Antonio Pascale

Una frase lunga un libro #65: Juan Carlos Onetti, Per una tomba senza nome

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Una frase lunga un libro #65: Juan Carlos Onetti, Per una tomba senza nome, SUR, 2016. Traduzione di Dario Puccini. Revisione di Giulia Zavagna; € 14,00, ebook € 9,99

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«Non voglio costringerla a fissarsi su una cosa o su un’altra; glielo suggerisco, semplicemente. Quando le chiedo di fissare l’attenzione su qualcosa, non l’aiuto affatto a comprendere la storia; ma forse questi miei suggerimenti possono essere utili per avvicinarsi al modo in cui io comprendo la storia, la mia storia».

C’è un regno che esiste solo nelle pagine di alcuni scrittori sudamericani, di quelli più bravi, è il regno in cui la fantasia e la realtà si fondono e si confondono fino a diventare una cosa sola; un posto in cui si vive sognando, si dorme vivendo, si digiuna mangiando, si baciano i morti, si passeggia con i morti, si muore finché si è vivi, si raccontano storie che non esistono e quindi più che mai credibili, si incrociano personaggi straordinari o miseri, tutti favolosi, perché di favole parliamo, perché tutto accade come in un miraggio, ma in quella Fata Morgana accadono le cose della vita, e accadono i racconti. Uno di questi scrittori è Juan Carlos Onetti, uno straordinario creatore di mondi e di storie. Onetti ha diviso la sua esistenza tra Montevideo (dove nacque) e Buenos Aires (dove visse a lungo), e per la maggior parte delle sue storie più note, ha creato un terzo luogo – il regno, appunto – Santa Mária, città, che come nota ottimamente Antonio Pascale nell’introduzione a questa nuova edizione di Per una tomba senza nome, rappresenta per Onetti una sintesi immaginaria tra le due capitali sudamericane.

Tutti  noi, i notabili, noi che ci fregiamo del diritto di giocare a poker al Club Progresso e di tracciare le nostre sigle con pigra vanità in calce ai conti di bevande e pranzi al Plaza. Tutti noi sappiamo com’è un funerale a Santa Mária. Alcuni di noi, al momento opportuno, sono stati i migliori amici della famiglia; e ci è stato offerto il privilegio di vedere la faccenda fin dal principio e, per di più, il privilegio di iniziarla.

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Calibro Festival 2016

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Da giovedì 31 marzo a domenica 3 aprile 2016 torna CaLibro
Festival di letture a Città di Castello

La quarta edizione di CaLibro è ormai alle porte: il Festival di letture, organizzato dall’Associazione culturale “Il Fondino”, grazie anche al sostegno e al patrocinio del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, sarà caratterizzato dalla presenza di ospiti prestigiosi e iniziative coinvolgenti che interesseranno un vasto pubblico: dai più piccoli ai più grandi, dagli appassionati di narrativa e di poesia, a quelli di ciclismo, spaziando dalla musica all’arte grafica. Il tutto tenendo sempre come punto di riferimento centrale i libri e la letteratura. Gli eventi, come sempre, si svolgeranno nei luoghi più caratteristici e suggestivi del centro storico della città.
Il 31 marzo si inizierà con l’evento “Il fantasma e la bussola”, che vedrà ospite il vincitore del Prix Goncourt 2015, il più importante premio letterario in Francia, Mathias Énard, col suo romanzo “Bussole” (in Italia uscirà a settembre per E/O e a CaLibro ne saranno letti alcuni estratti in anteprima), che l’ha portato sotto i riflettori della stampa e della critica mondiale.
Lo scrittore francese è già uscito in Italia con Zona (Rizzoli e BUR, 2008), Parlami di battaglie, di re e di elefanti (Rizzoli, 2010), Via dei ladri (Rizzoli 2012). Insieme a lui, in uno dei due atti della serata, Filippo Tuena col suo Memoriali sul caso Schumann (Il Saggiatore, 2015), romanzo sugli ultimi scampoli di vita del grande compositore Robert Schumann e dei fantasmi che vedeva quando venne colto da follia.
Il 1° aprile sarà al centro l’epica letteraria del ciclismo con l’evento ll Cannibale e il Pirata. Storie, eroi e libri di ciclismo, un incontro con i giornalisti e scrittori Claudio Gregori (Eddie Merckx, il Figlio del tuono, 66thand2nd) e Marco Pastonesi (Pantani era un dio, 66thand2nd) che parleranno, intervistati da un gruppo di appassionati, dei protagonisti dei loro libri e delle grandi storie del ciclismo. (altro…)