Fabrizio Fulio-Bragoni

Il rumore della terra che gira – il nuovo romanzo di Roberto Saporito

Il rumore della terra che gira - di Roberto Saporito

 

Tornata nella natia Alba per rispettare le volontà del nonno defunto, un’indaffarata scrittrice si lancia nell’improbo tentativo di riunire i dispersi membri della sua famiglia: un fratello pittore fuggito a New York in seguito a un tragico incidente, e una nipote stabilitasi a Londra per completare la formazione universitaria. Disabituata alla vita di campagna, e sola nella località (quasi) deserta, la donna si trova a fare i conti con un inatteso rumore di fondo: un “leggero scricchiolio”, come polvere negli ingranaggi che garantiscono la rotazione del globo terrestre. “Il rumore della terra che gira”. Costruito attraverso un’alternanza di punti di vista che non genera effetti corali (lo “scricchiolio”sembra legato alla difettosa rotazione della “sociosfera” piuttosto che al moto di rivoluzione terrestre, e l’ovvio senso di separazione e incomunicabilità che caratterizza i rapporti tra i tre personaggi è sottolineato dalla pleonastica dicitura “altro io”, che accompagna ogni cambio di narratore), “Il rumore della terra che gira” registra l’allontanamento di Roberto Saporito dal genere: se “Carenze di futuro” rendeva omaggio a Manchette e al noir esistenzialista francese, il nuovo romanzo sembra segnato dalla frequentazione del postmodernismo americano, e di DeLillo.

Come l’autore di “White Noise” tratteggiava il rapporto benjaminiano tra shopping, fantasmagoria e umana aspirazione all’immortalità, Saporito racconta lo scacco dei meccanismi sociali e familiari, dipinge la (presunta) precarietà politica nel suo farsi esistenziale (il momento culturale è quello immediatamente successivo all’11 settembre), sfiorando il risorgere della proprietà e dell’oggetto (si veda l’esuberante aggettivazione possessiva delle prime pagine). E il romanzo, deliberatamente (e sorprendentemente) destrutturato, e arricchito da un paio di notemetaforico-sociologiche di stupefacente lucidità, funziona alla perfezione.

 Recensione a cura di Fabrizio Fulio- Bragoni, già apparsa su MilanoNera Mag

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Dalla quarta di copertina:

Alla morte del nonno, una donna eredita una notevole somma di denaro e tre case. Ha il dovere di trovare suo fratello e la figlia di lui, perché ognuno abbia la sua parte di eredità. Non ha però loro notizie da più di vent’anni. Tra le colline delle Langhe piemontesi, Alba, New York, Londra, Parigi, Torino e la Costa Azzurra, si snodano così le tre vicende parallele di una scrittrice omosessuale, un artista eroinomane e una ragazza confusa. Tre storie attraversate da continui flashback, tre frammenti diversi di un’unica, sfuggente, famiglia.

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Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) nel 1962. Ha pubblicato: Harley-Davidson Racconti (Stampa Alternativa, 1996); H-D. Harley-Davidson, deserti e moderni vampiri (Stampa Alternativa, 1998); Anche i lupi mannari fanno surf (Robin, 2002); Eccessi di realtà. Sushi Bar (Gruppo Editoriale Marche, 2003); Millenovecentosettantasette. Fantasmi armati (Besa, 2006) e Carenze di futuro (Zona, 2009). Suoi racconti sono stati pubblicati su numerose antologie e riviste letterarie.

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