Avvistamenti poetici

[Linee di resistenza] Calpestare l’oblio – domenica 14 nov 2010 ad Ancona (post di natàlia castaldi)

 

 

Calpestare l’oblio

Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale: una grande opera di poesia civile, recensita dai maggiori media nazionali e internazionali.

 

Dopo due versioni elettroniche, domenica 14 novembre verrà presentata ad Ancona l’edizione integrale (Collana Argo, ed. Cattedrale).

Mostra | Reading | OpenMic-Microfono aperto.

 La Cittadinanza è invitata ad assistere e a intervenire “in versi”

 
Ancona – Domenica 14 novembre 2010, a partire dalle ore 17, nell’ambito della rassegna di arte e impegno civile “Linee di resistenza”, organizzata Casa delle Culture, con il contributo di: Provincia di Ancona | Comune di Ancona, in collaborazione con: Istituto Storia Marche | Anpi, con il Patrocinio di: I Circoscrizione – Comune di Ancona, a cura di Valerio Cuccaroni, verrà presentata l’edizione cartacea integrale dell’e-book “Calpestare l’oblio. Cento poeti contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana” [ http://www.lagru.org/media/oblio.pdf ], grande opera di poesia civile che nel novembre 2009 e nei mesi seguenti ha scatenato un acceso dibattito sui principali media nazionali (L’Unità, MicroMega, Corriere della Sera, Radio 24, Reset, Gli altri, Il Giornale, Libero, Il Foglio, Il manifesto) e internazionali (Le Monde diplomatique). 

 

Domenica 14 novembre 2010
Casa delle Culture – Via Vallemiano 46, Ancona

PROGRAMMA 

Ore 17 – Inaugurazione della mostra con le illustrazioni originali dell’antologia di poesia civile “Calpestare l’oblio”, a cura di Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella. Dal 14 novembre al 10 dicembre, mercoledì e venerdì ore 17-19.
Proiezione del video “Correspondecias” di Loris Ferri e Stefano Sanchini.
  
Ore 18 – Letture dei poeti di “Calpestare l’oblio”: Maria Lenti, Maria Grazia Maiorino, Renata Morresi, Davide Nota, Natalia Paci, Antonella Ventura
Interviene il giornalista dell’Unità Pietro Spataro

 

Ore 19 – Open mic: microfono aperto al pubblico per letture di versi ispirati alla Resistenza. In collaborazione con Associazione LeggIo.

 

Ore 20 – Aperitivo bio a cura del Circolo Equo & Bio.

 

Ore 21 – Letture dei poeti di “Calpestare l’oblio”: Fabio Orecchini, Enrico Piergallini, Francesco Scarabicchi, Alessandro Seri, Enrico Maria Simoniello
Interviene il giornalista dell’Unità Pietro Spataro

 

 

 

Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, Collana Argo, Cattedrale, Ancona, 2010, € 15 | Copyleft

 

A cura di Davide Nota e Fabio Orecchini
Illustrazioni e grafica a cura di Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella

 

Testi di: Francesco Accattoli, Annelisa Addolorato, Nadia Agustoni, Fabiano Alborghetti, Augusto Amabili, Viola Amarelli, Antonella Anedda, Gian Maria Annovi, Danni Antonello, Luca Ariano, Roberto Bacchetta, Martino Baldi, Nanni Balestrini, Maria Carla Baroni, Vittoria Bartolucci, Alberto Bellocchio, Luca Benassi, Alberto Bertoni, Gabriella Bianchi, Marco Bini, Brunella Bruschi, Franco Buffoni, Michele Caccamo, Maria Grazia Calandrone, Carlo Carabba, Nadia Cavalera, Enrico Cerquiglini, Antonino Contiliano, Beppe Costa, Andrea Cramarossa, Walter Cremonte, Maurizio Cucchi, Gianluca D’Andrea, Roberto Dall’Olio, Gianni D’Elia, Daniele De Angelis, Francesco De Girolamo, Vera Lùcia De Oliveira, Eugenio De Signoribus, Nino De Vita, Luigi Di Ruscio, Marco Di Salvatore, Alba Donati, Stefano Donno, Fabrizio Falconi, Matteo Fantuzzi, Anna Maria Farabbi, Angelo Ferrante, Loris Ferri, Fabio Franzin, Tiziano Fratus, Andrea Garbin, Davide Gariti, Massimo Gezzi, Maria Elisa Giocondo, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Raimondo Iemma, Andrea Inglese, Giulia Laurenzi, Maria Lenti, Bianca Madeccia, Maria Grazia Maiorino, Francesca Mannocchi, Giulio Marzaioli, Emiliano Michelini, Guido Monti, Silvia Monti, Davide Morelli, Renata Morresi, Giovanni Nadiani, Davide Nota, Opiemme (laboratorio), Fabio Orecchini, Claudio Orlandi, Natalia Paci, Adriano Padua, Susanna Parigi, Fabio Giovanni Pasquarella, Giovanni Peli, Enrico Piergallini, Antonio Porta, Alessandro Raveggi, Rossella Renzi, Roberto Roversi, Lina Salvi, Stefano Sanchini, Flavio Santi, Lucilio Santoni, Giuliano Scabia, Francesco Scarabicchi, Alessandro Seri, Marco Simonelli, Enrico Maria Simoniello, Giancarlo Sissa, Luigi Socci, Alfredo Sorani, Pietro Spataro, Roberta Tarquini, Rossella Tempesta, Enrico Testa, Fabio Teti, Emiliano Tolve, Adam Vaccaro, Antonella Ventura, Lello Voce, Matteo Zattoni
 
