Daniel Dragomirescu

Fabio Strinati, Periodo di transizione (rec. di M. Zanarella)

Fabio Strinati, Periodo di transizione / Perioadă de tranziţie. Testo bilingue. Traduzione in rumeno di Daniel Dragomirescu, Bibliotheca Universalis 2017

Esiste un momento nella vita in cui ci si trova in una sorta di limbo necessario per giungere a un nuovo cambiamento. Questo può succedere anche per la scrittura ed è il caso di Fabio Strinati, poeta marchigiano che ha recentemente dato alle stampe il libro Periodo di transizione, in edizione bilingue italiano/rumeno per «Bibliotheca Universalis».
Ci sono dei passaggi creativi che bisogna saper affrontare, mettendosi alla prova. La transizione indica, infatti, il passaggio da una situazione a un’altra in senso dinamico, quando è in atto un’evoluzione. Possiamo dire che la poesia di Strinati sin dalle prime pagine si manifesta in movimento. C’è un flusso espressivo che indica l’urgenza di liberarsi da uno stato di angoscia. È affidandosi alla bellezza della poesia che il poeta tenta di raggiungere un equilibrio. Il lavoro interiore da compiere è arduo, ma Strinati è consapevole che la forza delle parole supera ogni ostacolo.
Fare chiarezza nel disordine emotivo non è facile: tutto deve avvenire in modo graduale. Si parte dal “groviglio” per iniziare un percorso di riflessione, conoscenza e rivelazione. Il vuoto intorno attanaglia, ed il vento scompare. L’elemento che rappresenta la libertà viene evocato, ma fa fatica e «finisce e straripa». Si sente «privo di se stesso» l’autore, vive una depressione che lo annienta nell’anima come nella mente. Si susseguono tormenti, «l’anima invecchia tra gli alberi» e tutto si fa incerto, provvisorio.
Viene naturale pensare al filone dei poeti maledetti e in particolare a Baudelaire, considerato il dandy dell’angoscia. Il male di vivere che accomuna gli autori francesi è qui la parte buia di Strinati. Anche lui vive una condizione di inadeguatezza e insoddisfazione e si lascia cadere in «nevrotici abbandoni». Il lessico scelto ci fa intuire quanto sia essenziale soffermarsi con attenzione sulle immagini: un buco nero, l’imbuto scuro, i campi spenti. Il nero inghiotte, modifica e trasforma. «Ho l’anima che cerca», scrive Strinati, e il suo andare dentro e oltre le cose è proprio per trovare un lieve approdo di luce. Alla fine il poeta si rende conto che la vita è preziosa ed è la natura stessa a nutrire questo pensiero di speranza. È giusto affrontare le proprie inquietudini, completare un’indagine interiore scendendo in profondità, facendo riaffiorare fragilità, paure, debolezze. La poesia per Strinati assume un valore terapeutico: allevia, alleggerisce. Tutte le ferite del tempo sono meno dolorose, se non si è soli. Il poeta sa di poter contare sulle parole. Ed i versi di questa raccolta sono potenti, spiazzanti, taglienti, hanno l’effetto di un boomerang che, quando ritorna, lascia il segno. Il lettore ha materiale a sufficienza per capire l’importanza del sapersi ascoltare.

© Michela Zanarella (altro…)

Am plecat

Ripropongo un breve testo, che era già presente in “Immaginate la ragazza” (2009), con una mia traduzione in inglese e una traduzione in rumeno di Daniel Dragomirescu.

Ci siamo lasciati
ed esistevano infiniti
modi di lasciarsi.

Ci siamo lasciati
eppure tutto al mondo
si univa:

le labbra, le gambe,
il pomeriggio e la sera,
l’ultimo giorno di maggio
ed il primo di giugno.

***

We parted
and there were infinite
ways to part.

We parted
and yet everything in the world was
joining together:

our lips, your legs,
the evening and the night,
the last day of june
and the first day of july.

Translated by G. Catalano

***

Am plecat
şi erau nenumărate
moduri de-a pleca.

Am plecat
şi iată că întreaga lume
se unea:

buzele, picioarele,
dimineaţa şi seara,
ultima zi de mai
şi cea dintâi zi de iunie.

Traducere de Daniel Dragomirescu.

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Daniel Dragomirescu (born in Bucharest, in 1952) is a Romanian writer, literary criticist and journalist. Member of Writers’ Union of Romania (Uniunea Scriitorilor din România, USR). Published books: The Last Minstrel and Other Stories / Cel din urmă rapsod şi alte povestiri (2002); novels: Nothing New Behind the Iron Curtain / Nimic nou după Cortina de Fier (2003), Chronicle of a Lost World /Cronica Teodoreştilor (2008) etc. Published articles and short stories in cultural and literary magazines from Romania and some other countries. Nomination to annual literary prizes of USR Iaşi in 2009 for the novel Chronicle of a Lost World. Editor-in-chief of “Contemporary Literary Horizon”, a multicultural magazine, published in Romanian, English and Spanish languages.