azzurra d’agostino

L’importanza di essere piccoli 2017 (comunicato stampa)

… Con una coda ma senza la testa
solo per finta, solo per festa
solo per fiamma che brucia per fuoco
fammi giocare per gioco

B.Tognolini, Rime Raminghe, Salani

 

 

Comunicato stampa

 

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino

VII edizione 1-6 agosto 2017

 

un progetto dell’Associazione Arci SassiScritti

con il contributo di

Regione Emilia-Romagna, Arci Bologna progetto Polimero

 e dei comuni di Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi,

Pistoia, Sambuca Pistoiese

BCC Alto Reno e COOP Reno

LA POESIA COME FUOCO, LA VITA COME GIOCO

con

PAOLO BENVEGNÙ, MURUBUTU, LUCIO CORSI, IVAN TALARICO, GABRIELLA LUCIA GRASSO, SAVERIO LANZA, BRUNO TOGNOLINI, GIULIANO SCABIA, CARLO BORDINI, ALESSANDRO RICCIONI, ANDREA DE ALBERTI, FRANCESCA GENTI, MANUELA DAGO

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INRITIRO 2017 (Comunicato stampa)

COMUNICATO STAMPA

 

 

INRITIRO 2017- soggiorni di studio in Appennino

In attesa del Festival L’importanza di essere piccoli (dal primo al sei agosto sull’Appennino Tosco-Emiliano) l’associazione SassiScritti continua la sua attività proponendo la terza edizione di  InRitiro un ciclo di 5 laboratori intensivi tra luglio e novembre sulla scrittura, l’illustrazione, il canto e la recitazione.

Fine settimana “in ritiro” e lontani dalla confusione di tutti i giorni, momenti di approfondimento, condivisione ed esplorazione partendo da basi teoriche fino a vere e proprie esercitazioni sulla composizione di un romanzo o di una illustrazione.

Gli scrittori Luca Ricci e Giulio Mozzi, il regista e attore Oscar De Summa, la cantante e attrice Monica Demuru, l’illustratore Simone Rea, sono gli artisti e docenti che per questo terzo anno lavoreranno e staranno insieme ai partecipanti in un paesaggio che concilia la concentrazione e il raccoglimento. Ospitati in centri come Nabhi @ Centro della Terra (www.nabhi.it) un luogo recentemente inaugurato, semplice e accogliente, nato per ospitare corsi residenziali, ideale per chi ama camminare in natura, godere di pace e tranquillità.

InRitiro è inserito nel progetto ‘Polimero’ proposto da Arci Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, che porterà laboratori artistici in circoli delle principali province della regione.

Ogni laboratorio comprenderà nella quota di iscrizione, oltre al corso con l’artista scelto, anche l’alloggio, i trasporti in sede e i pasti.

PROGRAMMA

Si comincia il 7-8-9 luglio con lo scrittore Luca Ricci, che con il successo della sua ultima raccolta di racconti, I difetti fondamentali (edito da Rizzoli), ha rotto il pregiudizio che in Italia questa forma letteraria non abbia seguito. Ricci con il suo laboratorio dal titolo ‘Racconti sul fiume’ affronterà proprio la scrittura del racconto seguendo il parallelismo tra lo scorrere dei fiumi e la narrazione breve. Sempre in estate si passa poi al teatro per il secondo laboratorio proposto il 21-22-23 luglio, con Monica Demuru, attrice e cantante reduce da una lunga tourné in Francia con la compagnia premio Ubu Deflorian-Tagliarini. La Demuru proporrà il laboratorio di perfezionamento vocale “Corpo sonante e qualità del gesto acustico” nel quale attori e cantanti potranno lavorare sulla relazione tra corpo e voce, in un percorso indispensabile sia nel canto che nel teatro.

Il 15-16-17 settembre staremo “Nelle regole del quadrato”, workshop proposto dall’attore, autore e regista Oscar De Summa, recente premio ‘Mariangela Melato’ come migliore attore 2017, ricevuto dalla critica all’interno del Premio Hystrio. Con De Summa si lavorerà propriamente sull’arte dell’attore e sulla creazione teatrale.

L’autunno continuerà con un laboratorio di illustrazione condotto da Simone Rea, amato e seguitissimo illustratore di una lunga serie di albi, uno dei quali recentemente finalista al prestigioso Premio Andersen. Dal 29 settembre al 1 ottobre Rea propone il laboratorio “L’interpretazione del testo e la creazione del personaggio”, un percorso con l’acrilico su come creare a partire dalla collaborazione con gli autori.

Il 3-4-5 novembre si chiude il calendario 2017 con lo scrittore Giulio Mozzi, che propone il laboratorio “La natura della finzione”. Mozzi si occupa da decenni di scoprire buoni libri, e oltre che scrivere opere proprie si dedica professionalmente all’arte della narrativa sia tenendo corsi di scrittura che lavorando sui testi altrui. Il percorso di questi tre giorni sarà quindi un’immersione intensiva nella scrittura, anche con consigli pratici su come scrivere e proporre un buon romanzo.

per tutti i dettagli:

www.sassiscritti.org

fb: SassiScritti – L’importanza di essere piccoli
info: info@sassiscritti.org

mob. 3495311807

Ufficio stampa

Daria Balducelli

d.balducelli@gmail.com

mob. 3493690407

Azzurra D’Agostino, Alfabetiere privato

azzurra-dagostino-alfabetiere-privato-copertinapiatta

Come si è affaticato, che pena che fa
pensare a tutto quel niente, dillo piano
magari ci sente.

 

Mentre c’è ancora chi si ostina a stracciarsi vesti e capelli davanti a un presunto cadavere della poesia, noi qui ancora ci ostiniamo a orientarci in un panorama che riteniamo più vivo e attivo che mai. Non a caso e provocatoriamente oggi vi narriamo dell’ultima raccolta di Azzurra D’Agostino, poetessa che riesce a dare vita alla poesia non solo attraverso la sua scrittura, ma anche con l’organizzazione di eventi importanti, tesi non solo alla diffusione della parola, ma al rimarcare il fatto che la voce poetica è più viva che mai e (scusateci tanto) “vive e lotta insieme a noi”. La citazione apparentemente idiota e furbesca è riferita per esempio all’intervento di Azzurra D’Agostino nell’ambito delle manifestazioni organizzate a Gaggio Montano (BO) con la creazione di un presidio culturale a sostegno dei lavoratori e cittadini dell’Alta Valle del Reno presso il presidio dei lavoratori Saeco.

La pubblicazione di cui vogliamo parlarvi porta il titolo di Alfabetiere privato ed è uscita recentemente per LietoColle, in collaborazione con Pordenonelegge. Ci troviamo in realtà davanti a una raccolta antologica di scritti pubblicati precedentemente. Quello che risulta interessante è l’obiettivo con cui l’autrice ha scelto i testi qui raccolti, cioè la volontà progettuale di ricostruire attraverso la forma antologica l’idea di un indice alfabetico delle tematiche affrontate (o come dice Azzurra “alcune private ossessioni”), che si presentano poi come modalità attraverso cui il mondo si rivela all’autrice; Animali, Corpi, Filosofia, Mondo, Morte, Parola, Presenze, sono i “capitoli” in cui viene apparentemente ripartita l’intera produzione. Un indice scarno che non si sviluppa lungo un intero alfabeto e che evidenzia dei vuoti, delle aporie che sembrano voler esprimere la necessità di essere colmate. La volontà quindi non è quella di racchiudere una produzione poetica in un contesto “privato”, protettivo, ma al contrario ci troviamo davanti alla consapevolezza di una mancanza di parole “altre” (e quindi stimoli, suggestioni, dubbi) che genera questa idea di “privazione” tra le lettere dell’alfabeto. Ma è proprio qui che la scrittura poetica di Azzurra trova la sua sfida: la constatazione di un limite non è altro che un punto di partenza per aprire nuovi interrogativi, arrivare a “diluire” quelle parole spesso limitate e limitanti per riuscire ad affrontare ciò che sta oltre e tra i limiti. In contemporanea chi conosce e apprezza la scrittura di Azzurra D’Agostino sa bene quanto sia importante l’utilizzo della lingua e quanto sia piacevole e coinvolgente la sua abilità nel giostrarsi tra quelle che lei definisce 3 lingue: oltre all’italiano e al dialetto del suo Appennino, compare quella che definisce “una lingua mista, che cerca la pulizia elementare, ed è quella con cui sono composte alcune poesie che chiamerei “per tutti” (visto che non amo usare la distinzione di poesia “per bambini”)”.  Questa ricchezza linguistica della poesia di Azzurra non è che uno dei suoi sconfinati “modi” (nel senso musicale del termine) per sottrarsi ai limiti delle parole, degli alfabeti.

“Penso che non solo i poeti ma tutti gli artisti possano proprio grazie al limite darsi una misura nel tentare di esprimere il fuori misura che sempre ci abita, che ci cammina accanto. Per questa ragione, ecco la scelta di sette parole che aprono a una molteplicità di altre parole, che contengono anche quelle che nel corso degli anni hanno indirizzato il mio lavoro – come abitare, per esempio, o abbandono, che qui restano all’apparenza escluse.”azzurra-dagostino

 

Vedere le cose disfarsi è questo
salto, le poche lettere che separano
culla e nulla, cura e bara, e noi qui
sempre a prendere misure,
dentro un corpo che è la più assoluta
solitudine, e averci fatto l‟abitudine
non basta – non basta questa campagna
né la legna a marcire non basta seguire
cogli occhi come il bosco si riprende
tutto e come tutto si arrende. Cos’altro fare?
Piangere?

 

Azzurra D’Agostino, Alfabetiere privato, pordenonelegge.it & LietoColle

*

© Iacopo Ninni

Calibro Festival 2016

calibro

 

 

calibro 2

Da giovedì 31 marzo a domenica 3 aprile 2016 torna CaLibro
Festival di letture a Città di Castello

La quarta edizione di CaLibro è ormai alle porte: il Festival di letture, organizzato dall’Associazione culturale “Il Fondino”, grazie anche al sostegno e al patrocinio del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, sarà caratterizzato dalla presenza di ospiti prestigiosi e iniziative coinvolgenti che interesseranno un vasto pubblico: dai più piccoli ai più grandi, dagli appassionati di narrativa e di poesia, a quelli di ciclismo, spaziando dalla musica all’arte grafica. Il tutto tenendo sempre come punto di riferimento centrale i libri e la letteratura. Gli eventi, come sempre, si svolgeranno nei luoghi più caratteristici e suggestivi del centro storico della città.
Il 31 marzo si inizierà con l’evento “Il fantasma e la bussola”, che vedrà ospite il vincitore del Prix Goncourt 2015, il più importante premio letterario in Francia, Mathias Énard, col suo romanzo “Bussole” (in Italia uscirà a settembre per E/O e a CaLibro ne saranno letti alcuni estratti in anteprima), che l’ha portato sotto i riflettori della stampa e della critica mondiale.
Lo scrittore francese è già uscito in Italia con Zona (Rizzoli e BUR, 2008), Parlami di battaglie, di re e di elefanti (Rizzoli, 2010), Via dei ladri (Rizzoli 2012). Insieme a lui, in uno dei due atti della serata, Filippo Tuena col suo Memoriali sul caso Schumann (Il Saggiatore, 2015), romanzo sugli ultimi scampoli di vita del grande compositore Robert Schumann e dei fantasmi che vedeva quando venne colto da follia.
Il 1° aprile sarà al centro l’epica letteraria del ciclismo con l’evento ll Cannibale e il Pirata. Storie, eroi e libri di ciclismo, un incontro con i giornalisti e scrittori Claudio Gregori (Eddie Merckx, il Figlio del tuono, 66thand2nd) e Marco Pastonesi (Pantani era un dio, 66thand2nd) che parleranno, intervistati da un gruppo di appassionati, dei protagonisti dei loro libri e delle grandi storie del ciclismo. (altro…)

“SCACCIAPENSIERI. poesia che colora i giorni neri”. Recensione

scacciapensieri-copertina

SCACCIAPENSIERI
poesia che colora i giorni neri

a cura di
Dome Bulfaro, Anna Castellari, Simona Cesana, Patrizia Gioia
illustrazioni
Deka (Claudio Decataldo)
Edizioni Mille Gru 2015, € 16; www.poesiapresente.it

.

