Da una crepa

Elisa Biagini: Da una crepa. Una lettura

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mi si vede solo
in controluce,
materia come
chiara d’uovo,
patina gocciolata
dalla crepa:
un alfabeto braille
d’ossa che vogliono
uscire.

La terza raccolta di Elisa Biagini, Da una crepa (Einaudi, 2014, da cui è tratta anche la poesia che apre questo post, e già presentata lo scorso aprile da Jacopo Ninni, qui) prosegue la scoperta della relazione tra corpo e linguaggio che caratterizza le precedenti raccolte, come ben dice la quarta di copertina. Nel 2012 Biagini ha pubblicato anche alcuni testi in Nell’osso. Into the bone. In den knochen (Damocle edizioni), da cui si proporrà un testo proprio perché strettamente connesso a quelli dell’ultimo volume edito. La traduzione in altre lingue (inglese e tedesco) avvicina l’autrice ai due più importanti autori di riferimento, Emily Dickinson e Paul Celan, messi in dialogo in Da una crepa proprio all’interno dei versi (Celan) o in controluce al testo (Dickinson).
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Elisa Biagini – Da una crepa

Elisa Biagini, Da una crepa (Einaudi, 2014)

 

Esce oggi la nuova raccolta di Elisa Biagini e noi, per sua gentile concessione ne pubblichiamo un breve estratto.

.

* * *

mi scrivo tra le
crepe, nei nodi
del legno, nella
polvere sotto il tappeto:
il buio, che aspetta
d’entrare, s’aggruma
d’occhiaie.

.

* * *

come su foglio
accartocciato
che si liscia
resta il
segno
crepa
a colarci
l’inchiostro.

(noi ci imbeviamo
d’infiniti spigoli.)

.

* * *

mi si vede solo
in controluce,
materia come
chiara d’uovo,
patina gocciolata
dalla crepa:
un alfabeto braille
d’ossa che vogliono
uscire.

.

* * *

e la schiena si
crepa, astuccio
di semi
che spingono,
che s’aprono in rami,
cespuglio di dita
che mai giunge a toccare,
che taglia l’aria d’unghia.

.

* * *

controvento

.
Mi rigiro la carta tra le mani,
mi riannodo il respiro nella gola:
guardo le lettere con tutte quelle lame,
come le ombre delle cose poi mai dette.
Faccio buio e dopo accosto il foglio
la tua parola piú scura mi fa luce,
pulsa nel palmo tutto il suo silenzio.
È questo un seme che mai si consuma.

Controvento le parole
sono solo richiami,
saliva che ti torna
in bocca

 

© Elisa Biagini 2014