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I giorni del vino e delle rose. Recensione

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Diego Bertelli e Silvia Rocchi, I giorni del vino e delle rose, Valigie Rosse, 2016, € 16,00

Raccontare di un fumetto non è mai un’operazione facile, soprattutto se il fumetto in questione ha richiami a qualcosa che ami molto: la musica, e in particolare quella che hai cantato a lungo. È questo il caso di I giorni del vino e delle rose di Diego Bertelli e Silvia Rocchi, uscito da qualche mese per Valigie Rosse: un felice, sentito e multiforme incontro fra parola e disegno, immagine ed evocazione musicale. Il titolo riprende un celebre verso del poeta inglese Ernest Dowson (che a sua volta cita Orazio), diventato poi più famoso nel 1962 grazie a un film e al brano della colonna sonora, composto da Henry Mancini con testo di Johnny Mercer (che aveva già messo in musica Prévert e Le feuilles mortes); nel 1982 saranno i californiani Dream Syndacate a trasformare questo titolo in qualcosa di diverso: un personale manifesto rock, alternativo e psichedelico, senza privarlo (né tantomeno capovolgendo) la grazia che quel verso − prima − porta in sé. Lì inizia questa storia, senza mediazioni. (altro…)

TheFLR Contemporary Italian Literary Magazine

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TheFLR Contemporary Italian Literary Magazine

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Nasce a Firenze TheFLR – The Florentine Literary Review, una rivista che mira a colmare il vuoto della scarsità di traduzioni di scrittori italiani nel mondo e di promuovere la nuova letteratura italiana fuori dalle quattro anguste mura in cui spesso è relegata.

Ogni uscita conterrà sei racconti e due poesie di altrettanti autori italiani, un tema conduttore. Un illustratore emergente darà coerenza tematica e grafica all’intero numero. Il formato sarà ad alta leggibilità. Ma soprattutto – questa la novità – ogni numero sarà completamente bilingue.

L’editore è la rivista The Florentine, 11 anni di esperienza editoriale alle spalle, con un pubblico internazionale appassionato di tutto ciò che riguarda l’Italia. L’idea è dello scrittore e critico fiorentino Alessandro Raveggi , che si è costituito intorno un Consiglio Editoriale di giovani critici, narratori, editori, poeti, operatori culturali che gravitano nell’area toscana: Luca Baldoni, Martino Baldi, Diego Bertelli, Raoul Bruni, Silvia Costantino, Giuseppe Girimonti Greco, Paolo Maccari, Daniele Pasquini, Vanni Santoni, Niccolò Scaffai.

Il tema del primo numero della rivista è il concetto di “invasione”, per ricordare una massiccia inondazione: quest’anno infatti cade il 50° anniversario dell’alluvione che nel 1966 sconvolse Firenze. Ma sopra la superficie (dell’acqua) e oltre, il concetto sarà esteso anche a temi quali il flusso del turismo, l’“invasione” di migranti ed immigrati, il viavai continuo tra culture e linguaggi differenti e altre possibili connotazioni. Gli autori ospitati a declinare il tema in questa prima uscita sono i narratori Luciano Funetta, Alessandro Leogrande, Luca Ricci, Elisa Ruotolo, Filippo Tuena ed Elena Varvello e i poeti Mariagiorgia Ulbar e Marco Simonelli.

Sulla piattaforma di crowdfunding, su cui la rivista è stata lanciata, è stato raggiunto il 95% delle sottoscrizioni a pochi giorni dal temine della raccolta. C’è ancora qualche giorno per garantirsi in anteprima la rivista, sia in versione digitale sia in versione cartacea, e per supportare il progetto, facendogli raggiungere un 100% di copertura economica che sarebbe veramente un risultato da cui partire con grande entusiasmo.

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Conseguenze. Inediti di Diego Bertelli con una traduzione

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Conseguenze

Aperitivo

Siamo seduti, coi calici che toccano le nostre labbra garbate, come fossero parole ma appena pronunciate. Conversiamo del vino, soffermandoci sul suo indicibile colore.
«Tu, bianca?», chiede l’uomo che passando tra i tavoli vende rose variegate.
A così poca distanza, lui non sa che porge a Bianca la conseguenza del suo nome.

*

Sei novembre

Camminare sul lungomare di Trieste,
paragonarla così ingiustamente
a un’altra città.

Che c’entra Genova? Che dici?
Adesso non ti sento.
………………………………Ridevano due matti
come noi del vento forte che si portava via
i discorsi, restavano pochissimi esempi
addosso alle maglie, e gli scorci e del tempo
perduto gran parte a toglierti di bocca
strane idee

era venuto il momento
che fermassimo le macchine
con la chiamata pedonale:
non vedevamo l’ora, non vedevamo il faro,
non sentivamo più le guance.

Siamo andati ancora avanti, siamo stati
così attenti a non morire come i gatti
ai semafori al freddo all’inizio
dell’inverno

non c’erano che strade in questo posto,
ma certo che c’erano anche i fatti,
bastava fermarsi a guardare
come morivano gli insetti
contro le luci, e sulle nostre mani.

Hai fatto una foto a questo golfo,
l’abbiamo guardata nello schermo,
ma tutto era diverso:

dov’erano nascoste
le persone che cercavano riparo?

Per ritrovarle e forse per sperare
di vederci ancora siamo andati
a comprare cartoline – ci siamo
scelti alla fine
per non restare insieme:

sorridevamo di profilo
senza troppa importanza,
e con un bacio dicevamo
che ci donava l’altra guancia.

* (altro…)