14 poeti, 7 medicine e una medicina speciale che sono anche le sezioni del libro; 64 poesie e tante immagini: questa è la ricetta dell’antologia Scacciapensieri edita da Mille Gru. Un volume prezioso, con istruzioni, versi e opere colorate (a cura di Deka) che trasformano un genere letterario in “cibo mentale in grado di curare”. Un volume di poetry theraphy per bambini dagli otto anni in su e del tutto inedito, in cui ogni voce sceglie con attenzione le parole, le dosa, e fornisce la propria idea di poesia come terapia. Alberto Casiraghy, Azzurra D’Agostino, Bruno Togliolini Chiara Carminati, Dome Bulfaro, Donatella Bisutti, Francesca Matteoni, Giusi Quarenghi, Marilena Renda, Patrizia Gioia, Roberto Piumini, Silvia Salvagnini, Silvia Vecchini e Vivian Lamarque si misurano con un invito non facile, un’operazione che potrebbe apparire così detta forse fuorviante perché, se di poesia scritta per i più piccoli ne conosciamo (Piumini è solo uno dei tanti esempi possibili), la poesia per “colorare i giorni neri” così declinata è cosa nuova, e stupisce. Questi poeti pare scrivano senza – o quasi mai – staccare l’orecchio dalla rima, una rima che cura nei giorni e che, proprio per la sua efficacia fonica ricorda ciò che durante l’infanzia si dovrebbe conoscere, ossia filastrocche e canti, ma anche Aforismi (cui qui è dedicata un’intera sezione “speciale” a cura di Alberto Casiraghy). Questo libro, tuttavia, si “fa” soprattutto di piccole storie, brevi trame in cui la poesia è il filo, genere eletto, propriamente riconoscibile perché ogni autore accorda il tema o i temi, dando loro corpo attraverso una struttura poetica. Ed ecco quindi che Amore (la più importante), Dialogo, Risata, Stupore, Natura, Tempo e Armonia diventano parole guida di un percorso. Il “bugiardino” ricorda come fruire delle poesie e quando, ma anche perché, in quale situazione; in quali momenti cioè sapersi servire della parola per alleggerire un certo peso del vivere. La formula pare “adulta” e, a conti fatti, lo è: perché questi testi non si rivolgono a chi è piccolo con parole “facilitate”, anzi: i poeti parlano una lingua adulta e mai semplificata che armonizza quindi due realtà, quella poetica e la realtà della vita.

© Alessandra Trevisan

Francesca Matteoni
Neve nel tuo paesaggio sono sola

Neve nel tuo paesaggio sono sola.
Osservo chi è sepolto nel tuo petto
la traccia della gioia, il mio dolore.
Dolore addormentato come un figlio.
Sei un corpo tutto chiaro di memoria.

*

Giusi Quarenghi
Ascoltami inverno

Ascoltami
inverno
non sognarti di entrare
Mi piaci sui rami
sdraiato nel cielo
disteso sul mare
seduto nel prato ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Se bussi sui vetri
ti soffio sul naso
Se suoni alla porta
non ti aprirò
Ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Però aspettami fuori
Non andare lontano
Adesso esco io
Possiamo giocare
Mi piace trovarti
Sull’uscio di casa
sentir sulla faccia
le tue dita gelate ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro
Qui dentro è il mio cuore

Da E sulle case il cielo, Topipittori, Milano 2007

*

Bruno Togliolini
Filastrocca dei mutamenti

“Aiuto, sto cambiando! – disse il ghiaccio
Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!”
Ma il sole disse: “Calma i tuoi pensieri
Il mondo cambia, sotto i raggi miei
Tu tieniti ben stretto a ciò che eri
E poi lasciati andare a ciò che sei”
Quel ghiaccio diventò un fiume d’argento
Non ebbe più paura di cambiare
E un giorno disse: “Il sale che io sento
Mi dice che sto diventando mare
E mare sia. Perché ho capito, adesso
Non cambio in qualcos’altro, ma in me stesso”

In Filastrocche della Melevisione, Carlo Gallucci Editore, Roma, 2011

*

Donatella Bisutti
La spina

Ti fa male? Ti ho punto?
Sono la rosa e ogni rosa,
sai, ha delle spine.
No, non sono cattiva,
mi difendo.
Tu volevi cogliermi
soffocando il mio gambo nel sudore
della tua mano,
o mettermi in un vaso a morire
nel freddo del cristallo.
No, neanche tu sei cattivo, lo so,
perdonami se ti ho punto,
volevi prendermi perché sono bella
ma devi imparare in tempo che
la bellezza ha sempre le sue spine.

Manuel Cohen presenta 21 poeti neo-dialettali

Franco Scataglini, Senza tutiki, Disegno a penna su carta

Franco Scataglini, Senza titolo, Disegno a penna su carta

E per un frutto piace tutto l’orto”. Manuel Cohen presenta 21 poeti italiani neo-dialettali

di Anna Maria Curci

L’amore per la poesia dialettale si è manifestato nel corso della mia vita, da che ho ricordi, in forme diverse, con differenti gradi di consapevolezza e di slancio. Da piccola, ho conosciuto la poesia dialettale dai racconti materni come forma alta di espressione umana che rappresentava, nel “lessico famigliare”, l’unica, dignitosissima, eccezione al divieto rigoroso di far uso di qualsivoglia dialetto regionale nella comunicazione tra le pareti domestiche (fuori, essendo cresciuta nella periferia della capitale, non c’era modo di ascoltare o di cimentarsi né nel ruvese di mio padre, né nel pignolese di mia madre; restava solo l’accento romanesco, deprecato e detestato apertamente da entrambi i genitori). La curiosità si accompagnava dunque, allora, al continuo tentativo di trasgredire quel divieto. Poi sono arrivati gli studi liceali e la consapevolezza di una tradizione dalle radici antiche e sempre rinnovate, una tradizione che nulla perde nel corso del tempo, nulla concede allo sprezzo, basato solitamente su argomentazioni tra lo spocchioso e il timoroso della pluralità,  che a intervalli regolari viene dispensato dal ‘degustatore’ di turno, sia questi noto o sconosciuto. Infine, nella maturità, lo studio, la lettura appassionata, la familiarità con la poesia neo-dialettale hanno rinsaldato la convinzione della grazia e della dignità, della forza di questa parte fondamentale, pilastro, ponte e fiume, della produzione poetica in Italia. Il saggio di Manuel Cohen, mia più recente lettura nella mia biblioteca di poesia dialettale che si va via via facendo più nutrita, giunge a confermare questo mio convincimento e a ravvivare l’amore per essa, ché di amore e sapienza si nutre il contributo di Cohen. Fa, inoltre, qualcosa di più, perché mi permette di rendere più complessa e ricca la mappa dei poeti italiani neo-dialettali, grazie a una fitta rete di collegamenti, strade e ponti tra dialetti, lingua nazionale, lingue e letterature altre.

E per un frutto piace tutto l’orto. 21 poeti italiani neo-dialettali è il titolo, ispirato a E per un frutto piace tutto un orto di Franco Scataglini, del saggio di Manuel Cohen, pubblicato nel n. 3 del 2015 – nel mese di marzo, dunque – di “Versante Ripido” (qui). Tra i ventuno poeti presentati, tredici sono già apparsi nell’antologia L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie tra Novecento e Duemila, vasta ricognizione a cura di Manuel Cohen, Valerio Cuccaroni, Rossella Renzi, Giuseppe Nava, Christian Sinicco e buon punto di partenza, insieme ai volumi Guardando per terra. Voci della poesia contemporanea in dialetto e Un altro Veneto. Poeti in dialetto fra Novecento e Duemila, per un “viaggio tra i poeti in dialetto”. Gli altri otto, scelti da Manuel Cohen con un criterio al quale mi sento di aderire senza riserve, perché privilegia la vivacità del dettato, l’innovazione linguistica e il fecondo conversare su più piani della poesia dialettale, si aggiungono al quadro de L’Italia a pezzi che, per quanto ampio, non poteva necessariamente pretendere di essere esaustivo. (altro…)

L’importanza di essere piccoli (quinta edizione)

l'importanza-di-essere-picc

 

La poesia che viene al mondo vi giunge carica di mondo.
P. Celan

Microliti, ed. Zandon

 

comunicato stampa

 

L’importanza di essere piccoli

rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino

V edizione dal 3 al 6 agosto

un progetto associazione arci  “SassiScritti”

LA POESIA CARICA DI MONDO

riabitare il luoghi marginali con la poesia e la musica

con

CRISTINA DONA’, ELISA BIAGINI, DIODATO, EMILIO RENTOCCHINI, FRANCESCO DI BELLA, GUIDO CATALANO, DELLERA, ANDREA LONGEGA, ANNALISA TEODORANI

L’importanza di essere piccoli è un festival di poesia e musica nato nel 2011 da un’idea di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli che hanno creduto di poter riabitare “poeticamente” il paesaggio allacciando una relazione autentica con chi lo cura e vi dimora. La complicità che nasce tra i musicisti, i poeti e i cittadini, l’affluenza di un pubblico eterogeneo e vivace che proviene da tutt’Italia, sono tra i punti di forza di una rassegna “minuta” che dal 3 al 6 agosto ritorna nelle valli, nelle pievi, nei castelli, nei borghi dell’Appennino tosco-emiliano con un passo volutamente più lento di quello preteso dal mondo odierno. Questo legame con le storie e i luoghi ‘minori’ è rafforzato dal gemellaggio che quest’anno lega L’importanza di essere piccoli a due storici festival che arrivano da lontano sia spazialmente che temporalmente: inizia infatti un colloquio per consonanza di intenti, poetiche e modi con l’XI edizione del CABUDANNE DE SOS POETAS, festival di poesia che si svolge a  Seneghe, provincia di Oristano in Sardegna, e con la XXII edizione del festival STAZIONE DI TOPOLÒ/POSTAJA TOPOLOVE, in provincia di Udine, al confine con la Slovenia. Questi tre festival, sparsi per l’Italia e diversi per linguaggi e paesaggi, hanno sentito un’aria comune che li ha portati a dialogare sia per quanto riguarda le scelte artistiche che sostenendosi nella promozione, partendo dal presupposto che la marginalità è la ricchezza che più li caratterizza.

