Emanuela Rizzuto

Emanuela Rizzuto, da “Porta libeccio”

 

Mi commuove questo vuoto sotto le nuvole
e le nuvole e il buio e le mie dita
rivedere l’indice di mia madre
il pollice come quello di mio padre
una famiglia scomparsa rimasta
soltanto in una mano e mi commuove
la chioma di vetro rosa sugli alberi
le rughe che aspetto ogni mattina
la grande storia sulle mie spalle
fatta di pietre.
La forza dentro ogni disperato
uomo
si ripete
in questa cattedrale nuda che riempio,
ed è bellissimo
sapere che mi guardi
come guardi ogni umano
sapere che invecchio insieme a mio padre.
E sentirmi esistere
in questa tristezza immensa a forma di cose
nella corsa che mi porta al bene
nel vedere bello tutto quello che tocco.

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