*
  
Con una introduzione di Valerio Cuccaroni e un intervento di Luigi-Alberto Sanchi
In libreria da dicembre
 
*
«Come il poeta García Lorca è diventato il simbolo della cultura violentata dalle orde franchiste, come Eluard e Aragon che con i loro versi combattevano il nazismo trionfante, così la poesia italiana degli anni berlusconiani va in trincea, riscopre l’ impegno civile, crea simbolicamente il legame emotivo che unisce la vecchia e la nuova resistenza.»
Pierluigi Battista, «Corriere della Sera», 26/11/2009
*
«Solo il tempo dirà se questa antologia, in cui figurano anche nomi di spicco come Maurizio Cucchi, sia destinata a rivaleggiare con la Commedia nei programmi scolastici o a finire rapidamente al macero.»
Alessandro Gnocchi, «Il Giornale», 26/11/2009
*
«Il delinquere autorizzato non è delinquere se non siete capaci di reazione baciate la mazza muti e rassegnati. Prima viene l’Idea poi viene il Credo poi viene la Fede capito landazzo se me ne viene qualcosa sono fedele militante furbetto.» 
Commento alla notizia della pubblicazione dell’e-book nel sito di MicroMega (16/11/09)

Premio Poesia di Strada – XIII edizione

 

Il premio Poesia di Strada, curato da Alessandro Seri e dall’associazione Licenze Poetiche, giunge alla XIII edizione.

La giuria del premio sarà composta da:

Cristina Babino, Maria Grazia Calandrone, Marco Di Pasquale, Renata Morresi, Massimo Sannelli e Alessandro Seri.

 

Chi fosse interessato a partecipare cliccando QUI  potrà scaricare il regolamento in formato pdf.

.
***

L’offerta e la rete (post di natàlia castaldi)

Se parliamo di rete, poesia e offerta “verticale”, cioè qualitativamente alta, dobbiamo prima di tutto cercare di capire cosa sia per ciascuno di noi questa “offerta verticalmente alta”

ecco un esempio di cosa io intendo per lavoro onesto, pulito, eticamente e qualitativamente alto:

Versi in forma di storia

Segnalazione: Antonietta Gnerre intervista Enzo Campi (post di natàlia castaldi)

 

Enzo Campi

Antonietta Gnerre:

  Che cos’è la poesia per Enzo Campi?

 

Enzo Campi: Penso alla poesia come un magma incandescente. La proprietà del magma è l’informe. E l’informe è la natura prima e precipua della “cosa” e delle cose. Configurare il magma è come configurare l’informe, ovvero: configurare una molteplicità di forme. Così come il magma e l’informe, la poesia è – in sé – molteplice. In tal senso per configurare la poesia bisogna frequentare l’alea della promiscuità. Parlerei di costruzione e decostruzione che fanno parte del rischio, dell’urgenza e del gioco in cui ci si cancella scrivendosi (de-scrivendosi) e drammatizzandosi. È inevitabile e naturale che sia così. (altro…)

Città biografiche – Luciano Mazziotta (post di natàlia castaldi)

Città biografiche – Luciano Mazziotta

Con grande piacere vi invitiamo a leggere su “La dimora del tempo sospeso”  l’articolo “Città biografiche”, dedicato ad uno dei nostri redattori, Luciano Mazziotta.

