AUGH edizioni

PoEstate Silva #16: Lucrezia Lenzi, da ‘Di morte e altre incombenze’

 

Ripenso spesso
al tuo sguardo ancestrale
che riempiva di virgole le mie parole
e di silenzi la pineta
all’imbrunire
quando le caviglie coperte
lasciano spazio ai buchi neri dell’anima.

.

Sedevo lesta accanto ai tulipani sgualciti
sul tuo divano in organza tinta di blu
ed ero ladra gentile
delle tue macchinose attenzioni.
Ho sempre pensato al mio corpo come ad un tempio
e a te
come a uno sciamano
indagatore di uomini e d’anime
così ho generato una moltitudine di figli
poiché il più immortale dei sogni
è sempre la vita.

.

Non ho mai capito
le liturgie segrete
delle tue mani
sul mio corpo
incustodito.
Semplicemente
le ho accolte,
con gli occhi
chiusi,
come si fa con le cose
che non ci paiono
terrene
anche se
le sentiamo
nella carne.

.

Lucrezia Lenzi, Di morte e altre incombenze, AUGH! edizioni 2018

Gabriele Galloni, Slittamenti

Gabriele Galloni, Slittamenti, Augh edizioni, 2017

 

Ritorna il padre
a casa, morto. Il muro
è così bianco che
illumina da sé.

 

*
Sappiamo per esempio
senza dirlo che adesso Villa Sciarra
è di nuovo uno scatto
sovraesposto, un abbassare lo sguardo
per troppa luce, il conto
di questa estate e di quelle trascorse.

 

*
Scendendo da via Longomerio
possiamo vedere lo scheletro
in certe giornate di sole
dei vecchi edifici al di sotto
di stucchi vernici facciate –
non è qualcosa per cui essere
allarmati; i Misteri è inutile
citarli a caso. Il passo
ritorna indietro, incredulo.

 

*
In principio è una sala ristorante
affacciata sul mare. Undici tavoli
vuoti, un formicolare di ombre appena

visibile vicino la toilette.
Ci siamo entrambi, fuori fuoco, e tante
altre cose a riempire questi spazi:

ne traccio spesso un inventario inutile.

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