del sognato

Nota di lettura su “Alessia” di Raffaele Piazza

458284_copertina_frontcover_iconAlessia illuminata, plenilunio/ mistico e sensuale sulle cose di sempre, / la casa, la stanza, la città/ il rosso del telefono. Tutto si ferma./ Tutto accade. Alessia rosa vestita/ per la vita nell’attesa dell’incontro …” La poesia di Raffaele Piazza è attraversata da una tensione erotica inesauribile, che assume le forme di un verso lirico, liquido e sensuale, ma di una sensualità controllata nel dettato e che si trasfigura in immagini d’amore e stupore, precise e, al tempo stesso, delicate come un fiore appena sbocciato o come le altre vite vegetali presenti in molti dei versi del poeta, emblemi di quella meraviglia che da sempre accompagna lo stare al mondo dell’uomo e che il poeta si assume l’onere e il piacere di mostrare. Il poemetto Alessia, Edizioni Rosso Venexiano, prefazione di Antonio Spagnuolo – 2014, come già il precedente Del sognato (2009), porta al suo nucleo originario la fonte d’ispirazione che da anni contraddistingue i testi dell’autore e, questo nucleo, è rappresentato dal desiderio, che è la sorgente e la materia dei sogni, il sognato per l’appunto, di cui Alessia è una nitida manifestazione onirica. La poesia dà parola a quanto di più profondo e inconscio c’è nel cuore di ogni uomo e sotto questo aspetto la poesia di Piazza appare nella sua unicità e bellezza perché attinge al sacro, presente come apertura originaria in ognuno di noi, basandosi su una vocazione squisitamente lirica, nella sua accezione più pura.
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