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Interviste credibili # 13 – Manuela Dago e Francesca Genti su Sartoria Utopia

Calendario Sartoria Utopia - illustrato da Jean Genti

Calendario Sartoria Utopia – illustrato da Jean Genti

G: Allora, ditemi tutto dall’inizio come se fossi un bambino di tre anni. L’idea, le prove, gi spunti, i primi lavori, coraggio.

M: è iniziato tutto circa due anni fa e l’origine è da ricercarsi nel fatto che sia io che Francesca siamo due poete performative e con una forte propensione alla manualità. Da qui il desiderio di produrre materialmente i nostri libri, che ci rispecchiassero quindi al 100%, dai testi all’aspetto esteriore: copertina, formato, colori, tipo di carta, ecc… Il valore aggiunto, non trascurabile, è che facendo i libri a mano avremmo prodotto degli “oggetti d’arte” ognuno diverso dall’altro, questa idea era ed è per noi uno dei motori del progetto.

All’inizio abbiamo frequentato un corso di legatoria e appreso i primi rudimenti, siamo partite subito per il nostro viaggio mettendo in pratica quello che avevamo imparato, ma anche sperimentando senza timori le idee che di volta in volta ci venivano in mente.

I primi libri di Sartoria sono stati il mio, Altre forme di vita, L’arancione mi ha salvato dalla malinconia di Francesca e Manuale Portatile per la Devozione del Fertile Gaudio di Paolo Gentiluomo. Il primo è una plaquette di sedici micro-poesie connotata dal formato anomalo e assolutamente originale e dalla lettura double face; il secondo raccoglie tutte le poesie inedite di Francesca, nel tempo quindi si è ampliato man mano che la sua produzione poetica cresceva e la caratteristica del libro che più attira l’occhio del lettore è senza dubbio la copertina: coloratissima e con collage sempre diversi; il terzo è un canzoniere amoroso sui generis.

G: Sartoria Utopia è un bel nome. Utopia poi è una parola che rimanda sia a cose assolute, epiche, irraggiungibili sia, per come la vedo io, anche a piccoli sogni e al coraggio di crederci, voi che ne pensate? O meglio come l’avete pensata?

F: Il nome Sartoria Utopia è nato da un momento di libere associazioni tra me e Paolo Gentiluomo,  che è molto bravo a trovare i titoli per le cose. Io avevo tirato fuori “ferma utopia” da un verso della poetessa Piera Oppezzo, ma poi sembrava troppo duro, troppo programmatico, però utopia volevo conservarlo e abbiamo cominciato a fare delle rime e a un certo punto Paolo ha detto “sartoria utopia” quindi ho subito scritto un sms a Manuela che ne è rimasta contenta.

Per quanto mi riguarda l’utopia riguarda l’accrescimento della bellezza, l’immaginazione, la creazione di altri mondi: mi basta guardare un francobollo con raffigurato un aviatore sotto un cielo di piombo e la sirena dell’utopia mi seduce con il suo canto.

G: Raccontatemi un po’ di come procede il vostro lavoro: scelta dei materiali, illustrazioni, impaginazione, grafica.

M: La scelta dei materiali e della grafica sono strettamente legati al contenuto del libro. Copertina, formato e le altre caratteristiche devono infatti legarsi ai testi e creare una sorta di armonia tra le parti che accompagni il lettore dal primo approccio materiale col libro fino alla sua fruizione completa.

Una particolare attenzione in tal senso è sempre rivolta alla copertina, un esempio su tutti sicuramente è la raccolta di invettive Bastarde senza gloria che vede, in linea con i contenuti, un formato che abbiamo ironicamente definito “contundente”: cucitura giapponese, copertina rigida con una serigrafia originale realizzata anch’essa a mano da noi, essenziale ma diretta, il tre di spade del mazzo di Tarocchi Raider-Waite, che raffigura un cuore trafitto da tre spade e che riassume lo spirito dell’antologia, romantico e violento.

F: Inoltre abbiamo la fortuna di avere intorno a noi, tra i nostri cari, persone creative che ci aiutano con generosità, per esempio Anna Castellari, che è un’ottima grafica e ha impaginato tutti i nostri libri o Jean Genti, mio padre, a cui ho rubato due disegni per illustrare l’Utopico Calendario 2014 e che sicuramente sfrutteremo ancora per i prossimi progetti.

G: Tutto fatto a mano?

M: A parte gli interni che vengono stampati in tipografia, tutto il resto è fatto a mano da noi, dal taglio della carta per le copertine, all’incollaggio, alla cucitura.

F: Dateci tempo e realizzeremo anche la carta!

G: Parliamo adesso un po’ delle scelte dei poeti da pubblicare, come procedete? Invitate voi? Accettate manoscritti? Partite da un’idea circa il tipo di poeta che vorreste oppure cercate “la bellezza ovunque”?

M: Non abbiamo uno schema fisso. Ci è capitato di invitare i poeti a collaborare con noi proponendo loro di lavorare su un progetto, come è accaduto prima con Francesca Matteoni e Azzurra D’Agostino, che in una doppia plaquette hanno dialogato sui luoghi dell’Appenino tosco-emiliano e con le nove poetesse di Bastarde senza gloria poi, chiedendo loro di lavorare sul tema dell’invettiva. Ma riceviamo anche testi che ci vengono proposti dagli autori, li valutiamo senza preconcetti e se ci convincono siamo ben felici di pubblicarli, come nel caso di “Anna la nera e altri lividi” di Graziano Mignatta, autore che non conoscevamo fino a che non abbiamo ricevuto questa sua raccolta di caustica bellezza che ci ha subito molto colpite.

G: Raccontatemi un po’ dell’antologia Bastarde senza gloria, che fino ad ora sembra il vostro progetto più ambizioso.

F: Bastarde senza gloria nasce dal mio amore per alcune poetesse  contemporanee la cui scrittura si contraddistingue per una sotterranea e forte qualità eversiva che poi ognuna di esse declina in modo personale. Ho voluto raccoglierle quindi in questa antologia che non rende conto di una linea o di una scuola in particolare, ma di un’attitudine romantica nell’accostarsi alla parola e alla vita. Ho chiesto loro di scrivere delle invettive, di arrabbiarsi, di usare la parola, per dirla con Emily Dickinson, come “un fucile carico”. Ne è uscito un ottimo lavoro che è stato accolto dai lettori con il più sincero entusiasmo. I due reading collettivi che abbiamo fatto a Torino e a Milano sono stati esattamente come io mi immagino debbano essere i ritrovi di poesia: esplosivi.

Ho in mente di continuare questo lavoro di curatrice di antologie pretendendo sempre qualcosa di nuovo dagli autori che chiamo, mettendoli al lavoro su temi che magari non hanno ancora esplorato, e voglio che questi libri vengano poi desiderati fortemente da quattrocento lettori che, tenendo conto che ogni libro è fatto a mano, è il massimo che Sartoria Utopia possa offrire.

G: Quali sono i poeti e poete che state per pubblicare?

M: Stiamo lavorando alla raccolta dell’autrice milanese Anna Lamberti-Bocconi, una delle voci più incisive della poesia italiana contemporanea, che si intitolerà La signorina di Cro-Magnon, titolo eloquentissimo che preannuncia un libro connotato dalla forza che contraddistingue la scrittura di Anna.

F: E dopo Lamberti-Bocconi, che siamo molto onorate di pubblicare, abbiamo in programma una poetessa di cui poco si conosce: Fernanda Woodman, che ha cominciato circa un anno fa a mandarci le sue poesie, il titolo dell’opera sarà, con tutta probabilità, Diario, ma stiamo ancora lavorando sulla forma giusta per accogliere questi testi scuri e misteriosi, ci piacerebbe farne un vero e proprio libro oggetto. Inoltre sta per uscire la quarta edizione di L’arancione mi ha salvato dalla malinconia che, per la nostra capanna editrice, si sta rivelando un lillipuziano long-seller e uscirà in una veste grafica rinnovata e non più rilegato a quadernetto: si trasformerà anche lui in un piccolo Samurai (la collana iniziata con l’antologia Bastarde senza gloria connotata dalla copertina serigrafata e dalla legatura giapponese).

G: Tra voi due esiste un’ideale divisioni dei compiti o fate tutto insieme?

M: Solitamente la divisione dei compiti avviene più che altro per la parte amministrativa di Sartoria e per quanto riguarda la gestione del magazzino e le spedizioni di cui si prende cura Francesca per ragioni pratiche e logistiche.

Per quanto riguarda il lavoro manuale siamo intercambiabili, tutte e due siamo in grado di fare le stesse cose, una curiosità da sapere potrebbe essere che nella realizzazione dei Samurai, Francesca è operaia specializzata trapanatrice mentre io sono operaia specializzata nel posizionamento dei moduli da forare.

F: Manuela si occupa anche di organizzare reading, performance, presentazioni di Sartoria Utopia.

G: Mi dite, brevemente, qualcosa circa i vostri futuri progetti individuali?

M: In questo momento sto cercando di gestire la mia vita in modo da poter dedicare più tempo possibile alle attività di Sartoria, oltre alla realizzazione dei libri ci sono ovviamente tante altri aspetti  da curare: i contatti, le presentazioni ecc. Sto inoltre lavorando a una mia seconda raccolta.

F: Anch’io sto cercando di avere sempre più tempo per Sartoria Utopia per la quale sto mettendo a punto due progetti di laboratori che spero partano presto, inoltre mi piacerebbe dare inizio a nuove collane: una per bambini e una che ospiti testi spuri, cosidetti sperimentali, sia di poesia che di prosa, testi che attualmente non trovano spazio nelle collane delle case editrici, mi piacerebbe chiamare questa collana “gli impresentabili” e avrei già almeno un paio di ottimi autori da pubblicare.

G: Nascono sempre più spesso case – capanne nel vostro caso – editrici artigianali, qual è la spinta? L’editoria classica è finita? Inventare qualcosa di diverso è necessario o soltanto divertente?

F: Penso che tutte queste piccole case editrici nascano da una vera esigenza, siano quindi necessarie e non semplici divertissement e anche se lo fossero non ci sarebbe nulla di male: la poesia, la letteratura hanno molto più a che fare con il “divertirsi” che con questa specie di controproducente Realpolitik che livella verso il basso e l’ovvio l’editoria che tu definisci classica.

Per quanto mi riguarda, penso che Sartoria Utopia sia una delle cose migliori che io abbia fatto negli ultimi anni, mi infonde più coraggio, più libertà soprattutto come autrice, pensando che se le case editrici “classiche” non potranno accogliere i miei testi, essi sempre troveranno nell’Utopia un rifugio e un avamposto.

