Conversazione su Dante

Un libro al giorno #14: Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Conversazione su Dante (3)

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Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Leggere Dante è prima di tutto un lavoro interminabile, che a misura dei nostri successi ci allontana dalla meta. Se la prima lettura non dà che un po’ di affanno e una sana spossatezza, per quelle successive munitevi di un paio di indistruttibili scarponi svizzeri ben chiodati. A me, sul serio, vien fatto di domandarmi quante suole di pelle bovina, quanti sandali abbia consumato, l’Alighieri, nel corso della sua attività poetica, battendo i sentieri da capre dell’Italia.
L’Inferno, e ancor di più il Purgatorio, celebrano la camminata umana, la misura e il ritmo dei passi, il piede e la sua forma. Del passo, congiunto alla respirazione e saturo di pensiero, Dante fa un criterio prosodico. Egli designa l’andare e venire ricorrendo a un gran numero di espressioni multiformi e affascinanti.
In Dante, filosofia e poesia sono sempre in cammino, sempre in piedi. Anche la sosta è una varietà di movimento accumulato: la piattaforma per una conversazione viene creata a prezzo di sforzi d’alpinista. Il piede metrico è inspirazione, ed espirazione è il passo. Un passo che deduce, vigila, sillogizza.

 

Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Conversazione su Dante, Il Melangolo, 1994, Trad. Remo Faccani e Rosanna Giaquinta.

Un libro al giorno #14: Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Conversazione su Dante (2)

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Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Ogni parola è un fascio di significati, e un significato affiora da esso per irradiarsi in varie direzioni, senza mai convergere in un solo punto ufficiale. Pronunciando “sole”, noi compiamo una sorta di enorme tragitto a cui siamo abituati che viaggiamo immersi nel sonno. La poesia si distingue dal linguaggio automatico proprio in quanto ci sveglia e ci riscuote nel bel mezzo della parola. Questa risulta allora molto più lunga di quanto pensassimo, e ci rammentiamo che parlare significa essere sempre in cammino.

Osip Mandel’štam, Conversazione su Dante, Il Melangolo, 1994, Trad. Remo Faccani e Rosanna Giaquinta.

Un libro al giorno #14: Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Conversazione su Dante (1)

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Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08 (la redazione).

Le similitudini dantesche non sono mai descrittive, cioè puramente figurative. Esse hanno sempre il concreto scopo di rendere l’immagine intera della struttura o della tensione. Prendiamo il vastissimo gruppo delle similitudini “ornitologiche” – tutte queste lunghe carovane ora di cicogne, ora di gracchi, ora le classiche falangi militari delle rondini, ora l’anarchico e disordinato stormo dei corvi, incapace di mantenere la formazione chiusa romana – questo gruppo di similitudini amplificate corrisponde sempre a un istinto di pellegrinaggio, di viaggio, di colonizzazione, di migrazione. Oppure prendiamo ad esempio il gruppo non meno vasto delle similitudini fluviali. Tese a dipingere la nascita dagli Appennini del fiume Arno, che bagna la pianura toscana, oppure la discesa nella pianura lombarda del Po, alimentato dalle Alpi. Questo gruppo di similitudini, ci mostra un’eccezionale ricchezza e vien giù gradualmente di terzina in terzina, conduce sempre a un insieme di cultura, patria e cittadinanza sedentaria, a un complesso politico e nazionale condizionato dagli spartiacque non meno che dalla portata e dalla direzione dei fiumi.

La forza della similitudine dantesca – per quanto sembri strano – è direttamente proporzionale alla possibilità di farne a meno. Essa non è mai dettata da una miserabile necessità logica.

Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Conversazione su Dante, Il melangolo, 1994, Trad. Remo Faccani e Rosanna Giaquinta.