da ascoltare

sono andata lungo l’argine- f.f.

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per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.

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f.f.

gaetano bevilacqua-il golfo

un ago nella gola

masbedo– nicolò massezza  e  jacopo bedogni

un ago       nella gola

pulsanti

il vuoto     un buco    eterno

il dovere   di sperare

sognare   inconsapevoli  soli    dicendo

cosa sia vivere nel tempo in cui  si muore.

Muore ogni momento

il tempo   nell’ in visibilità  traduce in sé ogni me stesso  in-

vita  scarnifica il corpo lo addensa   svuota

l’infezione   le parole   transennate    esercitazioni

schierate nella mente   sala dei ludi

scudi del nulla  incancreniti  in ogni cella

fantasmi di una falsa comunione

anatemi  in-

giuria la parola dispone sbalzi di valori

percuote   il disadorno

cuore    la lussuria del sangue

ventricolo del dio

abbattuto dalla scure nel suo

tempio.

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f.f. – Pulsanti– inedito

Fuorilegge – Natàlia Castaldi



Non è più tempo, non siamo noi nel tempo,
perchè Noi non esistiamo,
non ci siamo mai stati né mai ci saremo,
quando di noi resterà solo un pronome che
senza i nostri occhi, la nostra pelle, le nostre ossa,
troverà spazio davanti alla definizione temporale di un'azione
noi - Noi - non saremo che la coniugazione di un inganno reale,
un desiderio fuori tempo, fuorilegge.
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(Natalia Castaldi) .(C

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AUDIO

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Otto versi. Otto versi per “distruggere” la vita con il senso dell’esistenza.

Noi non siamo.

Noi non siamo che pronomi vuoti posti – soggetti-oggetti – dinanzi al verbo della vita che si coniuga in un inganno reale. Chi sa questo è un fuorilegge – che non ha dove scappare.

Non ho altro da aggiungere (a parte scusarmi con l’autrice e chi leggerà/ascolterà per una voce che, oggettivamente, non rende un’adeguata interpretazione).

Luigi B.

Toco tu boca – Rayuela, Julio Cortazár

“Toco tu boca, con un dedo todo el borde de tu boca, voy dibujándola como si saliera de mi mano, como si por primera vez tu boca se entreabriera, y me basta cerrar los ojos para deshacerlo todo y recomenzar, hago nacer cada vez la boca que deseo, la boca que mi mano elige y te dibuja en la cara, una boca elegida entre todas, con soberana libertad elegida por mí para dibujarla con mi mano en tu cara, y que por un azar que no busco comprender coincide exactamente con tu boca que sonríe por debajo de la que mi mano te dibuja.

Me miras, de cerca me miras, cada vez más de cerca y entonces jugamos al cíclope, nos miramos cada vez más cerca y los ojos se agrandan, se acercan entre sí, se superponen y los cíclopes se miran, respirando confundidos, las bocas se encuentran y luchan tibiamente, mordiéndose con los labios, apoyando apenas la lengua en los dientes, jugando en sus recintos, donde un aire pesado va y viene con un perfume viejo y un silencio. Entonces mis manos buscan hundirse en tu pelo, acariciar lentamente la profundidad de tu pelo mientras nos besamos como si tuviéramos la boca llena de flores o de peces, de movimientos vivos, de fragancia oscura. Y si nos mordemos el dolor es dulce, y si nos ahogamos en un breve y terrible absorber simultáneo del aliento, esa instantánea muerte es bella. Y hay una sola saliva y un solo sabor a fruta madura, y yo te siento temblar contra mí como una luna en el agua”.

(Rayuela, de Julio Cortázar)

Tocco la tua bocca, con un dito tutto l’orlo della tua bocca, vado disegnandola come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sul viso, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

Mi guardi, da vicino mi guardi, ogni volta più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.

(Il gioco del mondo, di Julio Cortázar)

E questa cos’è? LA SCUOLA PUBBLICA privata di ogni risorsa!

Andrè Beuchat – Gli eletti

Inchiesta sulla SCUOLA PRECARIA, non dei precari o degli allievi o dello Stato. A quale STATO interessa lo stato DI INDIGENZA della scuola PUBBLICA? Il video è di RAI 3- L’inchiesta è stata fatta all’interno del programma PRESA DIRETTA ed è chiaro dove sta la differenza. La retta va bene ma…la rettitudine è una caratteristica geometrica o una qualità etica? E chi fa veramente missionariato?

Guardate e …poi chiedetevi quanto è vasta… la miseria? l’africa? falso in atti d’uffico dei mi(ni)steri?

video:La scuola fallita

Si prega di leggere anche le categorie sotto cui ho registrato il pezzo!

E’ un poema!

Federico Federici- Le serpent tout entier

J. Kubicki

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SOLO ASCOLTO/http://cache.mypodcast.com/cached/leserpent_20090716_0816-463586-222827-3.mp3

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Riferimento:

Federico Federici (Savona, 1974), laureato in Fisica.
Dal 2000 al 2004 svolge attività di ricerca presso la sezione INFM del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, nell’ambito della Fisica dei biosistemi, occupandosi principalmente di microscopia confocale e microscopia con eccitazione a due fotoni.
Ha pubblicato (a proprio nome, o a nome Antonio Diavoli) raccolte di poesia, prosa e traduzioni, articoli di critica e traduzioni su rivista («Atelier», «Cantarena», «Conversation poetry», «Private», «Kritya», «Maintenant, journal of contemporary dada writing and art», «Lo Specchio» de La Stampa, «Ulisse», «Il Foglio Clandestino» et al.), pubblicazioni di carattere scientifico.
Ha tradotto dal russo Elena Fanajlova e Nika Turbina, dal tedesco Paul Celan, Hans Arp, Katarina Frostenson, Merja Virolainen, Daiva Čepauskaitė, dall’italiano in inglese Cesare Pavese, Giampiero Neri, Gian Paolo Guerini, Paolo Fichera, dall’inglese Sophie Hannah, Alice Oswald, Renáta Vargová, Rati Saxena.
Ha preso parte a incontri e letture in Italia, India, Germania e Polonia, a mostre di pittura in Italia e Germania, a manifestazioni legate alla videopoesia e al cortometraggio in Italia, Germania e Venezuela.
Nel 2009 vince il “Premio Lorenzo Montano” nella sezione “Opera inedita” con la prima raccolta di versi a proprio nome, L’opera racchiusa (Lampi di stampa, 2009).

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