erminia daeder

senza alfabeti senza traslochi – poesie di Erminia Daeder

Centomani

Artigli d’indigenza febbrile
sorreggono
una perplessa pratica di me
in residua cartilagine_

e ogni spasmo torna incidente
vuoto il ventre lunare
vuota la riva per sospetto di incuria_

…nel rumore ferroso del mare
a bordo non ho gesto
che sa farsi casa

contorno di tela è la mia sosta

come striscia mimetica minerale
nell’apparenza bianchissima della notte
la pelle spalma semi, vibrisse, regali

dardi e sonagli in centomani
frugano
– usurpo liquori urticanti
brulicano
– profumo disaffezione tonica
calìcano
– diramo primo movimento opale
intorno al sole

ma guasto, il corpo dormiva

gelata, irraggiungibile l’ultima vertebra.

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