Dignità

Non sentite l’odore del fumo / Auschwitz sta figliando (Danilo Dolci) (post di Natàlia Castaldi)

NON SENTITE L'ODORE DEL FUMO  
AUSCHWITZ STA FIGLIANDO 
.
Le più grandi risorse
erano la speranza e la dignità.
Chi si rassegna, muore prima.
Non so se i giovani hanno appreso.
Se ci si lascia chiudere, terrorizzare
se ci si lascia cristallizzare
si diventa una cosa
gli altri ci diventano cose.
Molti ancora non sanno:
Auschwitz è tra noi. è in noi.
Non so se i giovani sanno
in ogni parte del mondo:
non c'è rivoluzione se si trattano gli uomini come sassi,
ai giovani occorre
l'esperienza creativa di un mondo
nuovo davvero.
Ad Auschwitz ci torno volentieri.
mi da la misura dei fatti.
.
 Danilo Dolci

Né puttane, né madonne, solo donne (e uomini) – di Michele Boldrin

Fossi stato a Venezia sarei andato a Campo Santa Margherita.

1. Il personale è politico. Su nFA lo andiamo ripetendo da sempre, ma vale la pena insistere. In un sistema liberale di democrazia rappresentativa il “principale” (elettori) delega all'”agente” (parlamento ed esecutivo) dei poteri discrezionali che non possono essere limitati a priori. Ossia: la discrezionalità delle scelte del politico è consustanziale al sistema liberal-democratico persino nelle (sempre fantasiose e spesso incoerenti) teorizzazioni dello stato minimo con le quali si dilettano molti supporters in mala fede del BS. La discrezionalità è praticamente infinita in un posto come l’Italia, in cui al potere politico è stato delegato tutto. Questo implica che il carattere morale di un eletto conta tanto quanto le promesse elettorali che fa, infatti conta molto ma molto di più.

Assente una morale unica imposta dallo stato, o dalla religione, ogni cittadino ha il diritto di chiedere ai suoi rappresentanti che essi soddisfino i criteri morali che più gli aggradano. Verranno poi eletti quelli la cui morale meglio s’approssima a quella della maggioranza degli elettori. Il monitoraggio pubblico delle azioni dei politici è dunque perfettamente legittimo, senza eccezione alcuna. Altrettanto legittima è l’espressione pubblica di sostegno o di condanna di tali comportamenti e delle loro implicazioni morali. L’altro giorno alcune centinaia di persone hanno pubblicamente manifestato, al teatro Dal Verme di Milano, il loro appoggio morale alle pratiche economico-sessuali del signor BS. Perfettamente legittimo. Altri milioni di persone hanno ieri manifestato nelle piazze d’Italia la loro disapprovazione morale per tali comportamenti.

Io sto con questo secondo gruppo pur consapevole che non solo rischia di risultare minoritario al momento del voto ma anche che, su molte altre questioni, le mie valutazioni mi pongono ben lontano dalle scelte di molte di queste persone. Fa nulla: first things first.

2. La via morale, non quella giudiziaria, alle dimissioni. Le centinaia di concentrazioni di persone che hanno avuto luogo ieri in Italia e all’estero NON chiedevano che il signor BS venga messo in galera per come gestisce la sua sessualità. Chiedevano invece che BS si dimettesse da primo ministro a causa della maniera in cui gestisce la sua vita sessuale. Ossia riaffermavano il diritto di scegliersi i propri rappresentanti anche in base a principi morali obiettivi (basati su azioni, non affermazioni). Questo mi sembra non solo legittimo ma addirittura sacrosanto e doveroso, in Italia, oggi. Da circa trent’anni, ossia dall’ascesa al potere della cricca Craxiana, è venuta affermandosi una visione folle del principio morale, visione secondo cui esso sarebbe estraneo alla politica ed alla gestione della cosa pubblica, apparentamente basata su imperscrutabili e mai dichiarati freddi criteri pragmatici. È banale, io credo, provare che la politica o è etica o non è: la scelta politica difficile è, puramente e semplicemente, quale etica vogliamo seguire e fino a che punto vogliamo imporla a chi non la condivide.

Nell’opinione pubblica italiana, invece, è sempre più diffusa l’idea secondo cui qualsiasi affermazione d’un principio morale (rubare è male, far prostituire le minorenni è male, copiare è male, corrompere i giudici è male, eccetera) consiste in “moralismo”. Tale puttanata (giusto per rimanere in tema…) viene spacciata come alta teoria politica da una cricca di intellettuali dei miei stivali fra i quali spiccano i nomi di Ferrara, Ostellino, Panebianco, Sallusti, Pera (smise perché licenziato), Romano (pure smise, non mi è chiaro perché) ed altri epigoni minori. Questi stessi “intellettuali”, o un sottoinsieme dei medesimi, invoca poi principi morali per impedire che le donne abortiscano o che i malati terminali possano scegliere come porre fine alla loro vita. Così facendo essi provano che il suffisso “ismo” è solo una misura della loro ipocrisia.

