elisa ruotolo

TheFLR Contemporary Italian Literary Magazine

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TheFLR Contemporary Italian Literary Magazine

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Nasce a Firenze TheFLR – The Florentine Literary Review, una rivista che mira a colmare il vuoto della scarsità di traduzioni di scrittori italiani nel mondo e di promuovere la nuova letteratura italiana fuori dalle quattro anguste mura in cui spesso è relegata.

Ogni uscita conterrà sei racconti e due poesie di altrettanti autori italiani, un tema conduttore. Un illustratore emergente darà coerenza tematica e grafica all’intero numero. Il formato sarà ad alta leggibilità. Ma soprattutto – questa la novità – ogni numero sarà completamente bilingue.

L’editore è la rivista The Florentine, 11 anni di esperienza editoriale alle spalle, con un pubblico internazionale appassionato di tutto ciò che riguarda l’Italia. L’idea è dello scrittore e critico fiorentino Alessandro Raveggi , che si è costituito intorno un Consiglio Editoriale di giovani critici, narratori, editori, poeti, operatori culturali che gravitano nell’area toscana: Luca Baldoni, Martino Baldi, Diego Bertelli, Raoul Bruni, Silvia Costantino, Giuseppe Girimonti Greco, Paolo Maccari, Daniele Pasquini, Vanni Santoni, Niccolò Scaffai.

Il tema del primo numero della rivista è il concetto di “invasione”, per ricordare una massiccia inondazione: quest’anno infatti cade il 50° anniversario dell’alluvione che nel 1966 sconvolse Firenze. Ma sopra la superficie (dell’acqua) e oltre, il concetto sarà esteso anche a temi quali il flusso del turismo, l’“invasione” di migranti ed immigrati, il viavai continuo tra culture e linguaggi differenti e altre possibili connotazioni. Gli autori ospitati a declinare il tema in questa prima uscita sono i narratori Luciano Funetta, Alessandro Leogrande, Luca Ricci, Elisa Ruotolo, Filippo Tuena ed Elena Varvello e i poeti Mariagiorgia Ulbar e Marco Simonelli.

Sulla piattaforma di crowdfunding, su cui la rivista è stata lanciata, è stato raggiunto il 95% delle sottoscrizioni a pochi giorni dal temine della raccolta. C’è ancora qualche giorno per garantirsi in anteprima la rivista, sia in versione digitale sia in versione cartacea, e per supportare il progetto, facendogli raggiungere un 100% di copertura economica che sarebbe veramente un risultato da cui partire con grande entusiasmo.

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Reloaded – riproposte natalizie #10: CON LENTEZZA: INTERVISTA A ELISA RUOTOLO

Come è già avvenuto la scorsa estate facciamo una piccola pausa natalizia rispetto alla programmazione ordinaria, sfruttando i giorni che vanno dal 24/12 al 06/01 per riproporre articoli che ci sono particolarmente piaciuti o che, secondo noi, meritano un secondo giro d’attenzione. Buone feste e buona lettura, la programmazione ordinaria ricomincerà il 7 gennaio 2015. (la redazione)

 

elisa ruotolo / ovunque proteggici fonte kataweb.it

elisa ruotolo / ovunque proteggici
fonte kataweb.it

 

Incontro per la prima volta Elisa Ruotolo al Festivaletteratura di Mantova, una mattina di sole. La seconda frase che scambio con lei riguarda il concetto di “lettura lenta”, l’unica possibile, per me, di fronte al suo romanzo Ovunque, proteggici, edito da Nottetempo nel 2014. Per un attimo temo di star dicendo la cosa sbagliata, che sarebbe forse carino tenere per me (perché sto dicendo anche questo, mi accorgo) il fatto di non aver superato le poche pagine al giorno, e di essere spesso tornata indietro con la lettura, accorgendomi di essere rimasta impigliata in una parola come si ruzzola su un sasso in un viale. Scopro invece che Elisa Ruotolo coglie benissimo quello che intendo, che il mio è rispetto nell’incontro con una prosa densa e incendiata, chiara ma non semplice, una lingua in grado di sterzare tra un’immagine e la successiva con il polso fermo della migliore poesia.
Quello stesso pomeriggio seguo il suo incontro con il pubblico, e siamo in molti, scopro con piacere, a condividere quest’esperienza di rallentamento, di concentrazione, di dedizione alla pagina di un libro con la volontà di addentrarsi a occhi aperti nelle parole. Da questo, e dal suo modo di annuire, ho l’impressione di ricevere una chiave importante per comprendere la particolarità della scrittura della Ruotolo, porosa e minerale come una zona flegrea: l’abilità e la pazienza di saper decantare.

