Diego Maradona

Youth (recensione di Nicolò Barison)

youth

Youth – La giovinezza, le emozioni sono tutto quello che abbiamo

Fred (Michael Caine), noto compositore e direttore d’orchestra alle soglie degli ottant’anni, si trova in vacanza in un lussuosissimo Resort in Svizzera ai piedi delle Alpi. Il suo migliore amico Mick (Harvey Keitel), anch’egli ospite dell’albergo, un vecchio regista ancora in attività, sta cercando di portare alla luce il suo ultimo film, una sorta di grandioso testamento spirituale. Mentre Mick cerca faticosamente di finire la sceneggiatura e di trovare un finale alla sua opera, Fred ha invece abbandonato da tempo il suo lavoro, nonostante la regina Elisabetta in persona voglia assolutamente ascoltare le sue composizioni e rivederlo nuovamente all’opera.
A un anno di distanza dal caso nazionale della Grande Bellezza, torna Paolo Sorrentino con il suo solito (ma magnifico) torrenziale susseguirsi di immagini-quadro, inserti onirici, suggestioni pop (c’è pure Maradona), musiche accattivanti, insomma tutto il repertorio visivo e sonoro che lo contraddistingue sin dai tempi delle Conseguenze dell’amore.

181018117-1f1cba09-c840-4880-9f2b-153d3e5a295e (altro…)

Quattro canti su un gol di Maradona (poesie)

diego

 

(A Flavio Biz)

 

Diego Maradona

Ti guardo fisso negli occhi
portiere vecchia volpe
dal talento di ghiaccio
ti guardo sotto il cielo di Milano
che è naturalmente grigio
ti guardo mentre addormento
la palla sul mio petto
e tolgo il respiro a mezza Italia
ti guardo negli istanti di silenzio
(seguiranno interviste con te
che la racconti e la racconti bene)

la palla addormentata da un sussurro
scivola dolce dal petto al piede
e da lì parte, piccolo
giocattolo verso il bambino
il bambino dal petto alla culla
dal sonno al sogno
dal niente al fondo della rete.

(altro…)

Alcuni giorni della vita di Mario Kempes

Stasera sarà Argentina – Olanda e questo racconto parla di un’altra Argentina – Olanda, di Mario Kempes, di un bambino a cui piaceva il calcio, di dittatura e di sogni

Poetarum Silva

mario-kempes-feb-10_307x230

Alcuni giorni della vita di Mario Kempes

 

Prologo

Sono le tredici e dieci del 26 giugno 1978, ora di Buenos Aires. La notte prima, i festeggiamenti per la vittoria dei Mondiali di calcio, da parte dell’Argentina, hanno inebriato tutto il paese. Nelle stanze del ritiro dei campioni, c’è ancora grandissima euforia, tutti sono contenti, tutti sono pronti a ricevere le medaglie e gli onori del caso. Tutti meno uno. Mario Kempes è chiuso in bagno da più di un’ora, Daniel Bertoni (suo compagno di stanza) è agitato, chiede a Mario di sbrigarsi. Kempes non uscirà, il capocannoniere del Mundial non è contento. Mario Kempes ha finito lo shampoo.

21 giugno 1978: Quiroga

Non c’è nessuno più argentino di me, sì lo so che gioco nel Perù. E allora? Vuoi sapere com’è andata? Io sono un buon portiere, ho giocato nel Rosario Central (sì Rosario, proprio dove giocheremo tra un…

View original post 1.453 altre parole