Claudia Masin

Nuova poesia latinoamericana. #8: Claudia Masin

NUOVA POESIA LATINOAMERICANA 

Claudia Masin

Claudia Masin

 

Traduzione di Gianni Darconza
Selezione di Mario Meléndez

 

 

Claudia Masin (Argentina, 1972). Scrittrice e psicanalista. Vive dal 1990 a Buenos Aires. Coordina laboratori di scrittura. Ha pubblicato le raccolte di poesia Bizarría (1997), Geología (2001), La vista (2002, ristampato nel 2012) El secreto. Antología (2007), Abrigo (2007), La plenitud (2010), e il libro di fotografie e poesie El verano (2010). Il suo libro La vista ha ottenuto all’unanimità il Premio ‘Casa de América’ in Spagna nel 2002 ed è stato pubblicato dalla casa editrice Visor di Madrid. Suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese e portoghese. È stata co-direttrice delle marche editoriali “Abeja Reina” e “Curandera”. Ha creato e coordinato, insieme ad artisti di diverse discipline, cicli di poesia, musica e immagine, come “El pez que habla”, “La musik” e “El gallo y la luna”. Le sue poesie appaiono in diverse antologie latinoamericane.

 

POLIGRAFÍA

Escribías con una piedrita en la tierra tu nombre, palabras
al azar: arena, río, spider man. Como si creyeras que una historia
se escribe por la suma, la discreta acumulación de partículas.
O como si dibujar una casa bastara para poder habitarla. Pero
¿quién vive una vida real en una casa dibujada?

Hay un ligero, sutil desasosiego en las largas horas
de la siesta, que hace que todos prefieran dormir. Aún así,
resistías despierta. Es extraño pensar en una vigilia en pleno día,
cuando nada escapa a la visión y cada sonido resuena
amplificado en el silencio.

Los climas violentos crean una sensación de inminencia,
la ilusión de que nada va a quedar igual después del vendaval
o del calor intenso: una fiesta que se celebra
por un acontecimiento imaginario. Y es la imaginación,
y no los hechos, quien te deja asombrada una y otra vez
frente a cosas idénticas.

En esa hora en que son intensas niñez y desdicha,
como agujas en preciosa sincronía, ¿cuál
sería el objeto de tu espera? ¿Un naufragio, un estallido,
acaso el descubrimiento de la tristeza,
esa grieta que modifica tu mundo para siempre?
No es otra cosa que ese momento
lo que dirían las palabras, si alguna palabra
dijera alguna vez algo cierto.

(de Geología, 2001)

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POLIGRAFIA

Scrivevi con un pietruzza il tuo nome nella terra, parole
a caso: sabbia, fiume, spiderman. Come se credessi che una storia
si scrive attraverso la somma, il discreto accumularsi di particelle.
O come se disegnare una casa bastasse a poterla abitare. Però
chi vive una vita reale in una casa disegnata?

C’è una leggera, sottile inquietudine nelle lunghe ore
della siesta, che fa in modo che tutti preferiscano dormire. Anche così
resistevi sveglia. È strano pensare ad una veglia in pieno giorno,
quando nulla sfugge alla vista e ogni rumore risuona
amplificato nel silenzio.

I climi violenti creano una sensazione di imminenza,
l’illusione che nulla resterà uguale dopo la tempesta
o il calore intenso: una festa che si celebra
per un evento immaginario. Ed è l’immaginazione,
e non i fatti, che ti lascia meravigliata ancora ed ancora
davanti a cose identiche.

In quell’ora in cui sono intense l’infanzia e la disgrazia,
come lancette in preziosa sincronia, quale
sarebbe l’oggetto della tua attesa? Un naufragio, un’esplosione,
forse la scoperta della tristezza,
quella crepa che modifica il tuo mondo per sempre?
Non è altro che quel momento
quel che direbbero le parole, se qualche parola
dicesse una volta qualcosa di certo.

(da Geología, 2001)

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