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Per noi che leggiamo, è questo che si avverte: una sapienza nel gesto, ma anche una sapienza nell’attesa. Cos’è, per te, il legame con le tue parole?

Le parole per me sono tutto, sono la voce di ogni storia, perciò non vanno usate o scelte a dozzina. C’è qualcosa di sacro nel loro utilizzo, unitamente alla consapevolezza che l’interscambiabilità sinonimica non è mai perfetta, assoluta: cioè ogni parola in una frase deve avere la sua collocazione più esatta, la sua necessità; può sembrare strano, ma a volte lo spostamento di un avverbio o di un aggettivo ha il potere di migliorare un periodo o di farlo collassare. Scrivere mi è sempre parso un lavoro molto simile a quello dell’artigiano, quanto alla cura, ma richiede anche l’irripetibile accoramento della madre. Il senso d’attesa, poi, cui molti fanno cenno mi pare una naturale conseguenza del riguardo applicato in fase di scrittura: come se chiedessi al lettore un ricambio, in termini di concessione di tempo. I libri dovrebbero fare questo: chiederci le ore della giornata, invaderle, occuparle con una determinazione legionaria.

Nei tuoi libri (penso anche alla raccolta Ho rubato la pioggia, uscita per Nottetempo nel 2010) lo sfondo è una provincia non meglio identificata ma chiaramente identificabile, un Sud guardingo e superstizioso, di roccia più che di costiera. Si avverte, nonostante siano praticamente assenti le descrizioni, come si avvertono tutte le dinamiche di una piccola comunità di provincia. Mi chiedevo, leggendo, se ti sei posta il problema di entrare in comunicazione con chi ha avuto altri imprinting, i lettori abituati all’occhiata più vasta della città, o se costruire una dimensione così credibile ti è venuto naturale nel corso della scrittura.

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I libri che abbiamo preferito nel 2014 (non è una classifica)

Quella che segue non è una classifica, è soltanto la scelta di alcuni dei redattori che, fra critica e sentimento, hanno indicato nella maniera più sintetica possibile i 5 libri dai quali sono stati conquistati nel 2014. Quella che segue conterrà libri letti nel 2014 ma non necessariamente usciti nell’anno solare. Di alcuni di questi abbiamo parlato sul blog, di altri lo faremo. Quella che segue è una non – classifica molto varia, che non tiene conto delle vendite ma di un po’ di bellezza. Tutto questo per augurarvi Buon anno e per ringraziarvi di averci letto. Vi aspettiamo tutti i giorni anche nel 2015 (gm)

parigi - foto gm

parigi – foto gm

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Giovanna Amato

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, C. E. Gadda, ed. Garzanti 2000 – Fosse anche solo la pagina sugli alluci. La pagina sugli alluci, diamine. Fa miracolo a sé.

Ovunque, proteggici, E. Ruotolo, Nottetempo 2014 – “La narrazione, al giorno d’oggi, quanto mordente ha perso, non ci sono più quei libri che ti fanno saltare sulla sedia a ogni pagina, non trovi cara?”, “No.”

Novantatré, V. Hugo, ed. Mondadori 1993, trad. F. Saba Sardi – Nella terna di capolavori di quel capolavoro di uomo che era Victor Hugo.

Almanacco del giorno prima, C. Valerio, Einaudi 2014 – Di Elena Invitti ci si innamora, punto. Tanto per complicarmi le cose, obbedisco in pieno. E con orgoglio: lei è più vera del vero.

Solaris, S. Lem, ed. Sellerio 2014, trad. V. Verdiani – (se del perché non sono venuti a capo a bordo, non vedo come potrei farlo io qui.)

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Con lentezza: intervista a Elisa Ruotolo

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Incontro per la prima volta Elisa Ruotolo al Festivaletteratura di Mantova, una mattina di sole. La seconda frase che scambio con lei riguarda il concetto di “lettura lenta”, l’unica possibile, per me, di fronte al suo romanzo Ovunque, proteggici, edito da Nottetempo nel 2014. Per un attimo temo di star dicendo la cosa sbagliata, che sarebbe forse carino tenere per me (perché sto dicendo anche questo, mi accorgo) il fatto di non aver superato le poche pagine al giorno, e di essere spesso tornata indietro con la lettura, accorgendomi di essere rimasta impigliata in una parola come si ruzzola su un sasso in un viale. Scopro invece che Elisa Ruotolo coglie benissimo quello che intendo, che il mio è rispetto nell’incontro con una prosa densa e incendiata, chiara ma non semplice, una lingua in grado di sterzare tra un’immagine e la successiva con il polso fermo della migliore poesia. (altro…)