David James Poissant

SettembreSingrossa – Mini Festival alla Libreria Marco Polo

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Giovedì 8 settembre:  Andrés Neuman, Le cose che non facciamo, con Ginevra Lamberti,

Venerdì 9 settembre:  Kurt Vonnegut e Ivan Chermayeff, Sole luna stella, con Paolo Canton, Giovanna Zoboli e Monica Pareschi

Sabato 10 settembre: Valerio Mattioli, Superonda, con Enrico Bettinello

Lunedì 12 settembre: David James Poissant, Il paradiso degli animali, con Gioia Guerzoni e Gianluigi Bodi

Martedì 13 settembre: Paco Ignazio Taibo II, La bicicletta di Leonardo, con Susanna Regazzoni e Lorenzo Ribaldi

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per maggiori informazioni sul Festival, qui: SettembreSingrossa

#Unafraselungaunlibro: i primi 50 numeri

Amsterdam - foto di Anna Toscano

Amsterdam – foto di Anna Toscano

Una frase lunga un libro è arrivata alla cinquantesima puntata, questo post che riepiloga tutti i numeri è per festeggiare e ringraziare i lettori, gli scrittori, i traduttori e gli editori. Grazie, vi aspetto per il numero 51, tra una settimana.
Gianni Montieri

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n. 1  Silvina Ocampo, La promessa

n. 2 John Williams, Stoner

n. 3 Bernard Malamud, L’uomo di Kiev

n. 4 Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili

n. 5 Joyce Carol Oates, Sulla boxe

n. 6 Robert McLiam Wilson, Eureka Street

n. 7 Robert Seethaler, Una vita intera

n. 8 Massimo Zamboni, L’eco di uno sparo

n. 9 Josephine W. Johnson, Il viaggiatore oscuro

n. 10 Mario Benedetti, Grazie per il fuoco

n. 11 Emma Reyes, Non sapevamo giocare a niente

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Una frase lunga un libro #38: David James Poissant, Il paradiso degli animali

 

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Una frase lunga un libro #38: David James Poissant, Il paradiso degli animali, NN editore, 2015. Trad. di Gioia Guerzoni. € 17,00, ebook € 8,99

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Il suo corpo nell’aria era una palla, e la palla fece una, due rotazioni. Poi la palla si aprì e il corpo di Lily si tese. Colpì l’acqua come una bacchetta magica – mano, testa, torso, gambe, piedi per ultimi. Dove due mani avrebbero potuto incontrarsi ce n’era soltanto una, dritta e sicura come la lama di un coltello. Si infilò nell’acqua perfettamente, con uno schizzo piccolo che era quasi invisibile.

Questa sequenza di frasi la troviamo nel racconto Il braccio, il secondo della sorprendente e molto bella raccolta dello scrittore americano David James Poissant. L’ho scelta per introdurre la recensione per due motivi, il primo è scontato, si capisce subito la bellezza e la chiarezza della prosa di Poissant. Il secondo motivo è decisivo. Quelle frasi – simbolicamente – agiscono sul lettore nella stessa maniera in cui agiscono tutti i racconti de Il paradiso degli animali, svolgono esattamente il compito che, secondo me, Poissant vuole che la sua narrativa faccia. Poissant è poetico e deciso, non perde tempo ma non accorcia se non serve, arriva in fondo quando occorre, e a volte non lo fa immediatamente, come nel caso dei protagonisti del primo racconto, L’uomo lucertola, che torneranno in quello di chiusura (che ha lo stesso titolo del libro), a muoversi in quella che per noi sarà sia una nuova storia, sia il prosieguo – anni dopo – della prima. Il corpo nell’aria come una palla e poi la palla che fa una o due rotazioni prima di aprirsi e tendersi, ritornando Lily, la protagonista. Ipotizziamo che il corpo raccolto nell’aria siano le storie di Poissant, siano tutti gli elementi che lo scrittore americano raccoglie all’interno della trama, quando tutto sarà pronto, alla storia senza inutili orpelli, basterà una rotazione, al massimo due, un accadimento, una frase, un ritorno, un sentimento, per farla aprire, tendersi, dispiegarsi. L’acqua, ossia il lettore, verrà colpita come la lama di un coltello, come sa fare la penna. La storia, o Lily, o la palla di prima, si infilerà nell’acqua, con uno schizzo piccolo, quel quasi invisibile che è la perfezione del tuffo, è la differenza. Il piccolo spiraglio che avrà trovato il racconto, che sarà entrato e avrà fatto il suo lavoro, dentro di noi.

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