Ne consegue che la richiesta di dimissioni, motivata eticamente, che alcuni milioni di persone hanno oggi inviato a BS è legittimata dal comportamento dei suoi sostenitori oltre che da quelli del destinatario della medesima.

3. La questione morale è viva e vegeta Coloro i quali ne negano la rilevanza (se non la centralità) sono o ben persone immorali (quindi non atte al governo della cosa pubblica), o ben persone ipocrite, o ben persone stupide/ignoranti, o ben persone in malafede. La proposizione mi sembra auto-evidente ma, siccome son certo che, oltre ai soliti trolls, anche qualche persona ragionevole mi rimprovererà d’essere un nostalgico di Enrico Berlinguer, rimando ai commenti l’argomentazione del perché così non sia. Berlinguer o no, la questione morale – oggi come vent’anni o trent’anni fa (ma non quaranta: allora NON era un fattore dirimente) – è assolutamente critica per il futuro del paese. Ragione in più per andare in piazza oggi.

4. Il benaltrismo è ipocrita. Sono un sostenitore del principio secondo cui le battaglie politiche si vincono proponendo soluzioni concrete a problemi concreti. Son anche certo che i problemi italiani non finirebbero se (cosa di cui continuo a dubitare) BS e la sua cricca di puttane e masnadieri venissero allontanati dal potere. Nondimeno, per le ragioni sin qui articolate, nella misura in cui il problema morale assume le dimensioni che ha assunto con quest’ultimo governo BS, esso ha implicazioni pratiche.

Un presidente del consiglio che usa il suo potere solo per due obiettivi (evitare i processi per le sue malefatte economiche ed affittare quante più puttanelle si trovino per allietare le serate) non è un presidente del consiglio in grado di risolvere alcun problema del paese. La prova è banale: nulla è stato fatto dal maggio 2008 ad oggi, né nulla si farà, per affrontare i problemi che stritolano il Paese. Dire che i problemi sono altri e che l’alternativa a BS è peggiore di lui è mentire. Perché i problemi BS non li affronta comunque e, se usciamo dal regime BS con, almeno, un minimo di recupero morale v’è una speranza che un personale politico migliore possa essere scelto, a destra o a sinistra, alle prossime elezioni.

5. Ipocrisia sessuale. [Vietato ai minori e alle persone di stomaco debole, io vi ho avvertito, non ditemi poi che sono un volgare] Nell’ultimo paragrafo avevo inizialmente descritto il secondo obiettivo per esteso come “affittare quante più puttanelle si trovino per allietare le serate in cui scarica le sue frustrazioni di grasso e sfatto nanerottolo a cui non tira più e a cui nessuna la dà se non caccia tanti tanti euro.” Poi il censore (si, ce l’abbiamo anche noi, ma a modo nostro) ha spostato qui la versione uncensored. Toni volutamente forti per descrivere ciò a cui BS (in compagnia di Fede, apparentemente) si dedica. Perché su questo l’ipocrisia è massima, e va ribaltata. Un argomento quasi ossessivo del campo mediatico pro-BS è che questa indignazione morale è frutto di una cultura bacchettona, vittima di fobie sessuali, repressione, perbenismo e via andando. Cretinate immonde a cui non capisco perché la “sinistra” italiana non abbia il coraggio di rispondere a tono: quello sessuale è l’unico terreno in cui sono certi di poter battere la “destra” a mani basse! In realtà so perché: se sei incompetente lo sei sempre e comunque, non solo in economia. Allora ci provo io, con un piccolo elenco di fatti ovvi.

– BS e Fede affittano puttane perché sono vecchi, grassi, laidi, squallidi e probabilmente impotenti. Per tutta la vita sono anche stati brutti e nanerottoli e le donne se le sono sempre dovute comprare d’una maniera o nell’altra. BS straparla delle sue conquiste da giovane ma … non sono mai spuntate. Non vorrei dire, ma secondo me eran tutte a pagamento anche allora. C’è una prima moglie anonima sparita nel dimenticatoio. E poi c’è quella roba che l’ha appena divorziato e per avere la quale ha dovuto spendere una fortuna! Insomma: un poveretto, sessualmente parlando, tutta la vita. Lui, Fede e compagnia sono degli sfigati a cui nessuna delle allegre giovincelle con cui passano ora le serate darebbe neanche un’unghia se non ci fossero di mezzo i soldi ed i posti in politica. Questi due losers avrebbero voluto avere il sex appeal di un Alfredo Reichlin (che mi perdonerà, spero, per averlo nominato) o di un Mastroianni (altro comunista, ma che scopava alla grande) o anche solo d’un Casini (!) ed invece hanno la pancia flaccida e le scarpe con il rialzo interno. Sessualmente parlando, dei poveretti. Diciamolo!