***

intervista a cura di Gianni Montieri

 

L’importanza di essere piccoli (terza edizione)

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                                                                                                                            Il mondo è delicato

 il mondo è una pallina che s’increpa

teniamolo leggero

teniamolo sulla punta delle dita

N. Pedretti

                                                                                                                     

 

L’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI – III edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino bolognese

dal 4 al 9 agosto 2013

Ritorna ad agosto la rassegna di musica d’autore e poesia che mappa e custodisce poeticamente l’appennino tosco-emiliano

con

MILO DE ANGELIS, ANTONELLA ANEDDA, UMBERTO MARIA GIARDINI, COLAPESCE, CESARE BASILE e molti altri

La rassegna “l’importanza di essere piccoli giunta alla sua terza edizione (4-9 agosto), organizzata dall’associazione SassiScritti di Porretta Terme (Bo) con la direzione artistica di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli, realizzata con il contributo di Arci Bologna, Regione Emilia Romagna, Fondazione del Monte e Provincia di Bologna Distretti Culturali, ha avuto nell’ultimo anno un sensibile incremento dei Comuni che aderiscono al progetto. Ad arricchire “la geografia poetica” dei luoghi che accoglieranno gli incontri e i concerti si sono aggiunti il comune di Vergato e il suo pittoresco Suzzano, Grizzana Morandi con La Scola, il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone con il Poranceto, un bosco di alberi secolari, e Granaglione con il parco fluviale di di Molino del Pallone.

Il fiorire di nuove adesioni è un dato positivo se si considera che alla base della rassegna c’è lo spirito di condivisione, valore che l’inverno scorso ha permesso all’associazione SassiScritti di essere selezionata al premio nazionale cheFare (ww.che-fare.com) con il progetto “Custodi”.

A emblema infatti di questi giorni sono stati scelti i versi di Nino Pedretti che esprimono e racchiudono l’idea di cura e custodia, parole che accompagnano l’immagine di una goccia, un filo di ragnatela e di una foglia:  esempi di fragilità e tenacia, di precarietà e di resistenza. Dettagli del mondo tanto piccoli quanto preziosi  come le parole e le note, come quegli spazi del mondo e della persona che sono da proteggere.

 

Manuela Dago, Franca Mancinelli, Francesca Matteoni, Marco Simonelli con Bart La Falaise e Federico Frascarelli (sei giovani artisti per un’anteprima che sia uno spazio per le voci nuove), Colapesce  e Stefano Dal Bianco, Anna Maria Carpi e Giangrande, Cesare Basile e Ida Travi, Pino Marino e Antonella Anedda, Umberto Maria Giardini e Milo De Angelis si incontreranno per la prima volta in questi giorni, il cantautore ascolterà il poeta e viceversa, incontri e scambi preziosi che trasfigureranno ed esalteranno  gli scorci più belli e sconosciuti dell’Appennino. Il borgo de La Scola arroccato attorno alle sue torri e ai suoi due oratori risalenti al 1300;  il Poranceto – un fiabesco bosco di castagni secolari; il parco fluviale del greto del Reno che solca la valle del Molino del Pallone; gli ampi panorami che abbracciano Suzzano; la bellezza domestica di Massovrana di Badi e  la dolcezza dei declivi di Capugnano. 

I luoghi che “daranno asilo” alla rassegna sono i protagonisti, come gli artisti e i loro abitanti, di un evento che accade una volta all’anno ma che porta con sé il lavoro dei mesi precedenti, fatto di incontri, di laboratori, di pensieri condivisi davanti al fuoco, la lenta e paziente creazione di una comunità sensibile all’incontro con “lo straniero”, un appuntamento vissuto gioiosamente dagli abitanti stessi che accolgono i visitatori in un vero e proprio “ricevimento” culturale aperto a tutti. I buffet con prodotti locali saranno infatti preparati dalle pro loco, dalle associazioni culturali, o da semplici cittadini e cittadine che desiderano contribuire alla realizzazione della manifestazione. Infine, ma non meno importante, è la gratuità della rassegna che ribadisce il valore imprescindibile della cultura – da considerarsi come qualcosa che deve essere pubblico, diritto e possibilità a cui tutti sono invitati.

 

PROGRAMMA

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e si svolgono a partire dalle ore 21:00

 

L’anteprima della rassegna, che vuole essere un momento dedicato all’incontro con artisti emergenti o addirittura esordienti, si terrà domenica 4 agosto nel bel clima domestico del borgo di Massovrana (Badi/Castel di Casio) un abbraccio di casette appena sopra il Lago di Suviana che faranno da palco al live acustico del cantautore olandese Bart la Falaise che, accompagnato da un altro musicista, interpreterà canzoni inedite e cover con una voce limpidissima e delicata. Federico Frascarelli, un altro giovane cantautore, presenterà alcuni brani chitarra e voce dal suo Mi manda 2 righe. Nel corso della serata si terranno letture corali, improvvisate, folli e iridescenti di 4 poeti underground molto diversi tra loro ma uniti da una vena poetica che lascerà sicuramente stupiti gli spettatori. La voce delicata ma salda di Franca Mancinelli; il tono agrodolce venato di un’amara ironia che canta la vita la morte il sesso nel nostro tempo di Marco Simonelli; le spirali di senso e suono che come linfa di pianta innervano i versi di Francesca Matteoni; la freschezza e i brevi lampi che raccontano per immagini di Manuela Dago una delle fondatrici di Sartoria Utopia, ‘capanna editrice’ di libri di poesia cuciti a mano.

Lunedì 5 agosto inizia ufficialmente la rassegna che si sposta nel Comune di Granaglione a Molino del Pallone e più precisamente nel “parco fluviale” che si estende lungo la riva del fiume Reno, bonificata dagli abitanti del paese e gestita dalla Proloco del Molino.

Acqua che chiama acqua perché uno degli ospiti del parco sarà il cantautore siciliano Colapesce (Lorenzo Urciullo, nel 2010 lancia il progetto solista Colapesce in riferimento alla leggenda siciliana di Colapesce, il ragazzo “pesce” che amava stare nel mare a tal punto da non riemergerne più) che con l’album Un meraviglioso declino si è aggiudicato la “Targa Tenco 2012”  come “migliore opera prima” e il premio “Fuori dal Mucchio” (assegnato dal mensile Il Mucchio Selvaggio) per il “Miglior esordio”. E se Colapesce suonerà dal vivo facendo riemergere quel “meraviglioso declino” che accompagna la vita comune corrosa dalla crisi ma che allo stesso tempo fa riscoprire quelle piccole cose che fanno “sognare ancora”, al poeta senese Stefano Dal Bianco è affidata la parola che “conferma l’inquietudine profonda del suo rapporto con l’esistere e la sua ansia di libertà in un mondo di anime costrette“. Scandita in sette parti, come le sette note della scala musicale, la nuova opera di Dal Bianco Prove di Libertà (ed. Mondadori) esplora le contraddizioni del sentimento e del pensiero, l’antinomia tra spinta alla consapevolezza e levità di una più naturale adesione alla vita.

Dal fiume e dai “meravigliosi declini poetici” della prima serata la rassegna, martedì 6 agosto, si sposta verso Vergato da cui si sale ad ottocento metri di altezza al panoramico Suzzano con le sue case in pietra arenaria. Qui gli abitanti addobberanno la piazzetta preparando anche un piccolo buffet di benvenuto, mossi  dall’entusiasmo e dalla stessa tenacia che ogni anno gli ha permesso di organizzare una famosa festa  popolare che radunava centinaia di persone provenienti dai paesi delle Valle del Reno. Forti di questa tradizione e volendo mantenere vivo un luogo che altrimenti rischierebbe di essere spopolato, la terza tappa della “mappa poetica” de l’importanza di essere piccoli ospita la poetessa e traduttrice Anna Maria Carpi una tra le più importanti ed interessanti autrici e intellettuali contemporanee. Formatasi all’Accademia di Brera, partecipando a esposizioni a Milano e a Colonia, ha vissuto per diversi periodi a Bonn; saggista e traduttrice di poeti tedeschi (da Gottfried Benn, Kleist, Nietzche, Grünbein a Enzensberger) si confronta con la vita quotidiana e con le grandi domande ontologiche, con quel mistero abissale che si cela nei gesti di tutti i giorni, nella vita che scorre come la prosa e che ha slanci di verticale poesia. Un linguaggio familiare che filtra nella pelle, arriva anche alle persone che non sono “abituate” ad ascoltare poesia. Una leggibilità che è tipica invece della musica proposta per quest’occasione dal musicista, produttore e songwriter Giangrande, capace di muoversi con grazia ed eleganza all’interno dei diversi linguaggi e stili musicali: dalla canzone d’autore all’elettronica fino alla colonna sonora. In questo momento in tour con Daniele Silvestri come chitarrista della band, Giangrande porta a Suzzano il suo ultimo album da solista, Directions, prodotto da Paolo Benvegnù. Un album dalle atmosfere delicatissime, cantato in tre lingue, un respiro internazionale che però bene si sposa -grazie alla delicatezza della voce di Giangrande- con l’intimità di un piccolo borgo.

Mercoledì 7 agosto la geografia poetica della rassegna si addentra nel cuore di un bosco di castagni secolari nel Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone in località Poranceto (nel comprensorio del comune di Camugnano). Nel raccoglimento del castagneto, in quel silenzio referenziale che si crea a contatto con la natura, gli ospiti potranno ascoltare la “mitologia contemporanea” di Ida Travi. Poetessa, ma anche studiosa di filosofia, Ida Travi con il saggio L’aspetto orale della poesia pubblicato dal 2000 al 2007 in tre edizioni, avvia una sua riflessione personale sul rapporto tra poesia e filosofia, in particolare tra lingua poetica e lingua materna, oralità che diventa cardine della sua scrittura e una traccia del dire. La parola detta da Ida Travi, che ripesca i toni e le voci dalla memoria in un “impasto” sensoriale, e la parola cantata, dolentemente dialettale dello straordinario cantautore siciliano Cesare Basile, permeeranno il sottobosco de Il Poranceto con toni alti e gravi. Cesare Basile suona e scrive dall’inizio degli anni ottanta e tra le sue collaborazioni vanta quella con John Bonnar (Dead Can Dance), Nada, Lorenzo Corti (Cristina Donà, Delta V, aka Musical Buzzino), Valentina Galvagna e Marta Collica (Sepiatone). Dopo aver soggiornato a Berlino e a Milano, nel 2011 Basile rientra a Catania dove sposa la causa del Teatro Coppola Occupato che lo impegnerà anche nei lavori di ristrutturazione. Dal lavoro nel cantiere del teatro sono nate le dieci tracce dell’ultimo album Cesare Basile (febbraio 2013 Urtovox) un disco blues “situato tra la tradizione popolare italiana ed il folk americano delle radici, cantato in siciliano con una voce che graffia l’anima”.

