Davide Racca

I poeti della domenica #151: Johannes Bobrowski, Il viandante

Il viandante

Di sera,
risuona il torrente,
il greve respiro dei boschi,
cielo, solcato in volo
da uccelli urlanti, lidi
delle tenebre, antichi,
su questi i fuochi delle stelle.

Da umano ho vissuto,
di contare ho scordato le porte,
quelle aperte. A quelle sbarrate
ho bussato.
Ogni porta è aperta.
Chi chiama sta a braccia
distese. Accostati dunque alla tavola.
Parla: risuonano i boschi,
i pesci attraversano in volo
il torrente che respira, il cielo
trema di fuochi.

Johannes Bobrowski, dalla raccolta Schattenland, Ströme (“Paese d’ombre, fiumi”, 1962)
(traduzione di Anna Maria Curci)

.

Der Wanderer

Abends,
der Strom ertönt,
der schwere Atem der Wälder,
Himmel, beflogen
von schreienden Vögeln, Küsten
der Finsternis, alt,
darüber die Feuer der Sterne.

Menschlich hab ich gelebt,
zu zählen vergessen die Tore,
die offenen. An die verschlossnen
hab ich gepocht.
Jedes Tor ist offen.
Der Rufer steht mit gebreitenen
Armen. So tritt an den Tisch.
Rede: die Wälder tönen,
den eratmenden Strom
durchfliegen die Fische, der Himmel
zittert von Feuern.

 

Paesaggio amato, quello della natia Prussia orientale e dimensione umana – quasi un bilancio scritto dall’autore allora quarantacinquenne – richiamano l’uno l’altra in questa poesia di Bobrowski, che sceglie un tema caro ai Romantici tedeschi, un ‘universale della poesia’ e lo declina con le parole, le presenze, i versi e i ritmi che caratterizzano la sua produzione lirica. Questa intreccia costantemente le due valenze che la nutrono, la realistica e la simbolica. Oggi, 9 aprile 2017, nel centenario della nascita di Johannes Bobrowski a Tilsit, la mia traduzione è un piccolo omaggio a un poeta che merita di essere letto e tradotto e che, insieme agli altri Naturlyriker anch’essi attivi nella RDT, Peter Huchel e Sarah Kirsch, mostra consonanze con la cosiddetta “linea lombarda” del Novecento italiano, come recentemente osservato da Massimo Bonifazio in Vattene, Musa! Appunti sui passaggi in Italia della poesia di lingua tedesca. Le traduzioni in volume apparse in Italia sono di Roberto Fertonani (Bobrowski, Poesie, a cura di R. Fertonani, Mondadori, Milano 1969) e di Davide Racca (2013). (Anna Maria Curci)

Vincenzo Frungillo, Spinalonga (presentazione a Milano)

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Vincenzo Frungillo, Spinalonga, Zona, 2016 

*

La barca per Spinalonga salpa dal porticciolo di Plaka,
un piccolo paesino di pescatori sorto in un’insenatura
dell’isola di Creta. Dopo una breve navigazione,
raggiungiamo il promontorio di terra disteso sul mare.
Una salita mi porta all’ingresso della roccaforte in
pietra. Sono molti i turisti che salgono le stradine della
fortezza, visitano il paesino di roccia che ospitava i
malati, sbirciano nella vecchia farmacia. Ci sono foto in
bianco e nero che immortalano i medici, gli infermieri,
i pazienti, i preti ortodossi; è possibile leggere le loro
vicende, ripercorrerne la vita. Quella più significativa è
la vicenda di Epaminonda, uno dei pazienti dell’isola;
era cieco, aveva il corpo segnato dalle infiammazioni, le
dita erano ridotte a moncherini, vestiva con abiti scuri
e portava occhiali da sole per coprire le pupille vuote,
sapeva cantare con voce da basso tenore, il suo canto
intratteneva tutti durante le cerimonie.

*

Sabato 25 Febbraio alle ore 18.30

Presso la Libreria Popolare di Via Tadino, 18, Milano,

verrà presentato il testo teatrale di Vincenzo Frungillo

Spinalonga. Una drammaturgia sulla corruzione (illustrazioni di Davide Racca, Zona Contemporanea Edizioni, 2016)

Interverranno e dialogheranno con l’autore

Laura Di Corcia (critica teatrale per il Corriere del Ticino, poetessa, giornalista)

Davide Racca (artista, poeta, traduttore)

 

Parti del testo saranno letti dall’attore e regista teatrale Antonio Ballerio

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Tu se sai dire dillo: 18-20 settembre a Milano

Tu se sai dire dillo

terza edizione

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18-19-20 settembre

Galleria Ostrakon
Via Pastrengo 15, Milano

La Galleria Ostrakon ospita, tra il 18 e il 20 settembre 2014, la terza edizione della rassegna Tu se sai dire dillo, dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011) e ideata da Biagio Cepollaro. Anche quest’anno l’attenzione è rivolta a poeti importanti e radicali del ‘900 ancora poco conosciuti come Gianni Toti (1924-2007), tra l’altro pioniere della video poesia in Italia di cui viene presentata per la prima volta l’intera opera in versi curata da Daniele Poletti; Emilio Villa (1914-2003), precursore delle neoavanguardie,in nome del quale si sono svolte nel corso dell’anno molte iniziative promosse da Enzo Campi, a partire proprio dalla galleria Ostrakon, e Paola Febbraro (1956-2008), poetessa prematuramente scomparsa intorno alla cui opera parleranno Anna Maria FarabbiViola Amarelli e Giusi Drago. Ad arricchire il programma ci sarà la presentazione dell’ambizioso progetto Phonodia, curato da Alessandro Mistrorigo dell’Università “Ca’ Foscari” Venezia, relativo ad un archivio di voci di poeti di tutto il mondo. Infine sulla questione della critica letteraria oggi verterà una conversazione tra Luigi Bosco e Lorenzo Mari, redattori del blog In realtà, la poesia, e Luciano Mazziotta.

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