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Api e antologie

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Capitano periodi in cui nelle librerie del centro, dagli scaffali esce timidamente un pochetto di poesia e si presenta sui banconi attraverso graziosi volumetti a tema che, a seconda della stagione, delle festività, delle mode del momento, offrono al pubblico un piccolo, caldo spazio di raccoglimento emotivo su gattini, il Natale, l’amore, la mamma, la nonna. Il limite di questi volumetti (al di là della palese operazione commerciale) è sicuramente il presupposto dell’offrire versi funzionali a ricreare o potenziare “atmosfere”, più come un’alternativa ai biglietti di auguri (o come supporto alla loro compilazione) che come una riflessione, pur nel suo “delimitare”, sulla visione poetica. Le tematiche sono non a caso legate a relazioni e interazioni più facilmente addomesticabili, più quotidiane, più gratificatorie e condivisibili e risulta immediato, nell’adattamento alla propria dimensione, estrapolarne il verso e congelarlo così nella semplicità lapidaria di un aforisma, della frase ad effetto pronta all’uso. La lettura di un’antologia a tema (in questo caso sulle api) può destare quindi plausibili sospetti ma è anche vero che partendo da presupposti meno “commerciali”, una raccolta antologica tematica in ambito poetico è sicuramente possibile, se non riduce e comprime entro un confine spesso incerto, la complessità di visioni, di scrittura, di linguaggio; dinamiche il cui assopimento rischia di indirizzare la lettura solo ed esclusivamente a quella funzione immaginifica univoca di cui sopra. Nel caso de Le api in poesia di Claudio Graziola, pubblicato recentemente dalle edizioni Montaonda (FI), il rischio è eliminato a prescindere. Da una parte abbiamo una casa editrice che si occupa soprattutto di apicoltura nelle sue varie accezioni anche attraverso la pubblicazione di antichi trattati, garantendo quindi un approccio scientifico alla ricerca sulla “parola” e senza trovare o forzare occasione alcuna per cadere nel tranello della ricerca emotiva. Dall’altra parte ci troviamo davanti ad una ricerca antologica che non si limita alla citazione di esempi, ma nasce come un vero e proprio compendio di testi poetici sull’ape e l’apicoltura seguendo la storia della parola scritta, dai Sumeri per arrivare a oggi (nei limiti del rispetto dei diritti d’autore non troverete però testi contemporanei). Obiettivo dell’autore quindi è essenzialmente presentare  la lettura del mondo delle api e della sua interazione con l’uomo e con la natura, attraverso il linguaggio della poesia,  come supporto al linguaggio scientifico e divulgatorio.

Inediti [Api]


*

Ti apri come baia al mare
ombroso scoglio a separare marea,
con semina di orme antiche
nelle occultate crepe dell’umano giudizio.
-Che il conoscerti non è di fuoco,
fulmine d’incolta pazienza
su pietre riarse e dimenticate-.

E mi preparo, Terra,
ad offrirti calura di luce
accarezzando i tuoi grani di grazia.

Leggero l’animo nello scostarti
per semi e foglie, in anarchica posa
arrampicati su di te, di calma offerti e condivisi.

Nessun furore
t’accompagna al germinare futuro.

Lento stillare di elementi
a sostenere gli steli che verranno
nel regalarsi, calmi, al mio conoscerti
nel caleidoscopio dei tuoi frutti:
lavorio eterno, Madre di premura.

Da te imparo l’espandersi del cerchio
compreso nel volo di un’ape.

*

Le parole scavano in pozzi presunti vuoti ed aprono
rigagnoli d’umore e voragini di cielo. travolgono
le nicchie del silenzio, le colmano, le trasformano in incanto.
le parole sì, sfuggono, una fiaba fragorosa
è uno stramare sottile sull’esistenza,
un divenire alterato. Le parole nuotano
nella risacca quotidiana.

Biografia:

Api nasce e vive a Nuoro.
Legge legge e legge e a volte scrive, la scrittura la salva.
Collabora con la rivista Terre Libere di Nuoro.
Testi di poesia e prosa, in italiano e in lingua madre,  son presenti in varie antologie ed ha partecipato ad alcuni concorsi con ottimi risultati.