– Questi, assieme ai loro compari, sono anche quelli che da sempre spingono per fare la guerra giudiziaria alle puttane. Sono, quindi, degli squallidi ipocriti. E vi prego d’apprezzare il fatto che sorvolo sul ruolo della signora ministra Mara Carfagna in questa questione di vajasse …

– Ovviamente, essendo degli omuncoli incapaci di avere una relazione paritetica con una donna decente, ed essendo sempre stati incapaci di suscitare l’interesse d’una donna decente, costoro, BS in testa, hanno una concezione della donna che dà il vomito a chi con le donne normali ha relazioni paritetiche. La donna, nella testa di BS e dei suoi seguaci, è il sostituto costoso della sega. Rispetto alla sega ha l’unico vantaggio che, a volte, la puoi esibire in pubblico suggerendo agli altri “visto cosa mi sono comprato?”. E, dice il prete, non fa venire la meningite … L’esempio di BS è chiaramente seguito dai suoi ministri e seguaci: basti vedere le “consorti” di Brunetta e di Bondi, tanto per restare alla lettera B.

 Pausa. Sto sparando ad alzo zero? Si’, sto sparando ad alzo zero: mi sono rotto dell’ipocrisia di costoro. Mi sono rotto e mi vergogno di gente come Renato Brunetta che si offende (ed io lo difendo) perché lo prendono in giro per il fatto che è alto un metro ed un … PERÒ non ha il coraggio, la dignità, il minimo di spina dorsale per dire pubblicamente che il suo capo, il BS, è un uomo di merda quando prende in giro quel rutto, esteticamente parlando, della Rosy Bindi. Perché, effettivamente, la Rosy Bindi bella non è, ma nemmeno BS e Brunetta sono alti, o fighi! Infatti, i tre si assomigliano … fisicamente, sia chiaro, che la Rosy, ch’io sappia, non affitta gigolò …

– Fatta la pausa ricomincio. No, non preoccupatevi, non ricomincio. Tanto il punto è chiaro. Ed è il seguente: questa marmaglia indecente che in questi giorni, e da mesi, si slancia in prolusioni squallide sul moralismo ed il puritanesimo di coloro che criticano i comportamenti di BS va affrontata e battuta sul suo stesso terreno. Sono LORO quelli con i problemi sessuali, sono LORO quelli per cui la donna è solo una cosa da comprare, sono LORO quelli che baciano le pile, son LORO che fan finta di obbedire al prete e poi con il prete vanno a puttane o, mentre il prete si fa il chierichetto, cercano di corromperne la sorellina del chierichetto con lo zucchero filato! Ok, ok, son partito in quarta di nuovo. Punto è, carissimi, che il mondo da cui BS e la sua cricca vengono è quello delle frustrazioni, dell’impotenza, delle seghe e del sesso solo a pagamento. I frustrati sono Ferrara e Berlusconi, non chi li critica! Siamo NOI i SANI DI SESSO, sono LORO gli INFERMI MENTALI!

Le donne (e, spero, gli uomini) che erano in piazza oggi c’erano anche per ricordarci questo: c’è un’Italia che fa sesso di gusto, onestamente, tranquillamente, allegramente, e persino con orientamenti diversi, da qualche decennio a questa parte. E NON è, nella grande maggioranza, l’Italia che sta con BS. Nella grande maggioranza, quella sessualmente liberata è l’Italia che sta CONTRO BS. Diciamolo, perdinci!

