Cronache Ottomane

Raniero La Valle, Cronache Ottomane

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Raniero La Valle, Cronache Ottomane. Come l’Occidente ha costruito il proprio nemico, Bordeaux edizioni 2016, € 16,00

di Giulietta Iannone

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Nel 1908 un giovane giornalista di appena ventidue anni, alle prime armi nel mestiere e del tutto digiuno di “faccende ottomane” fu mandato come inviato speciale in Turchia, dal suo giornale “Il Giornale di Italia”, un glorioso giornale liberale che era stato fondato, da poco fatta l’Italia, da Sidney Sonnino, ed era diretto da Alberto Bergamini. Si chiamava Renato La Valle. Ed è grazie a suo figlio Raniero, che ha rovistato tra vecchi faldoni e album ingialliti, della sua casa romana, che possiamo leggere questo libro Cronache ottomane – Come l’Occidente ha costruito il proprio nemico, saggio che raccoglie appunto stralci di giornale e riflessioni di quel passato lontano, che acquistano oggi un sapore moderno, se non anticipatore e profetico. Si sa per capire il presente bisogna studiare il passato, e chi meglio di un testimone così attento e dotato di sintesi e fulminea intelligenza può aiutarci nell’arduo compito di decodificare il presente?

Cronache ottomane si incarica di questo non facile compito, e lo fa con uno stile suo proprio non scevro di una certa filosofia di fondo, piuttosto evidente e manifesta. Chi erano i Giovani Turchi? Come giunsero in Turchia gli aneliti costituzionali e i precetti liberali? Come tutto degenerò con il Genocidio armeno, durante la Prima Guerra Mondiale? Che legami ebbero l’Italia giolittiana con la Libia e la Tripolitania, quest’ ultima allora territorio ottomano? A queste e a molte altre domande potrete avere delle risposte che vi aiuteranno a ricostruire perché l’Islam, e con questo termine generalizzo tutto un mondo, sia diventato il nemico numero uno dell’Occidente.

La mente brillante, sia del padre che del figlio ci aiuterà infatti a compiere questo sforzo concettuale, e a disvelare alcune occulte manovre e strategie che non sono altro che manovre e strategie politiche ed economiche. Renato la Valle arrivò a Costantinopoli nell’agosto del 1908, quando la rivoluzione (del 24 luglio) c’era stata da un mese. Da quel momento osservò e trascrisse per il suo giornale le cronache di quel dopo, che tanto determinante fu per la storia turca e non marginalmente per l’Occidente tutto.

Costantinopoli, l’antica Bisanzio, aveva il nome di un Imperatore cristiano, Costantino, ed era la capitale dell’Impero cristiano d’Oriente. Ma all’inizio di questa storia, nell’agosto del 1908, sedeva sul trono del supremo potere un sultano musulmano, il Califfo Abdul Hamid, il quale dal 1876, attraverso un Gran visir che guidava un governo detto anche “Sublime Porta” (come in Italia si dice Palazzo Chigi), dominava sull’Impero ottomano, uno degli Imperi più longevi e più grandi della storia.

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