La redazione.

Fuorilegge – Natàlia Castaldi



Non è più tempo, non siamo noi nel tempo,
perchè Noi non esistiamo,
non ci siamo mai stati né mai ci saremo,
quando di noi resterà solo un pronome che
senza i nostri occhi, la nostra pelle, le nostre ossa,
troverà spazio davanti alla definizione temporale di un'azione
noi - Noi - non saremo che la coniugazione di un inganno reale,
un desiderio fuori tempo, fuorilegge.
.
(Natalia Castaldi) .(C

.

AUDIO

.

Otto versi. Otto versi per “distruggere” la vita con il senso dell’esistenza.

Noi non siamo.

Noi non siamo che pronomi vuoti posti – soggetti-oggetti – dinanzi al verbo della vita che si coniuga in un inganno reale. Chi sa questo è un fuorilegge – che non ha dove scappare.

Non ho altro da aggiungere (a parte scusarmi con l’autrice e chi leggerà/ascolterà per una voce che, oggettivamente, non rende un’adeguata interpretazione).

Luigi B.

Vista Cansada – Luis García Montero

La poesia di Luis García Montero abita un territorio in cui convivono le preoccupazioni soggettive e i dolori collettivi, la singolarità dei propri sentimenti e la pluralità dettata dagli imperativi del presente, la bellezza e la pietas. È un disegno verosimile di una realtà sognata, immaginata, amplificata, distorta dal sentire poetico; mai intrisa di mero realismo e sempre concentrata a confrontare l’estetica del reale con un’epica del possibile.

La sua è una Poesía de la experiencia, caratterizzata da un linguaggio colloquiale e dalla presenza della quotidianità attraverso cui l’io si diluisce nel collettivo grazie ad un processo di estetizzazione dell’esperienza del singolo che, in tal modo, diventa di tutti. La poesia di Luis García Montero è un viaggio che riesce ad attraversare trasversalmente ogni lettore, il quale torna a casa con quel bagaglio senza il quale era partito.


Preguntas a un lector futuro

¿Está lloviendo?

¿Tal vez en los tejados

Confundes la verdad con la belleza,

Y un bienestar antiguo

Duerme la sombra líquida del tiempo?

¿O es un día de sol,

De los que ruedan por el mundo

Sin esperar la primavera,

Hasta caer hermosos y rendidos

Al pie de tu ventana?


¿Estás fumando?

¿Has conseguido respirar la nube

De tu tranquilidad,

El pacto de los cuerpos con el humo?

¿Has servido la copa

Que te devuelve a la razón más tuya,

A la barca que sabe descansar en su orilla?

¿Pesa ya en la madera de tu edad

El oleaje de lo que se pierde?


¿Estás solo?

¿Alguien lee a tu lado,

En la otra butaca de la noche?

¿Esperas a que suene

El portero automático

Para dejar el libro

Y compartir las horas

Con el amor que manda en los relojes,

Para sentirte libre y excitado,

Por un momento libre,

Sin ambición ni deuda?


Y no voy a negarlo desde hoy:

Agradezco el azar de esta ocasión

En la que tú me salvas del olvido.


Pero no me consuela,

Si yo no puedo recordar la vida.



Domande ad un lettore futuro

Sta piovendo?

Forse che sui tetti

Confondi la verità con la bellezza,

e un benestare antico

dorme l’ombra liquida del tempo?

Oppure è un giorno di sole,

di quelli che ruotano per il mondo

senza aspettare la primavera,

fino a cadere splendidi e servili

ai piedi della tua finestra?


Stai fumando?

Sei riuscito a respirare la nuvola

della tua tranquillità,

il patto dei corpi con il fumo?

Hai servito la coppa

che ti restituisce alla ragione più tua,

alla barca che sa riposare alla sua sponda?

Già pesa nel legno della tua età

l’ondeggiare di ciò che si perde?


Sei solo?

Qualcuno legge al tuo fianco,

sull’altra poltrona da notte?

Aspetti che suoni

il citofono

per lasciare il libro

e condividere le ore

con l’amore che comanda sugli orologi,

per sentirti libero ed eccitato,

per un momento libero,

senza ambizione né colpa?


E non lo negherò a partire da oggi:

ringrazio la casualità di questa occasione

in cui tu mi salvi dall’oblio.


Però non mi consola,

se non posso ricordar la vita.



Otras dudas

Lo peor

No es perder la memoria,

Sino que mi pasado

No se acuerde de mí.



