di fantasmi e stasi transizioni

Gianluca Garrapa, da ‘Di fantasmi e stasi. Transizioni’

dall’una all’altra parte del cavedio. nei fossati di luce lunare.
appesi a traverse massaie il ricamo. schiuma molteplici quotidianità.
d’altra parte il cavedio imparziale. a sguardi di lumache
che trascinano. superfici di bava. reattivo soltanto ai millenni. di
vagabondaggio quantistico. non può comunicare il falso vuoto.
per questo il fascino rotola ai piedi. degli occhi nella diagonale.
attraverso il silenzio. filo che imperla quotidiane molteplicità.
dall’una all’altra parte del cavedio.

*

attraversa incolume la strada nel sole forestiero dell’estate.
vieni dici con me al limite sul marciapiede opposto. e resto
a non seguirti ad avvicinarti solamente con lo sguardo. la fuga
dei palazzi che affrontano lo spazio della piazza. lumeggiano i
semafori e fermano la corsa mentre ti ripeti. con la mano sventoli
il trapasso dal marciapiede sporco all’altro spoglio. e sono troppo
tardi i passi che distraggono da me ogni altro segno. abbiamo
questo caldo nello zaino e presto partiremo nel sole forestiero
dell’estate.

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