Giovedì 8 agosto il paesaggio che comprenderà l’incontro con la poesia di Antonella Anedda e la musica di Pino Marino sarà quello della campagna intorno al comune di Grizzana così cara all’artista Morandi. Le curve delle colline, i profili brulli dei calanchi, sono i quadri malinconici e nostalgici che circondano l’antico borgo de La Scola. Di origine militare bizantina Scola, nel corso dei secoli, assume una fisionomia difensiva con torri che permettono la sicurezza del borgo ed è grazie a queste torri che il borgo è riconoscibile anche da lontano. Bellissima, con la sua meridiana settecentesca, l’edicola e gli affreschi, il forno quattrocentesco con mensole scolpite, finestre con formelle d’arenaria incise con simboli comacini, la Scola è una partitura di memoria, di storie e di leggende così ben custodite dall’Associazione Sculca composta da volontari che ancor oggi si prendono cura di un dono tramandando dal tempo. Non poteva esser scelto luogo migliore per raccogliersi intorno alle parole “salvifiche”di Antonella Anedda e alle sue meditazioni liriche. “Premio Rèpaci Viareggio” 2012 con la raccolta Salva con nome, Anedda con i suoi ultimi versi aggiunge un ulteriore tassello a un percorso poetico animato da un pensiero sotterraneo. La sua poesia “naviga nel sangue fino al cuore” e lo fa con la precisione di un “agocucendo con pazienza i significati, i nomi che, come indica il titolo dell’ultima raccolta, esistono per affacciarsi al mondo. E se Antonella Anedda “cuce” i versi, il raffinato cantautore Pino Marino inanella parole come perle, componendo canzoni raffinate caratterizzate da sonorità scarne ed intimistiche. Compositore, autore, pianista e chitarrista, legato alla miglior tradizione del cantautorato italiano, Pino Marino per molti anni ha portato la sua musica nei locali capitolini. Dopo diversi progetti che lo hanno portato a ricevere prestigiosi riconoscimenti come il “Premio Recanati” premio Italiano “Musica Emergenti”  nel 2000 con la collaborazione di Mauro Pagani e David Petrosin,  pubblica il suo primo album, Dispari con il quale vince il “Premio Ciampi” nel 2001. Con il suo secondo lavoro Non bastano i fiori (2003) la critica si fa unanime e Federico Guglielmi della rivista musicale “il Mucchio selvaggio” scrive:  “…una voce evocativa che intona testi per i quali si può scomodare il termine poesia, poesia concreta e surreale, profonda e ironica, intrisa di malinconia così come illuminata di speranze (…)”

Venerdì 9 agosto termina il viaggio degli artisti e degli spettatori nelle terre dell’Appennino con il consolidato appuntamento a Capugnano (Porretta Terme), dove sul palco saliranno altri due grandi artisti: Milo De Angelis e Umberto Maria Giardini.

Milo De Angelis è una delle voci più importanti della poesia italiana contemporanea, poeta che frequenta gli abissi e i “cortili oscuri della vita” e lo fa sporgendosi nei precipizi, negli orridi della vita per ripescarne una parola scarna, non spettacolare, che batte come un corpo che duole, che indica un verso, una caduta. Dalla pietra miliare Millimetri del 1983 fortunatamente riedita dopo trent’anni dal Saggiatore, alla dolente e meravigliosa raccolta di dolori di Tema dell’addio, fino alle poesie di Quell’andarsene nel buio dei cortili dove i ricordi d’infanzia, gli amori, il calcio, gli amici,e i cortili milanesi sono sempre attraversati dal buio, un buio che è il risvolto segreto della luce, un buio che convoca a giudizio. Oltre ad essere un grande poeta De Angelis ha tradotto superbamente dal francese e dalle lingue classiche Racine, Baudelaire, Blanchot, Eschilo, Lucrezio.

Sarà, infine, l’atteso live acustico di Umberto Maria Giardini (conosciuto per molti anni con lo pseudonimo Moltheni) a chiudere la serata e la terza edizione della rassegna, e lo farà con il suo canto aperto e suggestivo che conduce in territori onirici. Un’esibizione insolita dove ai suoni più elettrici del bellissimo e ultimo disco La dieta dell’imperatrice, si darà spazio ad arrangiamenti più melodici, e in scena con la sua contraddistinta grazia, Umberto Giardini darà sicuramente il meglio di sé a ricordarci che “l’unico sollievo che l’uomo può succhiare direttamente dalla sua volgare esistenza è dato dalla natura e dal silenzio. Ovunque c’è natura, ovunque c’è silenzio, c’è speranza” considerazione che sembra essere in dialogo con uno dei versi più belli di Milo De Angelis contenuti nella storica raccolta Millimetri: “In noi giungerà l’universo, | quel silenzio frontale dove eravamo | già stati”.

Come ogni anno a dare il benvenuto agli artisti e al pubblico ci sarà la calorosa ospitalità dell’Associazione Beata Vergine della Neve e della Proloco che come tutti gli anni per l’occasione cucineranno crescentine, tigelle e polenta.

Ad arricchire la rassegna saranno presenti i due bookshop della libreria “L’Arcobaleno” di Porretta e de “LO SPAZIO di via dell’ospizio” di Pistoia, oltre che la presenza di una vetrina aperta all’innovativa e ricercata piccola casa editrice “Sartoria Utopia” con i suoi colorati ed eleganti libri cuciti a mano. Verranno inoltre messi in vendita a sostegno delle attività del festival alcuni esemplari di poster d’arte numerati, pezzi unici realizzati appositamente per il festival secondo le antiche modalità di lavoro dalla tipografia d’arte bolognese Anonima Impressori. Inoltre nei giorni del festival e in quelli precedenti alcune realtà locali realizzeranno piccoli gadget a sostegno del festival, come per esempio i segnalibri con su riportato un verso di Umberto Saba sul pane e dati in omaggio dall’Antica Forneria Corsini di Porretta Terme, nella convinzione che la cultura sia altrettanto importante nutrimento.

L’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI – III edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino bolognese

dal 4 al 9 agosto 2013

con il contributo di

Arci Bologna, Regione Emilia Romagna Fondazione del Monte,Provincia di Bologna Distretti Culturali

e il sostegno dei comuni di

Castel di Casio, Gragnaglione, Grizzana Morandi, Porretta Terme, Vergato

e del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone

e di Coop Reno, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Banca di Imola Filiale di Porretta Terme, Proloco di Capugnano, Associazione Parrocchiale Beata Vergine delle Nevi, Proloco di Molino del Pallone, Proloco di Cereglio

con la collaborazione e il sostegno di

Associazione Parrocchiale “Beata Vergine della Neve”; Pro Loco di Capugnano; Pro Loco di Cereglio; Pro Loco di Molino del Pallone; “Antica Forneria Corsini” di Porretta Terme; “The Califfo” Pub di Porretta Terme; Libreria “L’Arcobaleno” di Porretta terme; Libreria “Lo Spazio di via dell’ ospizio” di Pistoia; Gelateria “La Baracchina” di Porretta terme; Centro Turistico “La Prossima” di Castel di Casio; Associazione culturale  “Sculca”.

  • 4 agosto – Massovrana (Castel di Casio) h 21 in caso di pioggia: sala interna del B&B Borgo Massovrana
    MANUELA DAGO, FRANCA MANCINELLI, FRANCESCA MATTEONI, MARCO SIMONELLI
    (letture poetiche) BART LA FALAISE & “SOCIO”(live acustico); FEDERICO FRASCARELLI (live acustico)
  • 5 agosto – Molino del Pallone (Granaglione) h 21 in caso di pioggia: Molino del Pallone, sala proloco
    STEFANO DAL BIANCO  (lettura/incontro) COLAPESCE (live acustico)
  • 6 agosto – Suzzano (Vergato) h 21 in caso di pioggia: Suzzano, sala proloco
    ANNA MARIA CARPI (lettura/incontro) GIANGRANDE (concerto)
  • 7 agosto – Poranceto (Camugnano) h 21 in caso di pioggia: Sala  Parco dei Laghi, p.zza  Kennedy 10, Camugnano
    IDA TRAVI (lettura/incontro) CESARE BASILE (live acustico)
  • 8 agosto – La Scola (Grizzana Morandi) h 21 in caso di pioggia: La Scola, sala Associazione La Sculca
    ANTONELLA ANEDDA (lettura/incontro) PINO MARINO (live acustico)
  • 9 agosto – Capugnano, Porretta Terme h 21  in caso di pioggia:  Capugnano, Oratorio della chiesa di San Michele Arcangelo
    MILO DE ANGELIS (lettura/incontro)UMBERTO MARIA GIARDINI (live acustico)

 

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

 

INFO

www.sassiscritti.wordpress.com

sassiscritti@gmail.com

fb: L’importanzaDiEsserePiccoli

mob: 349 5311807 | 349 3690407

Le foto degli artisti e dei luoghi in cui si svolgerà la rassegna sono disponibili all’indirizzo: www.arcibologna.it/area_stampa

Come raggiungere i borghi:http://sassiscritti.wordpress.com/come-arrivare/

UFFICIO STAMPA

Arci Bologna: Rossella Vigneri (+39 349 8354451) I ufficiostampa@arcibologna.it

SassiScritti: Azzurra D’Agostino – 349 5311807 | azzurradagostino@gmail.com

L’importanza di essere piccoli (festival)

“Vola alta, parola, cresci in profondità.” M.Luzi

Comunicato stampa

L’importanza di essere piccoli

rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino bolognese

II edizione

un progetto circolo Arci Associazione Culturale “Sassiscritti”

direzione artistica Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli

con il contributo di Regione Emilia Romagna, Arci Bologna, Fondazione del Monte

il patrocinio di Provincia di Bologna

 il sostegno dei comuni di Porretta Terme, Camugnano, Castel di Casio e di Banca di Imola Filiale di Porretta Terme, Coop Reno, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Hotel Helvetia Thermal Spa, Associazioni il Rugletto, Proloco di Capugnano, Beata Vergine delle nevi, La Pieve di Guzzano

AD AGOSTO LA MUSICA E LA POESIA

SI DIFFONDONO NEI SUGGESTIVI SCENARI DELL’APPENNINO TOSCO EMILIANO

“Vola alta parola, cresci in profondità”, è il verso di Mario Luzi scelto per la seconda edizione della rassegna di poesia e musica “L’importanza di essere piccoli” organizzata dall’associazione culturale SassiScritti Circolo Arcidi Porretta Terme (Bo)con la direzione artistica di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli.

Una rassegna che attraversa i luoghi inusuali spesso abbandonati delle province montane, borghi e paesi dimenticati in cui ancora è possibile assaporare un’atmosfera di partecipazione e di condivisione resa viva dagli stessi abitanti, vera risorsa per questi giorni di poesia e musica.

Il seme del tarassaco che si sta per staccare è la metafora di una vita semplice ma carica di senso che vola alta nei campi e poi attecchisce nei prati crescendo in profondità.

Un’onda e una diffusione che con questo festival è anche della parola: quella lieve e abissale della poesia e della musica, caparbia nel mettere radici e lieve nel lasciarsi trasportare dal vento.

Francesco Guccini, Paolo Benvegnù, Perturbazione, Andrea Appino di Zen Circus, Vivian Lamarque, Franco Buffoni, Valentino Zeichen, Giuliano Scabia, Carlo Maver sono solo alcuni degli ospiti che soffieranno e diffonderanno poesia e musica in frazioni spesso trascurate dalle traiettorie turistiche usuali, ma che sono speciali finestre su panorami di rara bellezza.

Castelluccio, Poggiolforato, Monte di Badi, Guzzano, e Capugnano sono i borghi che “daranno asilo” alla rassegna, una festa vissuta gioiosamente dagli abitanti stessi, che accoglieranno i visitatori in un vero e proprio “ricevimento” culturale aperto a tutti. I buffet con prodotti locali saranno infatti preparati dalle pro loco, dalle associazioni culturali, o da semplici cittadini e cittadine che desiderano contribuire alla realizzazione della manifestazione.

