azioni

*Azioni

invocAzione

prima che l’inverno strozzasse
i lineamenti del paesaggio, prima
che un convoglio decidesse il viaggio

io ho chiamato, alzato la voce, urlato

– dove sbattono le parole, chi
raccoglie il tonfo o forse resistono
in qualche anfratto
trattenute da un appiglio vivono nell’eco
o danno corpo ad un big bang finale? –

prima che una pietra rompesse
il cerchio e da una costola
uscisse questa voce, che trema

ti ho chiamato, amore

(le mie grida impiccate ai rami, impigliate
tra le guglie, rubate da un becco, lasciate
cadere in chissà quale campo)

(altro…)

E di bolina risalgo

Sergio Davanzo

fino a te la riva di ponente

in un flusso d’ aria

anime generate  attorno ad una vela

un corpo immerso in un  fluido

mobile della ca(u)sa

u n a  v a r i a t a    velocità   locale

di  ogni punto      vela

tu-

re

fluido incomprimibile

che correndo  varia   le sue azioni

l i n g u e  f a c e n d o sè    quell’es-

pressione  agente sulla vela. A pezzi

l’immaginario è vento

che la vela frammenta sopra

il vento e  sotto  cercando

la forza la totale in-

portanza.  Aereo sulle ali

sui ponti delle tante terre  il conduttore è

vento       porta  generata da una sola depressione

sotto la linea di azione perpendicolare  raccorda

media la vela

profila l’es-

posizione al flusso

quell’aria nei due

segmenti della curvatura

il lento scorrere del profondo

e la superficiale tensione ampia

sull’empietà del tempo

le due facce della tela spinta in quel

avanzare e nel mancato ritrovamento del re-

siduo sottile alito che porta alla deriva

e di bolina        secondo alt(r)a retta

porta la barca al limite del viaggio

sotto il pelo dell’acqua

in uguale  intensità

del flusso  vento apparente or-

mai sulla vela

di prua accogliendo    ancora   un vento

che scema  il prossimo

ormai  unico  stretto

ponente.

.

Prendendo il vento sulle alt(r)e esche f.f.

.

http://fernirosso.wordpress.com/2010/02/26/e-di-bolina-risalgo-fino-a-te-la-riva-di-ponente/