AUGURI

Poetarum Silva – the best of – numero zero

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Poetarum Silva nasce nel 2009 con l’intento di dare voce alle diverse strade e possibilità che la poesia contemporanea percorre e sperimenta. Non si può considerare l’impegno espresso da Poetarum Silva qualcosa di diverso dal gruppo che la anima, e che sin dall’inizio ha scelto di darsi un nome, the meltin’ po(e)t_s, e un’identità po-etica dinamica e fondata sulle differenze e – perché no?! – sulle divergenze che ogni singolo membro redattore quotidianamente fa confluire nel calderone delle proposte e delle risorse culturali da offrire ai nostri lettori. A chiusura di questo suo terzo e felice anno di attività, la Redazione ha deciso di raccogliere una selezione di articoli – una sorta di the best of – in un unico file pdf scaricabile e stampabile. Questo nuovo esperimento che, come direbbe il caro Troisi ricominciando da tre definiremo numero zero, verrà mensilmente riproposto nel corso del prossimo 2013 in formato chiaramente ridotto.
Con la speranza che vogliate considerare questa raccolta come un simbolo attraverso il quale la Redazione augura a tutti voi un Sereno Anno a venire, vi ringraziamo per l’affetto, i commenti, la partecipe lettura che giornalmente rinnovano in noi il senso e lo stimolo per resistere al soffocante silenzio culturale che vorrebbe estinguere l’ultimo baluardo di libertà che l’arte, in ogni sua espressione, rappresenta.
In ultimo, approfitto di queste poche righe per rinnovare ad ogni singolo amico e redattore del passato e attualmente presente tra le pagine di questo movimento culturale, il mio ringraziamento e la mia stima più sincera.
Felice Rinascita a ognuno di voi.
nc

sono andata lungo l’argine- f.f.

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per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.

.

f.f.

gaetano bevilacqua-il golfo