La partecipazione della comunità è il vero valore de “L’importanza di essere piccoli”, qui infatti gli artisti potranno incontrare e condividere le loro esperienze con gli abitanti del luogo e i visitatori, in un tempo dilatato e riparato dal “commercio” delle scadenze quotidiane, un momento di ascolto e scambio reciproco chepermette un contatto autentico e senza filtri.

Gli organizzatori hanno scelto di non accompagnare gli artisti con relatori e con presentatori, ma musicisti e poeti saranno soli di fronte al pubblico, permettendo un contatto autentico e senza filtri con chi ha scelto di trascorrere qualche ora fuori dal “traffico quotidiano” delle vacanze agostane.

IL PROGRAMMA

Si inizia lunedi 6 agosto alle ore 21 nell’ampio parco che si estende di fronte al Castello Manservisi di Castelluccio di Porretta Terme, dove la scoperta e l’ascolto della parola sarà affidata a Francesco Guccini. Il grande cantautore emiliano si racconterà nella sua doppia veste di scrittore e cantautore, percorrendo insieme al pubblico la sua lunga carriera, che non ha certo bisogno qui di presentazioni.

Un modo inedito e speciale di conoscere una delle voci più amate del panorama italiano da molti decenni.  Farà da contrappunto a questo speciale racconto il giovane cantautore toscano Andrea Appino degli Zen Circus, band che si sta imponendo negli ultimi anni all’attenzione del pubblico nazionale, e che può vantare numerose collaborazioni con artisti internazionali, dalle sorelle Kim e Kelley Deal (Pixies, Breeders, The Kelley Deal 6000), a Brian Ritchie, bassista dei Violenti Femmes, fino all’incontro con il tastierista Jerry Harrison dei Talking Heads e con il chitarrista Giorgio Canali (CCCP, C.S.I., PGR).

Il secondo appuntamento è previsto per martedi 7 agosto quando la rassegna alle ore 21 si sposta a Poggiolforato, nel comune di Lizzano in Belvedere. sotto le vette del Corno alle Scale, ospite dell’associazione “Il Rugletto”. Sarà Valentino Zeichen, uno dei poeti riconosciuti come tra i più importanti e raffinati della scena nazionale contemporanea, ad aprire serata che potremmo definire ‘capitolina’. La poesia narrativa di Zeichen – a detta della critica – è caratterizzata da un forte estro creativo ed è apprezzabile anche grazie alla sua scorrevolezza e per il sottile senso di umorismo che la contraddistingue. E sul filo dell’umorismo e della satira si proseguirà, con due giovani autori romani: Graziano Graziani, giornalista e scrittore, leggerà infatti dal suo ultimo libro “I sonetti der Corvaccio”, una particolare raccolta alla “Spoon River” ambientata in un bizzarro camposanto dialettale. Graziani sarà accompagnato alla chitarra dagli stornelli dal critico teatrale e scrittore Simone Nebbia. Si chiuderà l’appuntamento brindando col vino dei colli assieme agli autori.

Dagli scorci regalati dalle valli del più alto monte dell’Appennino bolognese si passerà alle dolci colline del comune di Camugnano che, come una corolla, circondano il piccolo borgo della Pieve di Guzzano, la chiesa, le cui prime tracce risalgono al X secolo, farà da sfondo alla lettura e al concerto di mercoledi 8 agosto. Dalle ore 21, infatti, si potrà ascoltare la poesia di Franco Buffoni, le cui pluripremiate raccolte sono ora riunite nella prestigiosa collana degli Oscar Mondadori. Buffoni, che è anche traduttore, docente universitario, saggista e romanziere, è apprezzato non solo in Italia, come dimostrano le traduzioni delle sue poesie in inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese. Seguirà la lettura incontro l’atteso live acustico della band torinese Perturbazione, tra i gruppi più interessanti della scena italiana (tra l’altro vincitori del premio “Miglior Tour Italiano 2003” al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza). Sono stati inoltre protagonisti di prestigiosi eventi, come la sonorizzazione della copia restaurata dal Museo Nazionale del Cinema di Maciste e lo spettacolo teatrale Le città viste dal basso (con i cantanti di Massimo Volume, Baustelle, La Crus, Virginiana Miller e altri).

Sarà invece itinerante ed esclusivo per la rassegna il seminario “camminante” condotto da Giuliano Scabia giovedì 9 agosto alle ore 18 (prenotazione obbligatoria: 349 5311807) quando si scoprirà un borgo segreto, nascosto tra castagneti secolari e sentieri suggestivi che porteranno al Monte di Badi nel comune di Castel di Casio e al suo antichissimo Oratorio Sant’Ilario. Si intitolerà “I canti del guardare lontano” questa ‘meditazione sulla passeggiata’ che prende le mosse dall’omonima raccolta poetica di Giuliano Scabia recentemente uscita per Einaudi. Giuliano Scabia, uno degli artisti più importanti della seconda metà del novecento guiderà attraverso i boschi una passeggiata davvero particolare coinvolgendo gli stessi abitanti dei borghi che custodiscono la bellezza di questi luoghi dimenticati. Negli anni 70 Giuliano Scabia insegnava a Bologna e portava a Franco Basaglia, nel manicomio di Trieste,  una lunga esperienza compiuta con il teatro di strada, con studenti, attori, musicisti, e nelle aule universitarie. Giuliano Scabia è un uomo di teatro, un poeta, illustratore, cantastorie, regista, attore…che fa germogliare il teatro in luoghi inconsueti, va in giro per i paesi e conduce le persone in viaggi indimenticabili. E anche la passeggiata ideata per “L’Importanza di essere piccoli” passerà per diverse tappe, tasselli di un racconto speciale che si lega in modo stretto ai luoghi che si attraverseranno: storie degli abitanti, poesie dedicate all’Appennino, narrazioni di epiche gesta come la fondazione delle scuole in montagna. Il contraltare musicale sarà il bandoneon di Carlo Maver, eclettico musicista di respiro internazionale.

L’ultima sera è quella della festa nel prato antistante la Chiesa di San Michele Arcangelo a Capugnano, una piccola frazione del comune di Porretta Terme.Qui venerdì 10 agosto alle ore 21 la poesia sarà quella degli splendidi versi di Vivian Lamarque, milanese d’adozione e Ambrogino d’oro nel 2008 quale riconoscimento al suo lavoro da parte della città. Oltre a contare numerose pubblicazioni e premi di poesia, il suo lavoro di autrice comprende una quarantina di fiabe tradotte in varie lingue (Premio Rodari  1997, Premio Andersen 2000). Ha inoltre tradotto, tra gli altri, Valéry, Baudelaire, La Fontaine e da vent’anni scrive sul Corriere della Sera. Chiuderà il festival il cantautore Paolo Benvegnù, fondatore degli Scisma (band plurivincitrice di Arezzo Wave e del Premio Ciampi), e che da alcuni anni  porta avanti una brillante carriera da solista che lo vede collaborare tra gli altri con David Riondino, Stefano Bollani.  Irene Grandi e  Afterhours. Tra i molti estimatori del lavoro di Benvegnù citiamo almeno Mina, che ha inserito e reinterpretato una sua canzone. Il suo ultimo album “Hermann”, presentato tra l’altro nella trasmissione televisiva “Parla con me” di Rai 3, ha ricevuto il Premio Radioindie Music Like, come artista più trasmesso dal circuito radiofonico che determina la classifica Indie Music Like e si è classificato secondo alle Targhe Tenco2011, nella categoria miglior disco in assoluto dell’anno. Inoltre Paolo Benvegnù è tra i vincitori del PIMI (premio miglior solista dell’anno) – Premio Italiano Musica Indipendente 2011.

 

Con il contributo di Regione Emilia Romagna, Arci Bologna, Fondazione del Monte, Coop Reno, Banca di Imola Filiale di Porretta Terme, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Hotel Helvetia Thermal Spa

 

Con il sostegno dei comuni di Camugnano, Castel di Casio, Porretta Terme

 

Con la collaborazione e il sostegno di:

 

ASSOCIAZIONE AMICI DEL CASTELLO MANSERIVISI PRO LOCO “IL FAGGIO”

ASSOCIAZIONE IL RUGLETTO

ASSOCIAZIONE LA PIEVE DI GUZZANO

ASSOCIAZIONE PARROCCHIALE “BEATA VERGINE DELLE NEVI”

PRO LOCO DI CAPUGNANO

PARROCCHIA DI CAMUGNANO

ANTICA FORNERIA CORSINI di Porretta Terme

THE CALIFFO PUB di Porretta Terme

LIBRERIA L’ARCOBALENO di Porretta Terme

GELATERIA LA BARACCHINA di Porretta Terme

CENTRO TURISTICO LA PROSSIMA di Castel di Casio

BARACCHINA F.LLI TAVIANI Lago di Suviana (Castel di Casio)

 

 

INFO E PRENOTAZIONI

gli eventi del 6, 7, 8 e 10 agosto sono a ingresso gratuito

9 agosto ore 18 ingresso (compreso di libro): 12 euro  (prenotazione obbligatoria: 3495311807)

 

Le foto degli artisti e dei luoghi in cui si svolgerà la rassegna sono disponibili all’indirizzo: www.arcibologna.it/area_stampa

http://www.sassiscritti.wordpress.com

sassiscritti@gmail.com

mob: 349 5311807 | 349 3690407

L’ufficio stampa

Rossella Vigneri (+39 349 8354451)

ufficiostampa@arcibologna.it

Daria Balducelli | 349 3690407

Azzurra D’Agostino | 349 5311807

Come arrivare:

Castello di Manservisi/Castelluccio: da Porretta Terme direzione Castelluccio per 6 km circa, il Castello è all’entrata del borgo.

Poggiolforato/Lizzano in Belvedere: da Silla (a circa 2 Km da Porretta Terme verso Bologna) seguire le indicazioni per Lizzano in Belvedere/Vidiciatico/La Ca’ per circa 20km a La Ca’ svoltare a destra e seguire indicazioni Poggiolforato.

Pieve di Guzzano/ Camugnano: da Pistoia: a capostrada imboccare la SS64 (indicazioni per Porretta/Bologna) dopo 30 km circa in loc. Taviano seguire indicazioni per Lago di Suviana, superarlo e seguire per Baigno, dopo 3 Km all’incrocio seguire per Camugnano.

Superate le pale eoliche sulla sinistra prendere la prima strada (per Guzzano) e percorrerla tutta alla pieve. Da Bologna: a Sasso Marconi imboccare la SS64 direzione Pistoia; a Riola seguire le indicazioni per Ponte di Verzuno/Camugnano, superato Camugnano proseguire

verso Baigno; sulla destra (prima del bivio che indica 3 km da Baigno) prendere la strada per Guzzano Oratorio di Sant’ Ilario/ Monte di Badi (Castel di Casio) da Pistoia: a capostrada imboccare la SS64 (indicazioni per porretta/bologna) dopo 30 km circa in loc. Taviano seguire indicazioni per Badi; dopo circa 3km, passato un quadrivio, svoltare a destra per monte di badi seguire indicazioni oratorio per Sant’Ilario.

Da Bologna: a Sasso Marconi imboccare la SS64 direzione Pistoia, arrivati a Porretta proseguire fino a loc. Ponte della Venturina da qui seguire le indicazioni per Castel di Casio/Badi/Lago di Suviana, poco prima di Badi seguire indicazioni oratorio di sant’ilario.

