Barbara Alberti

I poeti della domenica #299: Barbara Alberti, Il letto

IL LETTO

Il letto è la mia mamma. Il letto è la mia terra.
Kaspar Hauser, nel film di Werner Herzog, dice, nel
momento più felice del suo apprendistato:
«L’unica cosa buona è il mio letto».

Il letto cura delusioni e sgomenti. Mi tiro la coperta
sopra la testa e finalmente non vista, esisto.
Il treno e il letto sono le sole tregue, gli unici luoghi
ove la fantasticheria è legittima.

A letto non leggo, non fumo. Sto a letto, avvolta
dalla sola carezza concessa dalla condizione umana.
Il letto è un Lete che sconsiglia la compagnia, il suo
ultimo uso è farci l’amore.

Beati quegli amori che non conoscono lenzuola.
Il letto è un luogo di solitudine, meditazione, con-
centrazione e abbandono.
È lì che Dio ci parla (se ci parla). Si possono avere
compagni di vita ma non di letto.

Nel tempo i gusti mutano, e come chi veste l’amante in fogge diverse mi compiaccio talvolta del giaciglio francescano, talaltra della pelle d’uovo, dell’impudente cachemire.

Se viaggi in luoghi lontani, stupisco di Ajanta, esulto dello splendore degli uomini; ma solo davanti al mio letto d’albergo sento d’aver raggiunto la meta: quello solo cerco in tutto il globo. Un posto dove rannicchiarmi – e il resto continui a scorrere.

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In © AA. VV. contrAppunti perVersi, a cura di Beppe Costa, Roma, Pellicanolibri, 1991.