Altri dubbi

La cosa peggiore

Non è perdere la memoria,

se non che il mio passato

non si ricordi di me.



Vista cansada

La vida no es un sueño.


He comprobado el mar con sus cadáveres,

La existencia del sol, la piel, los fríos,

Las luces con sus horas,

Las puertas que los años se dejan mal cerradas.

Olvido y recuerdos tienen los mismos ojos.


Las palabras, como un atardecer

Que se confunde con la noche,

Son arena que cae delante del vacío.

Nunca discute el tiempo

La consigna de musgo que recibe.

Pero pierde las llaves de sus puertas.

Ahora aprendo a vivír con la vista cansada.


Cansado estoy de verte

Mundo extraño,

Prestigio del delor,

Exactitud de la mentira,

Corona turbia

De los estercoleros habitados.

Cansado estoy de ver

Las muertes humilladas

En las habitaciones del silencio.


Me duelen

Los finales injustos,

Que cierran nuestros ojos

Porque somos cadáveres vivientes.


He comprobado el mar. La vida no es un sueño.


¡Qué lepra de banderas!

¡Qué decencia de números podridos!

¡Qué paisaje de escombros!


Pierde el tiempo sus llaves,

Y yo busco mis gafas,

Para seguir aquí,

En las ventanas y las mesas,

Con los años abiertos

Al pie de la ciudad.


Allí se reconocen,

Al sur, al otro lado de esa nube,

De la torre, a la izquierda, justo allí,

Las ramas de la vida, la memoria,

Los pinares pacíficos,

El abrazo que pide una verdad,

El viento que levanta una alegría,

Las ruinas hermosas,

La habitación serena en donde se recuerda,

Con la luz apagada,

La historia libre de la dignidad.


No hablo de ilusiones,

Sino de dignidad, y de mis gafas,

Cristales trabajados que me ayudan

A comprobar el precio de las cosas,

A buscar los teléfonos que quiero,

A recorrer los libros,

A mirar el reloj y los periódicos.


A estar aquí,

En una compartida soledad,

Para ver lo que pasa

Con nosotros.



Vista stanca

La vita non è un sogno.


Ho accertato il mare con i suoi cadaveri,

l’esistenza del sole, la pelle, i freddi,

le luci con le loro ore,

le porte che gli anni lasciano mal chiuse.

Oblio e ricordo hanno gli stessi occhi.


Le parole, come un crepuscolo

che si confonde con la notte,

sono arena che cade dinanzi il vuoto.

Mai il tempo discute

la consegna del muschio che riceve.

Però perde le chiavi delle sue porte.

Ora imparo a vivere con la vista stanca.


Stanco sono di vederti

mondo strano,

prestigio del dolore,

acribia della menzogna,

torbida corona

dei letamai abitati.

Stanco sono di vedere

le morti umiliate

nelle stanze del silenzio.


Mi dolgono

i finali ingiusti,

che serrano i nostri occhi

perché siamo cadaveri viventi.


Ho accertato il mare. La vita non è un sogno.


Che lebbra di bandiere!

Che adorno di numeri putridi!

Che paesaggio di macerie!


Perde il tempo le sue chiavi,

ed io cerco i miei occhiali.

Per proseguire qui,

alle finestre ed alle tavole,

con gli anni aperti

ai piedi della città.


Lì si riconoscono,

a sud, all’altro lato di questa nuvola,

della torre, a sinistra, proprio lì,

i rami della vita, la memoria,

i pinareti pacifici,

l’abbraccio che chiede una verità,

il vento che innalza un’allegria,

le splendide rovine,

la stanza serena dove si ricorda,

con la luce spenta,

la storia libera della dignità.


Non parlo di illusioni,

se non di dignità, e dei miei occhiali,

cristalli lavorati che mi aiutano

a controllare il prezzo delle cose,

a cercare i telefoni voglio,

a scorrere i libri,

a guardare l’orologio e i giornali.


A stare qui,

in una condivisa solitudine,

per vedere quello che

ci succede.

(Poesie tratte da Vista Cansada, Visor 2008. Traduzione libera non richiesta di Luigi Bosco)

Avvistamenti poetici (post di natàlia castaldi)

Immagine trovata in rete – autore Raddatz

Si consiglia la lettura delle poesie di Stefania Crozzoletti, oggi ospite di Francesco Marotta

presso “La dimora del tempo sospeso”

Buona lettura.

the meltin’po(e)t_s