Capugnano (Porretta Terme): da Porretta seguire per Castelluccio e dopo 3 km svoltare a sinistra per Capugnano.

Azzurra D’agostino e Marco Simonelli (anteprima XI quaderno Marcos y marcos)

AZZURRA D’AGOSTINO

Questo inverno indifendibile
questo lungo inverno e chi lo abita
si confondono nel niente della neve
o sui segni che il tronco della betulla
mostra nella luce più corta dell’anno.

È l’estrema notte, l’aspra notte impronunciabile
impigliata nei ricami del gelo che decifriamo
a stento. Il sambuco e l’agrifoglio, vedili, come sfondano
di verde il vetro della nebbia il segreto del sopportare
anzi: del portare l’austerità del freddo a linfe morbide
trasformando quel poco d’alba in frutti carnosi.

Quanta sete tra i nostri simili, che lunga malattia
ci affligge – questo è chiaro nel vedere come sta
composta la zolla riversa, il passero arruffato annodato
al ramo spoglio, il vaglio delle ore che fa il gatto alla finestra.

*

Come molto più grande sembra la montagna
con l’accenno di neve che appena, sulle coste,
la rivela. Uno scoglio immenso solo di poco
invecchiato, un broglio di nuvole intorno, l’inverno
che scivola nel buco della bocca fino al cuore
ma non lo gela. Non si è al sicuro lo stesso qui
da noi, anche se resta casa la casa e albero l’albero
anche se distinguiamo ancora i confini delle cose
il secco delle rose dal ginepro aspro e dal fango.
A pensarci, niente è un sollievo: non lo è il bianco
né la luce, né il cielo che rispunta chiaro e poi s’allunga.
Quanta bellezza in questo silenzio, che solitudine
immensa nella distanza, nella remotissima presenza
che fa di noi un altro qualunque e non lo consola.

*

Si sposta l’ombra che dev’esserci di luna che l’albero torto sembra
che la insegua mentre di notte sento le ghiande
cadere sul tetto di lamiera quasi uno sgocciolare
dei suoi pensieri, un lasciarsi andare nel mondo così
in un silenzio che non lo sente nessuno ed è bello
credere di entrare io nel buio della sua solitudine
o lui nel segreto della mia, tre rimbalzi e via,
dall’albero il frutto è in terra passando per le pieghe
del mio orecchio fino al cuore, essere in due
e sapersi come uno, il volo breve che parla di stagioni,
tempi, conoscere il seccarsi nell’umido della linfa,
l’indovinare il destino, essere vivi quando essere vivi
è capirsi.

*

L’Appennino e la primavera

Ora che ha smesso di piovere
anche noi siamo soli. Il temporale
lascia resti potenti: frane, piene,
alberi divelti, crolli, fango, gemme.
Ha sede nel sistema nervoso centrale,
dicono, l’odore dei boschi e le rondini
così distinguono la salsedine dai pini
dalle polveri africane. Diecimila chilometri
per tornare qui, ancora, gruppi piccoli
su cui buttare uno sguardo distratto.
Più sotto si inciampa in qualche albero
in fiore, in animali che alla luce dei fari
pestano cogli zoccoli l’asfalto solo un salto
e via, risucchiati da campi che sappiamo
appena misurare. Aironi che vanno o restano,
e anche i pesci che muoiono o vivono, istrici,
lupi, le malattie delle querce, delle api.
Dall’altra valle un cane abbaia
la nebbia scopre i sassi, un grumo di case
un campanile, una curva, un’erba rampicante
una goccia sulle foglie che scivola e poi cade.

*

Sta per arrivare la stagione dei canti notturni.
Di là, dietro, c’è un pino dove si nascondono gli uccelli
e nel buio costruiscono cattedrali nell’aria. Quasi
non lo si crede vero. Avevamo anche pensato cose
irreali, l’idea dei nemici, una rivolta confusa, astratta.
Uniformi che non conosciamo, parole d’ordine
irrequiete, calcoli. Ma questo non ci riguarda davvero.
La foglia descrive l’aria, un peso enorme che leggi
spiegano con esattezza. L’aria parla del buio
dove sta la radice, un nero di terra che fa con la luce
boschi, spianate d’ossigeno che crediamo per noi.
Sempre amavamo l’idea di avere tutto. Di saperlo.
Ma sulla terra frana un cielo di polveri, i dispersi
non li amiamo per davvero, ci punge la colpa, ma solo
davanti al cane che ci chiama, a volte, ci pieghiamo.

*

Lago di Suviana

Una passeggiata poco prima di buio, fiori che non si sfanno
nella pineta scricchiolante e un bacino
d’acqua scura dove tremola il doppio del mondo.
Nei tuffi del cane, nei bastoni levati per gioco,
gente coi piedi a bagno, pescatori,
un ragazzino nel silenzio delle fronde.
Così è questo, l’altro volto del male
un tempo breve, un sollievo elementare.

*

Nota

Azzurra D’Agostino ha pubblicato le raccolte poetiche D’in nci’un là (I Quaderni del Battello Ebbro, 2003), Con ordine (Lietocolle, 2005); D’aria sottile (Transeuropa, 2011). Suoi racconti e interventi critici sono stati pubblicati su varie riviste e antologie (tra cui Nuovi Argomenti vol. 51 – Mondadori, Almanacco dello specchio 2009 – Mondadori, Bloggirls – Mondadori, Best off 2006 – minimum fax e In un gorgo di fedeltà, interviste a venti poeti italiani- Il ponte del sale). È giornalista pubblicista e scrive per il teatro.

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MARCO SIMONELLI

Pretty Picture

Si sciolsero i Soft Cell nel millenovecentottantaquattro
e questo è confermabile, lo dice wikipedia, è un fatto vero
come è vero che il synth-pop negli anni ‘80 contendeva
le vette d’ hit-parade ad internazionali megalomani melodici
ed è vero come è vera la tequila, il lemon soda, il tuo bicchiere
uno schermo di ghiaccio, di bottiglia da cui mi vedi a tratti
come dietro al vetro zigrinato di una doccia con qualcuno –
ed è vero come è vero che accendo una sigaretta dietro l’altra
solamente quando percepisco nell’ambiente un’insolita tensione.

Ed è vero come è vero che Marc Almond si chiede con Sex Dwarf
se non sia carino veramente, con zuccherini e poi con spezie varie
attirare un bambolotto, un tipo truzzo, un tizio danzereccio
in una vita scandalosamente piena di vizio abbacinato
come è vero che nell’ottantaquattro avevo solamente cinque anni
e davvero pensavo che da grande in una discoteca succedessero
le cose che un bambino non dovrebbe certamente mai vedere
ma ero un tipo attento e interessato, divoravo conoscenze
e inoltre ballare mi piaceva, soprattutto poi davanti ai grandi.

E questa non è altro che una prova schiacciante e non so bene
se per l’accusa oppure la difesa ma rimane comunque un fatto vero,
una foto sfocata che ti ritorna in mente come alla radio un ritornello –
e se adesso so con sicurezza ciò che si dice in giro degli uomini bassini
è solo perché anch’io sbiadendo m’ingiallisco e poi passo di moda
come Marc Almond che adesso canta le canzoni di Jacques Brel
e tuttavia rimane un fascinoso cinquantenne, e la tequila è lì
che mi separa da te, da qualcun altro, in una discoteca di vaniglia
dove conta solamente la presenza, qualunque cosa accada.

Epicedio

All’ombra dei fanciulli che bulli ci fiorivano dappresso
abbuiati dai Cure e dai Bauhaus, soundtrack dei giorni insieme
se n’andava la speme a farsi benedire. Soffrire non serviva:
lasciva quella morte c’attirava, e bastava ascoltarla
commerciale in cassette duplicate, lasciarla musicale
che fosse look per intellettualoidi liceali e depressi come noi.

La tua professoressa di latino t’incrinava il destino con i tre.
Io e te eravamo gli scemi del villaggio.
Nel paesaggio due semi intestarditi insieme impollinati
e l’unico sbocciare fu solo nei capelli colorati,
fu solamente nelle pelli bianche; in due su un motorino
o al giardino dove fumavamo, facendo sega a scuola.

Adesso vola solamente il ricordare, per te che stai col Corvo,
le fasce stile Brandon Lee del non sopravvissuto, stormi d’uccelli neri,
che ieri c’era da mandare a mente quel brano dei Sepolcri che non so.
Ma oggi no: ti porto in lutto dark, con thanatos e con eros,
metamorfosi d’Ovidio, compagno adolescente.
In modo differente ci trasformammo in niente.

Spiaggia libera

Viale dei Tigli, la variante Aurelia srotola la strada: siamo nello sciame,
magliette, ciabatte, stampate fantasie multicolori, un fluorescente
succhiare di Calippo per la strada; domenica, c’è il sole, tutti quanti
quantificano all’aria la pelle nuda ancora da ustionare.

Passeremo svoltando la pineta, sicuri di trovarti ancora lì.
Il tuo tipo è uno che respira: una faccia da schiaffi, tatuato,
efebico oppure ipertricotico, lo strepitoso fascino
dell’ultracinquantenne in piena forma. E dopo le dune l’orizzonte.

Sei fissa in una fascia Gucci bianca intera, sei Liz Taylor,
la Circe più abbronzata e bionda tinta della costa.
Anna, minaccia ancora la nostra ingenuità. Hai quarant’anni.
Distesa sul tuo telo rosa fuxia circòndati di giovani,

più giovane tu di quella giovane che vinse l’anno scorso
lo sponsorizzato concorso di Miss Trans.
Stenderemo intorno al tuo gli asciugamani, riprenderai la storia
di un autunno che chirurgicamente tu non senti:

ricevi a casa adesso, eppure nei dintorni ci passi volentieri,
saluti le tue amiche, ci racconti di un’età lontana quando eri
a Livorno ragazzino e non ancora Towanda la Guerriera.
E poi siliconati impianti e mai avvenute evirazioni.

Quando dalla base americana sfrecciavano le reclute
i rangers, per te tutti marines: tutta salute all’epoca del dollaro!
Limpidi guanti: l’Aurelia a Migliarino, Marina di Vecchiano.
Avevi una roulotte. Passavi avanti a tutte per un salario serio.

Adesso puoi permetterti di scegliere: estrogeni, lunga transizione –
l’hai letto sul tuo corpo che l’uomo da solo si spaventa.
I tuoi contanti dentro al portafoglio proteggono il domani
dall’incerto precariato. L’hai sudato, questo apprendistato.

Gli uomini sono come dei gattini, non devi accarezzarli contropelo
si rischia il graffio, un taglio involontario e curati di te
e solo dopo curati di loro: passa i polpastrelli dietro al collo,
le loro fusa spasmi, un lamentarsi al caldo del sudore.

A mezzogiorno pranzi col ghiacciolo, dagli ambulanti compri
braccialetti di filo colorato, ad ogni nodo un desiderio:
gli amici, dimagrire, i conoscenti: pochi ma leali.
Verrai da noi a cena. Arriverai col sugo per la pasta.

All’una un’altra lucky strike, assisti alla sfilata:
abbronzàti si scrutano bagnandosi i piedi alla battigia,
l’incendio dei costumi. Sono mimmi
nei giorni di vacanza, non sai se in salvo o in saldo.

