echidna cultura

Spinea Sogna 2014 – 29 luglio-1agosto

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La terza edizione di SPINEASOGNA a Spinea (VE) attraversa i luoghi, naturali e non, dell’agglomerato urbano riproponendo un programma con l’intenzione di comporre nel tempo un mosaico identitario della città; la piazza del quartiere Villaggio dei Fiori, un parco, la sua piccola oasi, la strada prospiciente alla villa veneta divenuta biblioteca con il suo giardino ed una antico oratorio. Si formano così nuovi significati, nuove geografie e nuove frequentazioni dei cittadini, nuovi usi dei luoghi grazie all’azione di tanti artisti.

martedì 29 luglio
ore 21.00
Villaggio dei Fiori – Arena
clownerie
Freakclown
ANDEMM

ore 22.00 c.a.
Oratorio Santa Maria Assunta
reading
Tiziano Scarpa
GROPPI D’AMORE
NELLA SCURAGLIA

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giovedì 31 luglio
dalle ore 21.00
Parco Nuove Gemme e Oratorio
Santa Maria Assunta
SCURE SCURAGLIE

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F.I.L.I. 2014 – Esercizi di cittadinanza felice. 22 e 25 luglio

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F.I.L.I. – FILANDA IDEE LAVORO IDENTITÀ

ESERCIZI DI CITTADINANZA FELICE

dodicesima edizione a Salzano (VE) presso la Filanda Romanin-Jacur, 22 e 25 luglio 2014

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MARTEDÌ 22 LUGLIO
ore 21.15
ASCANIO CELESTINI
RACCONTI “IL PICCOLO PAESE”
di e con Ascanio Celestini
musicista in scena GIANLUCA CASADEI

«FATTO STA CHE SIAMO IMMOBILI,
OGNUNO NEL SUO BUCO.
IN UN MILIONE DI ANNI
NEMMENO LA MOSCA HA IMPARATO
A SALVARSI DAL RAGNO».
A VOLER SMETTERE DI CAMMINARE IN FILA INDIANA,
BISOGNA COMINCIARE A RAGIONARE IN CERCHIO.

Ascanio Celestini

“Ci sono storie che vanno raccontate. Ci sono momenti indispensabili che si costruiscono tra chi parla e chi ascolta, su di un ponte immaginario di spettacolo e realtà, quasi disarmante. Ogni volta che racconta una storia, Ascanio Celestini costruisce mattone su mattone questo collegamento, che resta solido dalla prima all’ultima parola”
In “Confessione di un assassino” Joseph Roth fa dire a Golubcik che «le parole sono più potenti delle azioni – e spesso rido quando sento l’amata frase: «“Fatti e non parole!”. Quanto sono deboli i fatti! Una parola rimane, un fatto passa! Di un fatto può essere autore anche un cane, ma una parola può essere pronunciata soltanto da un uomo».
Nei miei racconti cerco di mettere insieme le parole e non di fatti. Certe volte non accade niente. Un meccanismo che si inceppa è l’unico avvenimento. Spesso i personaggi non hanno nome e le relazioni arrivano quasi ad azzerarsi. Ci sono le parole che diventano semplici come rotelle di un ingranaggio, come chiodi che tengono insieme dei pezzi di legno. I racconti del Piccolo Paese sono micro storie che iniziano e finiscono in pochi minuti, una specie di concept album dove canzoni diverse raccontano un unico luogo. Qualcuna proviene dalla tradizione popolare, ma tutte hanno in comune l’improvvisazione. Salgo in scena senza copione e scaletta.
http://www.ascaniocelestini.it

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VENERDÌ 25 LUGLIO
ore 21.15
BRUNO STORI
I GRANDI DITTATORI
testo e regia Bruno Stori e Letizia Quintavalla
con Bruno Stori, musiche Alessandro Nidi

Uno spettacolo travolgente d’energia, teso, veloce, che tiene
avvinto il «popolo del pubblico» all’ascolto, una scoppiettante,
intelligente teatralità. (…)
Valeria Ottolenghi

