Cinzia Accetta

Cinzia Accetta – poesie (post di natàlia castaldi)

Uomini e cani (13 febbraio 2011)
(ricordo della manifestazione “Se non ora quando”)
.

Uomini e cani

giacche di pelle e

cappotti rossi

capelli lunghi

di tutti i colori

scarpe nuove

stivali al ginocchio

che servono a marciare

lacci di corda

che tengono i cartelli sulle spalle

vecchi con gli occhi chiari

che sorridono ancora

neri che portano

i bambini sulle spalle

e non ti vendono niente

bionde ragazzine

con lo smalto verde acido

carabinieri sui gradini

macchine fotografiche

per ricordare

la folla

la danza

il telegiornale

la musica

per farti dimenticare.

*

Dalla finestra blu
Dalla finestra blu

vedevo l’ombra allungarsi

seduta sul panchetto.

È solo luce pensai,

calore che svapora e polvere

nella stanza in sospensione.

.

Eppure ero li per aspettare,

zitta come dal dottore

portavo nella borsa

semi di mela

e avanzi di taverna.

.

La fila dei mattoni era interrotta

dal curvo verde rame

di una venere mozza.

.

Non vale il tempo di un respiro mi dissi

e se tutto andasse a fuoco

pur si salverebbe

dal gioco dell’oblio.

.

Dunque perché indugiare ancora,

alzai le gambe molli verso il varco

e gettai la lima al cielo

e il cero liso

nel molle dondolare di santuzze

tra nubi e cattedrali

di luce immacolata sullo sfondo

e semi di mela

e avanzi di taverna.

*

Rosso di Cayenna
Evaso sulla punta della lingua,

brucia un pensiero rosso di Cayenna

e chiede vino

a sedare quell’arsura

di sangue che consuma.

Vuole pane

che lascia poi a seccare

e un fresco germoglio da espugnare.

.

Ma a che serve ora il tuo lamento?

Non ti ho chiesto io di assaggiare!

.

Affogati nel rosso dolore che si beve

e manda giù senza esitare.

Domani potrai dire

che si! Brucia maledettamente

e che non è servito a niente.

*

Sulla tavola imbandita
L’afa di agosto

toglie il fiato

come foglia gialla

che galleggia senza voglia.

.

Ore a fissare il fiore rosso sangue

che langue, langue nel calore surreale

di un’estate da ammazzare,

di noia e di zanzare

cornute a volteggiare

sul caloroso pasto

inerme sull’altare.

.

Ore che passano sicure

che dopo sarà uguale,

banale dondolare d’acqua e sale,

esangue mormorio

di vermi nell’attesa

che domani sia oggi

e poi ancora ieri,

ad aspettare un’altra estate da asciugare.

.

Scavare,

piantando la vanga nella sabbia,

urlando monosillabi di rabbia,

secca come pomodori al sole,

scoloriti per restare

ed ancora pasteggiare allegramente

sulla tavola di bocche voraci

da saziare.

*

Cantici cantanti
Un cielo azzurro

che azzurra il cuore,

una luce gialla

che gialleggia d’intensità

e un pavimento rosso,

rosseggiante d’infatuazione.

.

La musica musicando sottilinea

i tuoi timidi passi sulla ghiaia gaia.

Parole paroleggiano i pensieri

e gli occhi intorno a te volteggiano occhieggiando.

..

E un canto di cantici cantanti

che cantilenando

ritmano un battito battuto.

tum tum

combatutto

tata bum tata bum,

riflesso riflettendo

il bagliore dei sensi senza senso,

scintille di domande domandanti

senza assenso.

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Cinzia Accetta

Cinzia Accetta è architetto e docente a contratto di Laboratorio di tecniche del restauro presso l’Università di Palermo. È autrice di numerosi saggi e articoli scientifici.

Suoi racconti e poesie fanno parte di raccolte e antologie.
“Note di Passaggio”, Eidos editore, è il suo romanzo d’esordio.

Il suo ideale come scrittore è quello di rappresentare l’animo umano nelle sue emozioni e contraddizioni.