Dischi Soviet Soviet

Intervista ai Superportua su “Resterai sempre uno”

Il vostro primo disco Resterai sempre uno (Sisma mvmnt, Dischi Soviet Studio e Shyrec) è stato atteso a lungo, dopo due EP che hanno segnato la vostra storia dal 2013 a oggi. Inizierei dal com’è nato il progetto di un album, dal “cantiere” a come siete arrivati a definirvi nell’attuale formazione.

Il disco si colloca alla fine della strada che abbiamo percorso durante gli ultimi sei anni. Una via in salita, a momenti il vento ci soffiava contro, in altri ci sollevava e ci faceva scorgere l’orizzonte. È stato un percorso creativo fortemente condiviso e per questo complesso. Ci siamo confrontati, scontrati, allontanati e ritrovati. In alcuni momenti questo disco pareva schiantarci, però siamo partiti in cinque e siamo arrivati in sei e questo ci sembra un buon segno.

Sento molte eco diverse nel disco, dal rock contemporaneo anche locale (ad esempio i Kleinkief) al cantautorato di un tempo, più antico. Non azzardo comparazioni in questa sede ma penso che, forse, un residuo della nostra tradizione resti nell’orecchio di chi ascolta prima che in quello di chi compone. Volete dirci voi quali siano le vostre maggiori influenze – anche dal punto di vista non strettamente musicale – e perché scegliete questi artisti.

Gli artisti sui quali ci soffermiamo sono quelli che ci ci fanno dire “bellissimo, noi questo non saremmo neanche riusciti a pensarlo”. Crediamo che ci spingano più in là di dove siamo o di dove potremmo arrivare da soli. D’altra parte, già tremila anni fa si vociferava che non c’è nulla di nuovo e quel che lo sembra è tale solo perché non ricordiamo di averlo dimenticato. Questo ci umilia, in senso buono: ci protegge da sei ego un po’ rumorosi e ci aiuta a “restare uno”, magari per sempre. (altro…)