Ecco Bruno Stori, nel capitolo d’esordio del progetto, diretto insieme a Letizia Quintavalla, di un teatro che parla al pubblico e ai ragazzi della dittatura. Solo sul palcoscenico, accompagnato da un pallone, metafora del mondo, e da una scritta “IO NON SBALIO MAI” Bruno Stori affronta un monologo tragicomico raccontando la frenetica giornata del dittatore tra abluzioni, condanne ed esecuzioni. Seguono i discorsi in piazza, tra ovazioni e promesse di cibo e lavoro, mentre il volto del dittatore si moltiplica su monete, francobolli, foto, busti e statue. Il dittatore arringa la folla, cerca il consenso, l’approvazione. Nelle sue adunate sta sempre più in alto e chiede al popolo/pubblico di moltiplicarsi: più bambini, più soldati! Nel coro unanime si rivela un altro personaggio: Bernardino l’ ”ometto” che si chiede il perché delle cose, che si interroga e riflette sul significato della dittatura.
I due personaggi, in un dialogo diretto con gli spettatori, si confrontano con gli inganni e le grottesche miserie della dittatura in un viaggio nel passato, ma anche nel presente del condizionamento dei media e della televisione, con gli occhi bene aperti su populismo, pensiero unico, connivenza coi poteri forti.
Un ringraziamento al Grande Dittatore di Charlie Chaplin che è stata la fonte di ispirazione e ha dato l’impulso alla creazione del progetto. http://www.solaresonline.it

info e prenotazioni
Echidna/paesaggio culturale
tel 041. 412500 – 340. 9446568
www.echidnacultura.it

Scarica il programma: pieghevole_FILI 2014

 

La città ha fondamenta sopra un misfatto. Giuliana Musso su Medea.Voci di Christa Wolf

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Progetto Speciale BEL-VEDERE per la rassegna teatrale “Paesaggio con Uomini 2014” – Echidna Cultura

9 e 10 luglio 2014 a Mirano (VE), Giardino di Villa Belvedere, ore 21.15-23.00

LA CITTA’ HA FONDAMENTA SOPRA UN MISFATTO

Liberamente ispirato al romanzo Medea.Voci di Christa Wolf

mise en espace, edizione 2014

Drammaturgia e conduzione di Giuliana Musso

Con: Nunzia Antonino, Marta Cuscunà, Oscar De Summa, Andrea Macaluso, Giuliana Musso, Aida Talliente, Francesco Villano

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Cosa vanno dicendo. Che io, Medea, avrei ammazzato i miei figli. Che mi sarei voluta vendicare dell’infedele Giasone. Chi potrebbe mai crederci…?”  Christa Wolf

La città ha fondamenta sopra un misfatto è una narrazione corale che scorre come un torrente in piena. Un testo lirico e politico allo stesso tempo ma anche un racconto carico di tensione e di terrore contrappuntato da canti e percussioni che volano sopra una Corinto all’alba o scivolano giù giù nei labirinti, nelle viscere oscure, fondamenta della città. Ed è penetrando le fondamenta della città che questa Medea scopre il terribile segreto sul quale si è costruito il potere di una leadership politica esclusivamente maschile e autoritaria: l’uccisione della principessa Ifinoe, primogenita di Creonte e Merope. A causa di questa scoperta la donna-Medea diventerà suo malgrado soggetto di una implacabile macchina del fango, di una feroce caccia alla strega. La civilissima Corinto in cui si muove Medea, la straniera, è una società schiacciata da tensioni interne ed esterne, manipolata da un governo che utilizza la menzogna come propaganda e che troverà nella figura della donna il perfetto capro espiatorio sul quale scaricare angosce e tensioni. Sarà la città stessa dunque, non la madre, a macchiarsi del delitto dell’uccisione dei figli di Giasone e Medea.

