Caratteri

“Caratteri” di Annelisa Alleva

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Caratteri, edito da Passigli (2018), l’ultimo libro di poesie di Annelisa Alleva – poeta, traduttrice, in particolare dal russo, e saggista – si presenta come una raccolta composita e articolata. Articolata in diverse sezioni, composita perché è attraversata da momenti diversi, sia dal punto di vista della forma poetica, sia dalla forma che questa di volta in volta assume. Le sezioni che compongono il libro sono: Bogliasco, Madre, Sogni, Caratteri, Magneti cinesi, Epigrammi, Haiku, Georgia. Tutte, pur nella loro apparente diversità, mantengono una continuità di temi, di dettato e di visione che le attraversa e le rende unitarie. In questo contesto il titolo Caratteri assume un significato ambivalente, il significato manifesto può rimandare ai caratteri grafici che stanno alla base e diversificano le scritture, ma questa è solo la porta d’ingresso. Attraverso le lettere, le sillabe, le parole e i versi si giunge, come emerge chiaramente dalla sezione che dà il titolo al libro, al significato più profondo del termine i caratteri intesi come i tratti profondi della vita e della personalità di un individuo. Lo stesso titolo del libro rimanda a un trattato famoso di Teofrasto in cui l’autore, con intento però caricaturale, descriveva i caratteri tipici degli ateniesi del IV secolo a.c. I testi che compongono la sezione che dà il titolo al libro, se è vera l’affermazione attribuita ad Eraclito che il carattere è il destino di un uomo, si confrontano, invece, con il fondo destinale dell’esistenza. Ne sono indizi tra gli altri le citazioni del Dostoevskij dei Fratelli Karamazov e di Bergman, due autori che, nelle rispettive forme artistiche, si sono confrontati in un drammatico corpo a corpo con la dimensione tragica dell’esistenza umana. Questo confronto avviene in maniera plurima, in quanto l’io lirico si rifrange in molteplici forme, figure e persone, basti pensare, tra gli altri, alla voce di Sof’ja Andreevna, moglie di Tolstoj. Diversi personaggi, infatti, presentano, parlando in prima persona, i tratti fondamentali della loro esistenza attraverso un episodio, un momento paradigmatico della loro vita, racchiuso in pochi versi che incorniciano pochi istanti sottratti allo scorrere implacabile del tempo.

Io, Sof’ja Andreevna, correvo tutto il giorno
in giro per la casa e copiavo i suoi manoscritti.
Poi, a un certo punto, ne fui esaurita.
Vennero meno quelle descrizioni di calate lattee,
pizzi, tappezzerie, abiti da ricevimento.
Fuggivo a fare il bagno nello stagno di mezzo,
mi calavo giù per la scaletta di quella palafitta,
in mezzo alle vibranti libellule blu e argento.
Lui, privo della linfa dei miei ritocchi di donna,
pervenne al saggio sulla sua grande Remington.

L’autrice, nelle diverse sezioni del libro, utilizza le varie forme espressive in maniera consapevole e cristallina. Variando dal poemetto nella prima sezione Bogliasco al frammento lirico, passando a dei veri e propri quadri poetici, come nella sezione Caratteri, arrivando all’epigramma e l’haiku, ma anche attraverso una prosa poetica che assume la forma di un taccuino di viaggio come accade nella sezione Magneti cinesi, appunti di viaggio che si trasformano, nella sezione Georgia, in una trasposizione poetica, piena di un sommesso stupore, degli incontri e delle persone. (altro…)