Classici Bompiani

proSabato: Pier Vittorio Tondelli, 1982. RADIO ON

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1982. RADIO ON

UNO. La casa di via Fondazza è vuota; luce grigia di temporale imminente; io sto qui alla macchina da scrivere, solo; la radio è accesa, attacca “Ti ricordi Michel…”; s’alza il vento, sbattono le porte, luce molto buia; mi distendo sul letto, presenze di fantasmi, di quel fantasma; anche la mia finestra sembra respirare ritmicamente nel leggero aprirsi e socchiudersi della burrasca imminente.

DUE. Subito dopo pranzo casualmente ho sentito Sailing: Andrea, estate, già un anno, Carnaby, Mogliano, sbronze, Andrea, Venezia, vacanzine, lenti, bagni di baci, abbracci. Andrea.

TRE. Il temporale scoppia, noi siamo sorpresi in un anticipo invernale in una piazza vicentina, o in una spiaggetta romagnola, o in una via di Locarno, accanto al lago (questo lo capisco: mamma e io capitammo in un gay bar durante quel viaggio, ricordo benissimo il suo imbarazzo, bevve un caffè svelta svelta e io un’aranciata, e c’erano due uomini che si tenevano per mano e sorridevano, accennando con i fianchi un cha cha cha e, per quanto avessi solo pochi anni, capii che non avrei mai dovuto fare domande…). Ho un maglione verde e un paio di pantaloni di lino che il vento fa tremare come una bandiera, lui è ritornato fra le mie lunghe braccia; lo accolgo nel pullover, lo cullo; avrà sedici anni, venti, diciotto, ventitré, i capelli corti come i miei; siamo abbronzatissimi, fa freddo; ci bagniamo e ci abbracciamo in riva al lago; io non dico nulla, lui ha grandi occhi sbarrati; il vento si insinua fra i miei pantaloni larghi; no, forse sono solo, appoggiato a un lampione sul bordo del lago; maglione verde, questo sì, pantaloni grigio-viola, quelle topsider da barca, capelli corti, abbronzatissimo; lui adesso c’è, mi struscia; il maglione è lunghissimo, larghissimo; lui è con me; il vento è fortissimo, piove, burrasca; siamo insieme, lui dice niente, ha gli occhi sgranati, io dico niente, lo accarezzo sulla nuca; guardiamo la burrasca, il temporale; io sento, disteso sul letto, la radio accesa, le imposte della mia finestra che sbattono, i tetti rossi di via Fondazza sempre più cupi… (altro…)

proSabato: Giovanni Testori, da Passio Laetitiae et Felicitatis

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[…]
. Lentamente, lentamente e dolorosamente aveva proceduto la notte verso la procedura dell’essere in del tutto se stessa e medesima; il de che significava là, al ’rizzonte, l’apparire dei primi ciari dell’alba; ciari che purtuttavia si fadigava a intravertire; mostrando essi di voler tignirsi ammò dentro del suo grembo materno, ’me figlietti ot fetini che volessero farsi partorire no de sette ot otto mesi, imbensì, se del caso, de vundese o dodese. In del pù se speccia – disevano i ciari de ocra e de rosa – in del meglio è.
. Anca la rete aveva contenuato imperterrita tessitora, nel suo snavettamento de cotone e de lana mar­tiriale; ’me due anguille, l’una vegia o, a dir meglio, madura, l’altra giovenissima, le due principe de quel disastro che è proprio de chi conosse no net legge, net speranza, v’erano restate impigliate tra il gocciare de sangue et il pensarci su e farsi pensare delle viole; i de cui petali blu, blu fondo, blu vellutante e vellu­tato, si slargavano alle infinite gradazioni di che era signora e madama la notte; quanto alle smagie vano sul punto di staccarsi dal gambo, erano nella sconfinata volta del cielo le congreghe delle stelle e l’alone larghissimo e vagante della luna.
. Così come la Madre piramidata de piume de oca; così come le consorelle, tutte scadenade o quasi; così come le serve e servette, ma di tra la porpora di quell’ematico stillicidio et il viole di quel disperato pensare, anca le due s’erano alla fine indormentate; dopo che il pianto e il ’canirsi contra i cussini, dopo che le popille ’verte in del vuoto ne avevano disarmata ogni resistenza.
. Sonno e pace, donca, sulla Casa ’me era stato implorato alla Sant’Agata benedetta? può darsi la resposta del sì; ot del forse. Ma il risveglio, almeno per la no regalata d’accento era stato improvviso, lacerante e crudele, quasi che ’na poiana, cont un sol colpo dell’adunchissimo becco ne avesse trapassato il cervello; o una scioppettata ne avesse pertusato le oreggie et le tempie.
. La beccata, la scioppettata le avevano, in dell’effetti, dervito lì, in sul letto, dentro un fulgore di lampi e di luci apocalitttiche, la pagina del testamento proprio là dove, la sera prima, aveva vergato l’ultima parola; che era stata quella del rivederci al domani.
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