Il nostro incontro con il romanzo Medea. Voci di Christa Wolf è stato travolgente. Un’opera poetica di grande suggestione tracciava una linea scientificamente corretta, e da molte voci condivisa, tra elementi ancora disgiunti: la distruttività del potere e la questione di genere, l’origine delle società umane e il mondo in cui viviamo oggi. Medea di Christa Wolf prende forma dalle tracce pre-euripidee del mito e lo colloca in quel momento tragico di svolta della storia umana, quando Dio, che in origine era femmina, ha cambiato genere, quando le società umane, rette dalle madri assieme ai loro fratelli, furono travolte e sovvertite dall’irrefrenabile violenza dei padri. Ecco che si impose un modello culturale fondato sul conflitto come principio evolutivo, sull’uso della forza come principio di giustizia e assicurato da una trasformazione del mito e delle religioni che avrebbe legittimato la sottomissione delle donne e le nuove norme sociali.

La città ha fondamenta sopra un misfatto si apre con il dettagliato racconto del difficile parto dei gemelli di Medea per porre fin da subito l’accento sulla Medea\madre, così inconciliabile con quello della Medea\infanticida, per poi proseguire ponendo l’attenzione sul quel tragico momento di passaggio nella storia umana dalle società matrifocali, dettagliatamente descritte dall’archeomitologa Marija Gimbutas, a quelle patrifocali, che ancora rappresentano l’unico modello possibile immaginato dalle nostre menti. Un passaggio ben descritto nella teoria della “transizione culturale” di Riane Eisler. Ma l’arte forse può arrivare dove il pensiero scientifico non può spingersi: il romanzo della Wolf fa appello alla nostra intelligenza emotiva, ad una memoria antica custodita nel nostro inconscio, ad un senso di verità e giustizia legato alla condizione biologica di essere umani. Medea. La città ha fondamenta sopra un misfatto offre spazio a un più netto interrogativo sul tema della violenza nell’archetipo del padre che sacrifica i figli, al tema della manipolazione della verità come mezzo di propaganda politica e sulle ragioni dell’espulsione delle donne dalla leadership politica.

(Giuliana Musso)

Informazioni e prenotazioni Echidna Cultura, Mirano (VE)
Tel. 041.412500
www.echidnacultura.it

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Giuliana Musso, attrice ed autrice teatrale, è diplomata presso la Civica scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Durante gli anni della sua formazione predilige lo studio dell’improvvisazione comica, della maschera e della narrazione. In qualità di attrice lavora in diverse produzioni di prosa contemporanea e in alcune produzioni di Commedia dell’Arte. Dal 2001 si dedica esclusivamente a progetti di teatro d’Indagine, firmando tutti i testi che porta in scena.

NATI IN CASA (2001), scritto con Massimo Somaglino, sulla nascita di ieri e di oggi. Il monologo, ospitato nel 2004 nella trasmissione Rai Report, è stato pubblicato da L’Unità nella collana di dvd “Teatro in-civile” (2005) e nell’antologia di teatro contemporaneo “Senza Corpo” Ed. Minimum Fax a cura di Deborah Pietrobono (2009). Nel 2010 “Nati in casa” è uno dei testi del programma Face à Face – Parole d’Italia per le scene di Francia- e viene rappresentato in forma di lettura presso il Théâtre de la Ville di Parigi.

SEXMACHINE (2005), monologo per più personaggi maschili sulla sessualità commerciale. Musiche in scena di Gianluigi Meggiorin. Nel 2005 riceve il Premio della Critica dell’ANCT.

TANTI SALUTI (2008) spettacolo di teatro clownesco e teatro d’indagine sul tema della morte. Con Beatrice Schiros e Gianluigi Meggiorin. Tanti saluti è stato pubblicato nel cofanetto dvd “Storie Necessarie” (2010) edito da Rai Cinema e Argot Produzioni.

LA FABBRICA DEI PRETI (2012) sull’educazione impartita nei seminari italiani degli anni ’50 e ’60.