[Fine del paragrafo vietato ai minori e alle persone di stomaco debole]

6. L’ipocrisia dei finti liberali italiani ha passato il limite. Tanto per non far nomi: da Antonio Martino a Piero Ostellino, da Panebianco (di cui scordo il nome) ad una Annalena Benini che non conoscevo sino a quando il Corriere non ha deciso di pubblicare la sua insulsa missiva ai tanti ragazzi che seguo via internet e che (a parole) continuano a dichiararsi liberal/libertari dico: vergognatevi o, ai ragazzi, fermatevi e riflettete. Ho sentito gente peraltro simpatica ed intelligente (penso ad Annalisa Chirico, tanto per menzionarne una) argomentare cose a metà fra il ridicolo ed il folle. Espressioni come “sono contraria allo stato etico” vengono abusate per evitare di dover dare un giudizio sull’etica di un uomo politico! Non esiste lo stato anti-etico o non-etico o a-etico, Annalisa, quindi evitiamo di dire assurdità. In secondo luogo io, come te, sono favorevole sia alla legalizzazione della prostituzione che delle droghe, tutte infatti. Questo non m’impedisce di ritenere non adatto a governarmi uno che si fa di coca da mane a sera (che se la fa, ragazzi, ma smettiamola con l’ipocrisia!) ed ha come unica fissa le minorenni più sboccate che trova! E suvvia, che per governare ci vogliono cervello, concentrazione e, soprattutto, senso dello stato!

Non solo, Annalisa ed amici che nelle sue affermazioni si ritrovano, v’è profonda differenza fra usare l’apparato dello stato per sanzionare penalmente comportamenti non graditi e sanzionare i medesimi comportamenti moralmente, attraverso il rifiuto individuale dei parametri etici che tali comportamenti fondano. Il diritto del KKK di manifestare, che quelli come me difendono, NON implica, anzi legittima, il diritto di quelli come me a condannare publicamente e con veemenza, sulla base di pure criteri MORALI, quando il KKK propone e pratica! È imbarazzante dover sopportare che si faccia ancora confusione sull’ABC dello stato liberale quando ci si ammanta ogni giorno della bandiera del liberalismo!

Per favore, ragazzi, abbiate il coraggio delle vostre idee. Siete “anticomunisti” nel senso che qualsiasi cosa sia “di sinistra” è per voi peggiore di qualsiasi cosa vi sia a “destra”? Ditelo, ci fate più bella figura. Ho visto tante di quelle troiate in giro in questi giorni, tutte opera di self-proclaimed libertari-radicali, che davvero mi son stancato di questa ipocrisia. Volete fare le mosche cocchiere di BS? Va benissimo, ma assumetevene la responsabilità. Il liberismo, lo stato liberale, le idee libertarie, eccetera, eccetera, lasciatele stare. Non c’entrano nulla!

7. Una morale borghese. Io oggi sarei andato in campo Santa Margherita perché oramai mi sembra una questione di dignità personale. E quindi di dignità di una nazione, che è composta di tanti individui la somma, pesata, della dignità dei quali è la dignità della nazione. A questa somma il signor Berlusconi Silvio, assieme al circo che lo accompagna, contribuisce un valore altamente negativo. Dovremmo fare il possibile per toglierlo di mezzo, puramente per una ragione di stile, dignità e rispetto reciproco. Tutti valori molto borghesi e solidamente tali, infatti.

Alla fin fine, le donne e gli uomini che nelle piazze d’Italia hanno chiesto a Silvio Berlusconi di dimettersi hanno riaffermato, per una delle poche volte nella storia di questo paese medievale, dei valori molto, ma molto borghesi: quelli della responsabilità e della dignità individuale, quelli della sobrietà, del senso dello stato e della cosa pubblica, della rettitudine morale, della coerenza fra affermazioni pubbliche e comportamenti privati. L’Italia borghese, oggi, non vuole Silvio Berlusconi a rappresentarla perché egli altro non è che un frustrato e malato satrapo medievale.

___

[art. pubblicato oggi su noiseFromAmerica – Riflessioni a margine delle manifestazioni di domenica 13 febbraio ]

La pantera (è) rosa – tredicifebbraioduemila/11 (post di Natàlia Castaldi)

I believe everything we dream
can come to pass through our union
we can turn the world around
we can turn the earth’s revolution
we have the power
P e o p l e   have the power

Patti Smith

 

Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione.

Antonio Gramsci

NOI E I TRADITORI

 

