Tag: Elina Miticocchio

Elina Miticocchio, poesie da Le stanze del vento

  Elina Miticocchio, Le stanze del vento. Prefazione di Angela De Leo, SECOP edizioni 2016 Le stanze del vento trova nella  mano che ne tratteggia linee e ne dipinge, alterna e sfuma i colori l’unitarietà della visione poetica di Elina Miticocchio, che, raccolta dopo… Continue Reading “Elina Miticocchio, poesie da Le stanze del vento”

Elina Miticocchio, Semi di parole

Scorgere la bellezza nel tempo dell’oltraggio: Semi di parole di Elina Miticocchio di Anna Maria Curci Coraggio, sensibilissima determinazione, soprattutto capacità di scorgere la bellezza nei suoi talvolta imperscrutabili collegamenti: ecco le qualità, le scelte e i talenti che rendono i testi di Elina… Continue Reading “Elina Miticocchio, Semi di parole”

Elina Miticocchio, Per filo e per segno

      Elina Miticocchio, Per filo & per segno (edizioni Terra d’ulivi 2014)   Cura, attenzione, attitudine a un ascolto sensibile e capacità di individuare, talvolta di istituire, connessioni non percepibili dallo sguardo superficiale: queste le qualità che Elina Miticocchio manifesta e dispensa, ogni giorno,… Continue Reading “Elina Miticocchio, Per filo e per segno”

Elina Miticocchio – poesie (post di Natàlia Castaldi)

. La casa degli astanti non ha specchi ad illuminare la parete giace la macchina da scrivere sopraffatta troppi occhi doppi sguardi hanno divorato il tremore delle mani a cercare le parole giù nel fondo del labirinto-cielo vegliano linee sottili i bordi di carta… Continue Reading “Elina Miticocchio – poesie (post di Natàlia Castaldi)”

Ho sognato

  di avere il palmo delle mani disegnato rughe difformi mosse dalla pioggia e pianti di volti che non colgono neppure un battito di albero potrà farsi alito emergere dall’esilio interiore di carta straccia sarà l’impronta l’ultimo sguardo lasciato a guardarmi Susan Burnstine

Bozzetto

Ogni giorno attraverso le meschine o forse tenere retrovie della natura delle cose si recita un atto unico volto  dilatato   fuso in viaggi surreali di regale follia tolta la maschera restano perdute nel tempo di uno sguardo vista bazar.

Erosa

Tenti di afferrare la rosa il dolore serpeggia bisbiglia dentro le ossa cose non dette maturano al sole precoci frutti si aggrappano un’istintiva sopravvivenza già pensa un terreno diverso dimenticando le antiche radici.

Parola pellegrina

non sostare sulla soglia per cercare dimora occasionale insopportabile nella notte la tua voce attraversa le stanze del mio inverno di poche ingiallite foglie non starmi addosso nel portare all’orecchio canzoni  dal candore antico sia balsamo solo una preghiera poiché mi svesto ormai dell’abito a… Continue Reading “Parola pellegrina”

Fanno la fila

i ferri da stiro quando evaporano lettere che scrivo a me stessa -a chi interesserebbe sapere il colore di un comune calzino?- a volte per le stanze danzano foglie rosse autunnali che nessuno sfiora con un dito è più facile calpestare un sorriso che… Continue Reading “Fanno la fila”

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