta davanti

o addirittura sotto         i piedi

tutto ciò che sta

è     l’altra parte della stessa sfera.

Io ho  la certezza

che la terra non  sia  mia

ma una casa sempre senza patria

una splendida matria

o una matrioska       al più

un porto dentro l’antro del cosmo

perché la geografia è corrente su tutta la sua crosta

su quel corpo da titana

o forse meglio da gitana

un’ antica matrona tatuata

che non ha meta e va in giro impostata

intorno a se stessa e attorno al mutamento senza fermarsi

un secondo incidendo

sotto e sopra  le scritture delle piogge delle nevi dei ghiacciai

mentre i sismi  ne incrinano la pelle ne divelgono i tendini

le divincolano le ossa.

Io me ne invischio

della fame   della miseria

di ciò che inquina e ciò che consuma

me ne invischio della pace e della storia

della cultura e del silenzio

me ne invischio totalmente

di ogni altro

di ogni tempo e di ogni parola.

Tutto è

e silenzio è anche questo

un gioco per nascondere l’essenza.

Io me ne invischio

me ne invischio

me ne invischio    anche di quella.

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f.f- 14 gennaio 2010Me ne invischio- da Carte sensibili

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