Colombia

Una frase lunga un libro #11 – Emma Reyes: Non sapevamo giocare a niente

Una frase lunga un libro #11

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Emma Reyes, Non sapevamo giocare a nienteTraduzione di Violetta Colonnelli. Prefazione di Tiziana Lo Porto, Sur, 2015; € 15,00, ebook € 9,99

 

Nelle ore di ricreazione tutte giocavano a molti giochi diversi; noi non sapevamo giocare a niente.

Emma Reyes, colombiana, ha vissuto in Europa, è stata pittrice. Questo è il suo unico romanzo, postumo. Queste sono le poche cose che so di Emma Reyes, o che sapevo prima di aver letto il libro. Le so perché le ho lette nella prefazione, molto bella, di Tiziana Lo Porto. Sono rare le prefazioni ai libri di narrativa, ma a volte sono necessarie. Emma Reyes visse un’infanzia turbolenta, drammatica, incredibile. Visse dolorosamente e faticosamente fino all’adolescenza, insieme alla sorella Helena. Il libro è composto da 23 lettere che Emma spedisce nell’arco di trent’anni, dalla Francia alla Colombia, al suo amico Gérman Arciniegas, giornalista, saggista, storico, diplomatico colombiano. Nelle lettere racconta l’infanzia tra Bogotà e altri luoghi della Colombia e poi gli anni vissuti in un convento, sempre a Bogotà. Dopo il convento viaggerà moltissimo: Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia e poi la Francia. Dipingerà sempre. La Reyes fu principalmente una pittrice. Non sapevamo giocare a niente esce per la prima volta nel 2012, ed è subito un caso letterario, amato dai critici e dai lettori. È il suo romanzo ed è di questo che vi devo parlare.

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Nuova poesia latinoamericana. #2: Federico Díaz Granados

NUOVA POESIA LATINOAMERICANA

 Federico Diaz Granados

Federico Díaz Granados

 

Traduzione di Gianni Darconza
Selezione di Mario Meléndez

 

 

 

 

Federico Díaz Granados (Colombia, 1974). Poeta, saggista e divulgatore culturale. Ha pubblicato le raccolte poetiche Las voces del fuego (1995), La casa del viento (2000) e Hospedaje de paso (2003). Sono apparse tre antologie di sue poesie: Álbum de los adioses (2006), La última noche del mundo (2007) e Las horas olvidadas (2010). Ha curato le antologie della nuova poesia colombiana Oscuro es el canto de la lluvia (1997) e Inventario a contraluz (Arango Editores, 2001) e ha realizzato per la rivista Punto de Partida di UNAM in Messico l’antologia Doce poetas jóvenes de Colombia (1970-1981). Attualmente è direttore della Biblioteca de Los Fundadores del Gimnasio Moderno e della sua Agenda Culturale. Fa parte del comitato organizzatore del Festival Internazionale di Poesia di Bogotá e dirige il Premio Nazionale di Poesia “Obra inédita”, che si istituisce a partire dall’anno 2005.

 

 

NOTICIA DEL HAMBRE

 

Me habita el hambre. Y todos me lo dicen.
No es el miedo ni la duda
apenas un ritmo intacto que no toca con su sal la orilla.
Es el hambre, quizá un leve testamento
o esta insistencia en destruir la casa
y renovar la piedra en sueño.

Es poco lo que recuerdo de mí a esta hora, el disperso,
el que a la intemperie es un poco de hierba,
una palabra sin traje con olor a otras tierras
y que mira con cara de extranjero todas las prestadas alegrías.

Llega el hambre con su mismo azar y su idéntico augurio.
La lluvia está debajo de la carne
y pocas cosas recuerdan al viejo amor
que ya no cuenta.

Es el hambre. Y todos me lo dicen.
No es el leve testamento ni la tristeza de las noches.
No es la poesía
ni la música que traduce el tiempo.

Un poco de hambre
y el cansancio de llenar la estantería de ausencias.

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