Ci hanno resi tutti pavidi. I poteri reali, i poteri che su scala mondiale governano i destini delle nazioni, quelli di cui i parlamenti sono solo umili esecutori di ordini, ci hanno tolto ogni capacità di comprensione e di reazione. Pochi sono consapevoli della loro esistenza. Apparati politici e militari sono puri strumenti, persino le mafie che appestano il pianeta sono una loro concessione. Democrazie, atroci dittature, pure coperture. E’ contro questi poteri che bisogna rialzare la testa. Personalizzare la lotta politica contro poche persone, addirittura una sola come da noi, non ha senso. Il signor Berlusconi è un maggiordomo anch’egli, umile servitore cui hanno concesso una lauta fetta di torta e l’accesso ai piani alti del palazzo. Le guerre di religione non esistono, il razzismo e l’intolleranza non esistono, sono invenzioni create all’uopo, ancora una volta strumenti per muovere capitali, merci e uomini, con il consenso delle vittime. Con il nostro consenso. La guerra è uno strumento per ristabilire lo squilibrato equilibrio dell’accumulazione di capitale. Questi poteri, svariati decenni fa, hanno deciso che tutto il mondo doveva abbandonare pretese di uguaglianza e vaghi obiettivi come i diritti umani. Ma hanno bisogno del nostro consenso, o della nostra passività. Altrimenti non impiegherebbero incalcolabili capitali per addomesticare i media di tutto il mondo, per narcotizzare le nostre coscienze. Ci hanno indotto a credere che contro di loro non si può nulla, che sono troppo potenti. Non è vero. Da soli non si può nulla… Le poche righe che seguono, scritte mesi fa, muovono da queste considerazioni.

In questi tempi di collaudati nazifascismi in nome di dio, in questi tempi di atrocità oscurate dall’eclissi dell’etica dei mezzi di informazione, ciò che si sporca è la dignità di ogni essere umano. La ricerca stessa del significato del nostro essere al mondo sembra essere corrotta per sempre; interrogarsi sul senso dell’esistenza un’asfittica pratica speculativa; trascurabile la differenza tra il lasciarsi vivere ed il lasciarsi morire. Chi siamo, da dove veniamo, perché siamo qui, dove andiamo: enigmistica da spiaggia. La mia domanda è: come vogliamo stare qui? Oggi più che mai il come è più importante del perché. Nella risposta muta l’uranio impoverisce.

 

Ai traditori

 False parole

(le vostre)

colmano e appagano

lo spazio che vi separa

il vuoto che vi unisce.

Trovarvi acqua è un’illusione

per la sete accumulata

in ginnastica di bocche.

 

A ciò che rimane della sinistra parlamentare italiana. Al nulla.

Gino Di Costanzo

A tutti gli scrittori “di sinistra” che, legittimamente, ambiscono ad essere pubblicati…

UNA RESA A CINQUE STELLE

Julio Monteiro Martins

  Ecco la domanda inevitabile, la più scomoda di questi tempi, per i produttori di arte e cultura italiani: Può uno scrittore impegnato, con una visione progressista del suo paese e del futuro, pubblicare i suoi libri da una casa editrice che appartiene ed è diretta dai Berlusconi, come è il caso della Mondadori e delle sue “sorelle”?

La mia esperienza riguardo a questi “rapporti pericolosi” mi fa credere di no, che non è possibile. E qualsiasi ragionamento che voglia giustificarli è cercare forzatamente la quadratura del cerchio. Riuscite a concepire Pablo Neruda che pubblica da una casa editrice diretta da Pinochet? O Che Guevara che pubblica i suoi saggi politici sponsorizzato dalla CIA? O Pasolini che chiede a Licio Gelli un anticipo per finanziare la produzione di un suo film? Difficile da immaginare. Invece nella grande confusione e nel conflitto tra coerenza ideologica (nel caso assente) e interesse di avere grande visibilità editoriale e mediatica, tanti scrittori e registi che oggi si presentano pubblicamente come “di sinistra”, accettano il patto col diavolo. E cioè di essere finanziati e distribuiti dalla Medusa Film, o da Mediaset, entrambe dei Berlusconi, o pubblicati dopo il suo “Visto, si stampi” nelle imprese editoriali delle quali possiede il controllo azionario, il potere patrimoniale che è il marchio del suo regime, quel potere alla fine decisivo nel sistema in cui ci siamo impantanati, oggi ancor più incancrenito dai nuovi modelli di commistioni spurie tra cultura, politica e affari.

 Questa nuova servitù intellettuale ha poi la sfacciataggine di cercare furbescamente di fare bella figura con tutti, con i loro vecchi ammiratori e con il “capo” che è l’oppressore degli stessi ammiratori (forse sarebbe il caso di ricordare loro la saggezza popolare italiana, quando dice che “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”).

(altro…)

LA SCURE DEL GOVERNO SUI DIRITTI DEI LAVORATORI (ed il mio secco NO!)

Articolo 24 della Costituzione italiana:

“Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.”

Il governo e la maggioranza nel silenzio generale hanno varato una legge che toglie alle lavoratrici ed ai lavoratori il diritto di ricorrere al giudice quando subiscono un torto dal proprio datore di lavoro.
Questa legge era stata approvata nonostante l’atteggiamento critico da parte della CGIL, in quanto la legge rappresenta una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro. (altro…)