Arbor Sapientiae Editore

A tanta impresa inettissimi. La congiura de’ Pazzi, a cura di Emiliano Ventura

A tanta impresa inettissimi. La congiura de’ Pazzi secondo Angelo Poliziano e Niccolò Machiavelli – a cura di Emiliano Ventura, Collana Damnatio Memoriae, Arbor Sapientiae Editore, Roma 2018

Introduzione

Firenze 26 aprile 1478. Nella cattedrale di Santa Maria del Fiore vengono assaliti Lorenzo de’ Medici, signore della città, e suo fratello minore Giuliano; un attacco estremamente sanguinoso e violento. Giuliano viene ucciso, Lorenzo invece riesce a respingere i colpi degli assalitori e a salvarsi. In città seguono rappresaglie durissime. Vengono impiccati o decapitati quasi tutti i congiurati. La famiglia dei Pazzi viene quasi sterminata, mentre i Medici salvano e ampliano la propria influenza sulla scena politica della penisola italiana. L’evento violento e brutale è rimasto nella storia come La congiura dei Pazzi; sull’esempio di Sallustio è Poliziano a intitolare il suo commento con questa formula che ancora usiamo.
Il termine suggerisce che il complotto di assassinare i fratelli de’ Medici fosse limitato alla famiglia dei Pazzi, che per la nobiltà, le ricchezze e il parentado era considerata una delle famiglie più importanti della città.
Oltre ai Pazzi, furono  coinvolti il pontefice Sisto IV, il re di Napoli Alfonso II, il duca di Urbino Federigo da Montefeltro, l’arcivescovo di Pisa Francesco Salviati, un famoso umanista, un cardinale, un vescovo, qualche capitano e un gran numero di soldati mercenari.
Dopo il fallito tentato omicidio a scapito di Lorenzo, il pontefice e il re di Napoli dichiarano guerra a Lorenzo e Firenze, la guerra dura due anni ma alla fine Lorenzo è ancora a capo dello stato.
Non mancano le narrazioni dell’evento nella storiografia fiorentina. È molto breve il periodo che intercorre tra l’attacco del 26 aprile e le prime opere edite sulla congiura. I fiorentini inventano e creano canzoni e poesie sull’argomento. (altro…)