Da quando l’hai rivisto non fai che ripensarci.
Ricordi come pianse quando seppe; il suo corpo tremava,
scoraggiato ti disse che eri bella come una regina.
Si guardava peloso il ventre piatto. Gli estrogeni erano impossibili.

La resina s’appiccica sui corpi, è stato come un pianto.
Li vedi ritornare, riconsideri il sorriso, il pomeriggio
scroscia in chiacchiericcio, sei raggiante, la tua socialità
dimentica imprevisti e probabili armatori vedovi da poco.

L’amore equo e solidale lo impareremo dopo.
Diana cacciatrice: sei come Salomè con il battista,
l’esperienza ti ha insegnato a fischiare agli stalloni
come fossi un camionista.

Adesso ti slanci, una corsa di cerbiatto e spruzzi il mare
le onde che affronti in pieno petto ti spostano il costume,
mostri il seno e per pudore abbassiamo tutti gli occhi,
e tu ci guardi come quelli che restano all’asciutto.

MARCO SIMONELLI è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Lavora come traduttore. Ha pubblicato Memorie di un casamento ferroviere del ‘66 (Florence Art, 1998), Sesto Sebastian – Trittico per scampata peste (Lietocolle, 2004), Palinsesti (Zona, 2007) e Will – 24 sonetti (d’If, 2009). Per Black Sun Productions ha scritto i testi di Hotel Oriente (anarcocks.com, 2011)

L’importanza di essere piccoli (rassegna di incontri)

Pubblico volentieri il programma de “L’importanza di essere piccoli” rassegna di incontri tra e con poeti e musicisti indie-rock/cantautori. La organizza Azzurra D’agostino insieme al Circolo Arci Sassiscritti e si terrà negli splendidi borghi dell’Appennino. Un bel programma davvero.

L’importanza di essere piccoli

rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino bolognese

un progetto di Azzurra D’Agostino ‐ Circolo Arci Sassiscritti

e con la collaborazione di Daria Balducelli

Tra le crepe dell’asfalto, tra i sassi dei muri a secco, a volte addirittura tra le

lastre di arenarie e ardesie, nascono delle pianticelle, segni eroici di una vita che

non si arresta davanti a nulla e per questo tanto evocativi e ancora in grado di

stupire.

Da questa suggestione parte la prima edizione della rassegna di poesia e musica

“L’importanza di essere piccoli”

organizzata dall’associazione culturale

SassiScritti Circolo Arci

di Porretta Terme (Bo) con la direzione artistica di

Azzurra D’Agostino in collaborazione con Daria Balducelli, che si svolgerà dal

12

al 19 agosto

in alcuni suggestivi borghi dell’Appennino bolognese.

Programma

12 agosto – Capugnano (Porretta Terme) ore 21

in caso di pioggia: oratorio della chiesa S. Michele Arcangelo, Capugnano

DA BAMBINO IL CIELO:

 

Franco Loi incontra Bobo Rondelli

Franco Loi

è considerato uno tra i più importanti poeti italiani contemporanei.

Tra le sue raccolte: “L’angel” (Mondadori 1994); “Aria de la memoria” (Einaudi,

2005), “Da bambino il cielo” (Garzanti, 2010). Sue poesie sono state tradotte in

Europa, Corea, Brasile, Paesi Arabi e negli Stati Uniti.

Bobo Rondelli

è un musicista cult livornese.

Negli anni ’90 è leader degli

Ottavo Padiglione, con “Disperati, Intellettuali,

Ubriaconi”, disco prodotto da Stefano Bollani, vince il Premio Ciampi 2001. “Per

Amor Del Cielo, 2009″, prodotto da Filippo Gatti, è arrivato tra i 5 finalisti del

Premio Tenco come Miglior Album dell’Anno. Nel 2009 il regista Paolo Virzì gli

dedica il film “L’uomo che aveva picchiato la testa”.

16 agosto – Cà Boschi, Pro loco “Le dogane” ore 21:00

in caso di pioggia: spazi interni della pro loco ”Le Dogane”

WAKING IN THE BLUE

 

: reading musicale con Emidio Clementi e Massimo

Carozzi

 

Emidio Clementi

scrittore e leader dei Massimo Volume. L’ultimo disco è

“Cattive abitudini” (La Tempesta, 2010). Tra i romanzi: “La notte del Pratello

(Fazi editore, 2001); “L’ultimo dio” (Fazi editore, 2004) e “Matilde e i suoi tre

padri” (Rizzoli, 2009). Con il progetto

El‐Muniria, realizzato con Massimo

Carozzi, ha pubblicato l’album

Stanza 218 (Homesleep records, 2004).

Da anni porta in scena reading poetici.

Massimo Carozzi

musicista. Collaborazioni con alcuni musicisti sperimentali

quali

Starfuckers, Emidio Clementi dei Massimo Volume (progetto El‐Muniria).

Realizza il seminale progetto audio/video

ZimmerFrei assieme ad Anna De

Manincor e Anna Rispoli. Nel 2010, assieme a Manuele Giannini, da vita a

Weight

And Treble

, progetto che esplora la zona grigia che divide la club culture

dall’avanguardia.

17 agosto – Poggio Moreccio, Badi (Castel di Casio) ore 21:00

in caso di pioggia: Sala Sant’Ubaldo a Castel di Casio

DALLA FABBRICA

 

: lettura di Fabio Franzin

IL MESTIERE DI VIVERE:

 

concerto di Massimo Giangrande e Andrea Biagioli

Fabio Franzin

di professione fa l’operaio. Recentemente ha vinto il prestigioso

Premio Achille Marazza. Tra le sue pubblicazioni: “Co’ e man monche/Con le

mani mozzate” (Le voci della luna, 2011), “Sienzhio e orazhion/Silenzio e

preghiera” (Edizioni Prioritarie – 2010), “Fabrica” (Ass. Culturale Atelier – 2009).

Massimo Giangrande

musicista e cantautore. Nel 1998 fonda i Punch & Judy.

Nel 2001 produce “Orchidea Porpora” di Lara Martelli con cui l’anno successivo è

ospite al Jeff Buckley Tribute di Chicago. Nel 2005 collabora con Pino Marino ed

entra nell’orchestra mobile capitolina del

Collettivo Angelo Mai. Nel 2008

pubblica “Apnea” (Fiorirari), nel 2009 collabora con Roberto Angelini, ed è

arrangiatore per la cantante e attrice francese Awa Ly.

18 agosto – Predolo (Camugnano) ore 21:00

in caso di pioggia: Sala Congressi del Parco dei Laghi, Camugnano

LA VANITÀ DELLA MENTE E ALTRE POESIE:

 

lettura di Gian Mario Villalta

VUOTO D’ARIA

 

: concerto di Filippo Gatti e Fabio Marchiori

Gian Mario Villalta

è insegnante e dirige il festival pordenonelegge.it.

Ha pubblicato diversi saggi sulla poesia, tra cui, con Stefano Dal Bianco, il

Meridiano degli scritti di Andrea Zanzotto “Le poesie e prose scelte” (Mondadori,

1999). Ha pubblicato i romanzi “Tuo figlio” (Mondadori, 2004) e “Vita della mia

vita” (Mondadori, 2006). Tra le sue raccolte di poesie: “Vanità della mente”

(Mondadori, 2011), “Vedere al buio” (Sossella, 2007), “Vose de vose/Voce di

voci” (Campanotto, 1995).

Filippo Gatti

musicista e cantautore. Nel 1991 ha fondato il gruppo di musica e

poesia performativa

compagnia degli statici. Tra il 1994 e il 2000 ha pubblicato

tre dischi con il gruppo rock

Elettrojoyce . Nel 2003 ha pubblicato un disco da

solista dal titolo “Tutto sta per cambiare “. Lavora come produttore, autore,

arrangiatore. Collaborando con artisti come Riccardo Sinigallia, Bobo Rondelli,

Andrea Rivera, Banco del Mutuo Soccorso, Marina Rei, la poetessa Elisa Biagini e

Bruno Lauzi.

19 agosto – Parco delle Terme, Porretta Terme ore 21:00

in caso di pioggia: Sala Congressi dell’Hotel delle acque, Terme di Porretta

BESTIA DI GIOIA:

 

reading poetico di Mariangela Gualtieri

FIABA:

 

performance poetica di Francesca Genti

Virginiana Miller in concerto

 

Mariangela Gualtieri

poetessa e drammaturga.

Fondatrice, insieme al regista Cesare Ronconi, del

Teatro Valdoca, di cui è

drammaturga. Tra le sue pubblicazioni: “Caino” (Einaudi 2011) “Bestia di gioia”,

(Einaudi 2010) “Senza polvere senza peso”(Einaudi 2006) “Fuoco centrale”,

(Einaudi 2003) .

Francesca Genti

poetessa e scrittrice.

Tra le sue raccolte: “Bimba Urbana” (Emilio Mazzoli, Premio Delfini 2001), “Il

vero amore non ha le nocciole” (Meridiano Zero, 2004) e “Poesie d’amore per

ragazze kamikaze” (Purple Press, 2009), ed è stata tradotta in inglese, francese,

spagnolo e arabo. Come narratrice ha pubblicato i racconti “Il cuore delle stelle”

(Coniglio Editore, 2007) e il romanzo “La Febbre “(Castelvecchi, 2011).

Virginiana Miller

band livornese fondata nel 1990. Il gruppo ha ottenuto

importanti riconoscimenti tra cui nel 2009 il Premio Controcampo Italiano alla

66esima Mostra del cinema di Venezia e realizzato cinque album tra cui

“Gelaterie sconsacrate” (1997), “La verità sul tennis” (2003), “Fuochi fatui

d’artificio” (2009) e il recente “Il primo lunedì del mondo” (2011) il cui singolo

“L’angelo necessario” compare nella colonna sonora del film di Paolo Virzì “La

prima cosa bella”. Sono stati supporters dei Simple Minds nel concerto del Foro

Italico a Roma nel 1997 e ospiti di numerose trasmissioni radiofoniche e

televisive.

TUTTI GLI EVENTI SONO A INGRESSO GRAUITO

(prenotazione consigliata)

INFO:

http://www.sassiscritti.wordpress.com

sassiscritti@gmail.com

mob: 349 5311807 | 349 3690407

come arrivare

Capugnano/Chiesa di San Michele Arcangelo:

da Porretta Terme direzione

Castelluccio dopo 3Km circa seguire indicazioni per Capugnano

Pro loco Boschi “Le Dogane”/Granaglione:

da Porretta Terme direzione

Granaglione , dopo 6 km, passata la frazione di Casa Forlai, subito dopo il borgo

Strella, girare a destra (strada in salita).

Poggio Moreccio/Badi, Castel di Casio:

da Porretta direzione Lago di Suviana,

superato il borgo di Badi dopo circa un km sulla sinistra indicazione Poggio

Moreccio. In caso di pioggia: Sala “Sant’Ubaldo”, Piazza Roma, Castel di Casio

Predolo/Camugnano:

da Porretta Terme direzione Riola, superata Riola

direzione Campolo, da Campolo proseguire per circa un km sulla sinistra

indicazione per Predolo.

In caso di pioggia: Sala Congressi del “Parco dei Laghi”,

Piazza Kennedy 10, Camugnano.