Elio Copetti

“ma di tempi e di luoghi farmi corteccia” – poesie – di Sebastiano A. Patané (post di natàlia castaldi)

“ma di tempi e di luoghi farmi corteccia”, ho voluto usare un mio verso e la bellissima foto di Elio Copetti, nell’introdurre questa breve raccolta di poesie di Sebastiano A. Patané, per il comune sentire “le cose” fino a farsene voce di pelle e ossa, sì da tentare l’azzardo di coniugarsi con il proprio stare al mondo.Vi invito a leggerle, solo questo.ncCorteccia

Se ti fossi…

Se ti fossi cielo, se ti stessi accanto clamore e silenzio

certo di registrare ogni sorriso ai bordi del cammino

nello scarso senso della corteccia rotta…

.

Piegami di venti e piene, di venti e turbini senza più istantanee

con i respiri larghi delle mareggiate, molla e sostegno

della mia incertezza, lato di lati inaccessibili. Se ti fossi stella

se ti fossi panca, su me conteresti i petali mostrandomi la scelta

sotto la piega esatta del delizioso seno               Riempimi di spezie

l’alchemico disagio, prendi e trascina tutte le sentenze, lasciale nei fossi

dai fuoco alle persiane chiuse e sveglia  -che è l’ora- ogni circostanza

.

C’era un rifugio sul colle del mio cuore e se ti fossi mare o se ti fossi cielo

li ti propagherei in successioni d’amoroso estendersi verso l’altra forma

Chiara è la curva della ricorrenza che torna e reclama tutte le distanze

quando al passaggio delle margherite si spezzano i gialli  per dar posto alla Gloria

*

Simmetrie

Guarda come raccolgono la luce le simmetriche geometrie della terra

e come  – vedi –  non soffrono questo nostro tempo…

                                                                        Rincorri quel sogno Marta
                                                     non temere la perfezione delle mosche
                                                     e se ti chiedono, dì che sai volare!

Nelle clamorose rotazioni dei dervisci crescono i venti

che apriranno le nuove curve del silenzio e più in là, verso il caos

un piccolo dardo accenderà la rosa

                                                                         Rimandiamo ogni gesto alla prossima stagione
                                                     notte regina,
(altro…)

Cantucci – selezione di inediti di Carla Bariffi (post di natàlia castaldi)

Svelami l’occhio
premuto dal palmo
le mille conchiglie
– la sabbia –
che sfugge il suo suono.

*

Ti sorprende – e sei solo –

la paura

e nel buio ti rimescola la carne

ogni simbolo ti scoppia

dentro un petto senza spazio.

 
 

 

Elio Copetti – http://elio3.splinder.com

 

*

Banalità del bene

leccarsi le ferite

spurgare una forma

– accondiscendere –

La rabbia permette lo sputo

coscienza più tenera

sotto.

*

Ocra

dal fuoco della lingua

caratteri neri, le sfumature rosse

composta scompostezza del taciuto

elevazione d’ossa, la falda nel tumulto

– il gambero è sommerso – 

 *

Elio Copetti

*

L’urgenza

di scrivere scriverti adesso

l’urgenza di dire

– le cose –

Le parole fuggirebbero

se solo…

L’orecchio disegna

la debole curva del suono

s’inclina – lingua nella sua cavità –

entra piano.

*

Il guizzo del bicipite

lucido disteso abbraccia le ginocchia

lo sguardo sta dietro

la pelle,

la nuca che mostra il profilo

cartilagine perfetta dentro il cerchio

percorrere la forma,

percorrerti la linfa

– nudità dimora in arte –

 

Raccoglierti così. *

Elio Copetti – Mela

*

Sgranare i rosai

sgranare dai semi la rosa

che riempie i rosai.

le rose dei rossi rosai

– rinvenire –

 

(bellezza dei rosai).

*

Cola

gronda e cola

– imprendibile –

orchidea nella mente

geometria dentro il collo.

Slegami e lega!

quei nodi che poi

non sai slegare.

 

Nel rantolo la bocca non si asciuga.

 
 

 

Elio Copetti

*

 

In simboli scomponi le mie trame

rotondità contenute

nell’azzurro del tuo palmo.

Le dita sanno

la traccia in goccia d’anima sul dorso.

*

Intingi nel profilo le tue dita

che gusto ha

la grazia?

*

S’infila

inclinato nella cruna

questo senso d’impotenza

questo grumo aggrovigliato di distanza.

 
 

 

Elio Copetti

 

*

Imbastire

lungo i fili della vite i tuoi pensieri

nei tratteggi dove sostano le dita

– fare piano –

quasi fosse un alfabeto.

*

Nella eco senza fine

senza posa

la natura che procede

indifferente sà

l’animale si nasconde

nel silenzio

e nel silenzio osserva.

Così vorrei che fosse

lontano dal risucchio delle voci

 

[lontano ma dentro].

*

Attingere

la forza oltre misura

da dove il mare freme

– l’odore nell’aria ha un sapore –

*

Polifonia

questo sentire

il suono bianco alzarsi,

la mano – calda – entrare.

 
 

 

Elio Copetti

*

Ridonda

sulla pelle con urgenza

domanda in simbolo schiusa

– accogliere un silenzio –

 *

Le chiazze

si spargono ampie in ampi disegni

sul lago gelato, d’estate

– incontro di guglie –

*

Lamponi

inaccessibili tra i rovi

osservano osservo osservarmi

– la mia fame –

 

Carla Bariffihttp://chapucer.splinder.com/

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Le immagini utilizzate come controcanto ai versi di Carla, sono state “rubate” all’artista Elio Copettihttp://elio3.splinder.com

Il legame di stima ed amicizia che mi lega a Carla ed Elio, ha permesso questa bellissima sinergia poetica, che va oltre un post, un blog, le parole.

n.c.